Appia antica

La via Appia fu la prima e la più importante strada costruita a Roma, fu realizzata alla fine del IV secolo a.C. per collegare la città con Capua. Il suo nome deriva dal console Appio Claudio che la fece costruire; come per le altre consolari ed in genere per le zone fuori dalle mura di Roma, in quanto erano vietate le sepolture all'interno della città, la via è costellata di monumenti funerari.

appia_antica

Visitare il parco dell'Appia antica può considerarsi un itinerario ambito anche dai tanti romani che, specialmente la domenica, hanno bisogno di un po' di verde condito dal fascino dell'antica "regina viarum"; perché la domenica? Perché il tratto abitato durante i giorni feriali è aperto al traffico mentre la domenica si può passeggiare in tranquillità. (dalle 9 alle 16 nel periodo invernale e dalle 9 alle 18 nel periodo di primavera-estate)

Il parco può essere visitato con l'archeobus , a piedi o con le biciclette; a tal proposito c'è il servizio di affitto biciclette:

Punto Informativo via Appia Antica 58/60
Dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 17.30 (16.30 nel periodo invernale) e la domenica e i giorni festivi orario continuato dalle 9.30 alle 17.30 (16.30 d'inverno).
Costo 3 Euro l'ora per le prime tre ore; 10 Euro tutta la giornata (per informazioni 06 5126314).

Comitato per la Caffarella (Largo Tacchi Venturi)
La domenica dalle 10 alle 18,
costo 3 l'ora per le prime tre ore e 10 Euro
tutta la giornata (per informazioni e prenotazioni 06 789279)

Punto Informativo Egeria
Aperto la domenica.
Orario estivo 9.30-18 orario invernale 9.30-16.30.
Via dell’Almone 105/107, ampio parcheggio.

Tor Fiscale
Domenica dalle 10 alle 16.
Tre Euro l'ora per le prime 3 ore, 10 Euro per tutta la giornata.
Per prenotazioni 328 1623639 o 333 6891754.

Catacombe di San Sebastiano
Tutti i giorni esclusa la domenica;
costo 3 Euro l'ora per le prime tre ore;
9 Euro tutta la giornata (informazioni 06 7850350).


ATTENZIONE: nei giorni feriali da Porta San Sebastiano a Cecilia Metella la via Appia Antica è aperta al traffico e non esistono spazi adeguati per i pedoni. Si consiglia pertanto di passare all'interno delle Catacombe di San Callisto il cui ingresso si trova all'incrocio tra via Appia Antica e via Ardeatina.

L'itinerario può iniziare dal Sepolcro degli Scipioni, poco prima della Porta San Sebastiano: appartenuto alla famiglia che diede i natali a Scipione l'Africano
Il sepolcro, ricavato in un banco naturale di cappellaccio, fu costruito nei primi decenni del III sec. a.C. dal capostipite Lucio Cornelio Scipione Barbato, console nel 298 a.C., il cui sarcofago in peperino (si tratta di una copia, l’originale è conservato ai Musei Vaticani) si trova in posizione dominante di fronte all’ingresso. Il sepolcro ha una pianta quadrangolare, con quattro gallerie sui lati e due perpendicolari al centro; lungo le pareti interne trovavano posto trentadue sarcofagi. La facciata monumentale, sistemata da Scipione l’Emiliano nel II sec. a.C., era costituita da un alto podio su cui si aprivano tre ingressi simmetrici e presentava tre nicchie che dovevano ospitare statue raffiguranti il poeta Ennio, Scipione l’Africano e Scipione l’Asiatico


Il Colombario di Vigna Codini {Via Appia Antica 13), era invece un edificio per sepolture comunitarie, risalente alla prima età imperiale: nelle tre sale erano state poste più di 1000 urne contenenti le ceneri dei defunti insieme con qualche sarcofago.

arco druso

Il cosidetto arco di Druso, posto immediatamente prima della Porta S. Sebastiano, è in realtà una delle arcate dell’acquedotto Antoniniano fu fatto realizzare da Caracalla per alimentare le sue Terme. Nel corso del restauro voluto da Onorio l’arco fu inglobato con Porta S. Sebastiano in una sorta di castello difensivo.
Si giunge quindi a Porta Appia, nota dal Medioevo come Porta San Sebastiano: l'aspetto attuale risale all'epoca della guerra greco-gotica (metà del VI secolo d. C.). All'interno dell'edificio vi è oggi il Museo delle Mura (Via di Porta San Sebastiano 8, tel. 06 70475284) contenente plastici delle fortificazioni e delle mura di Roma, dal quale si accede agli spalti delle Mura Aureliane (al momento chiuse per lavori).


Circa 100 metri più avanti, incontriamo sulla destra la copia (l'originale è oggi in piazza del Campidoglio) del primo cippo miliario dell'Appia: segnalava la distanza di un miglio romano (1478 m) dalla Porta Capena.

Sempre sulla via sorge la Chiesa del Quo Vadis, luogo dove, secondo la tradizione, San Pietro che fuggiva perseguitato da Nerone avrebbe avuto la visione di Gesù che lo invitava a tornare indietro.

All'altezza del bivio tra l'Appia e l'Ardeatina, si trova l'accesso alle Catacombe di S. Callisto (Via Appia Antica 126, tel. 06 5130151)


Le Catacombe di S. Sebastiano (Via Appia Antica 136) si trovano poco oltre, sotto la Basilica di S. Sebastiano: la basilica attuale occupa solo la parte centrale del grande edificio circiforme, fatto costruire per il culto cristiano dall'imperatore Costantino (IV secolo); la sacrestia moderna e la biglietteria sono nell'ambulacro antico, come l'antiquarium allestito nell'abside esterna della basilica (visita su permesso).

domus massenzio

procedendo lungo la strada, sulla sinistra, si arriva al pronao del Mausoleo di Romolo (Via Appia Antica 153, tel. 06 7801324): il grande edificio, dedicato a Romolo, figlio dell'imperatore Massenzio, si trovava al centro di una grande spianata cinta da un quadriportico, del quale si vedono il muro di fondo e alcuni pilastri.


Vicino al mausoleo c'è il Circo di Massenzio:
Indirizzo: via Appia Antica, 153
Telefono: 06.78.01.32.4
Orario: 9-20. Chiuso lunedi

Costruito in mattoni e tufo il circo fa parte di uno dei complessi monumentali più importanti della città poiché è giunto a noi nelle migliori condizioni. L'edificio è lungo 513 metri e largo 90 e poteva contenere fino a 10mila persone. L'area centrale era ornata da statue e dall'obelisco di Domiziano posto, poi, in piazza Navona. Una galleria collegava Palazzo Imperiale al palco imperiale, posto sul lato sinistro delle gradinate.

Continuando l'itinerario è visibile il Mausoleo di Cecilia Metella
Indirizzo: via Appia Antica, 161
Telefono: 06.78.02.46.5
Orario: 9-18. Chiuso lunedi

cecilia metella

Si tratta della tomba della figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico e moglie del figlio di Crasso , triumviro con Pompeo e Cesare tra il 60 e il 53 a.C. L'attuale merlatura, con cui termina la tomba, risale al 1302 quando i Caetani fecero del mausoleo il ”mastio“ del loro castello medievale adiacente, altro nome conosciuto infatti è: castello Caetani.



L'intero complesso è stato restaurato e l'interno è adibito a museo (riporta la storia della via nel corso dei secoli).

castello caetani

Da qui in avanti si susseguono numerosi ruderi: la tomba di Marco Servilio, una costruzione detta tomba di Seneca, un mausoleo rotondo, la tomba dei figli di Sesto Pompeo Giusto con la grande epigrafe in versi.


Sul lato destro si conservano altre famose tombe: il sepolcro di Sant'Urbano, la tomba dei Licini, la Tomba Dorica, quella di Ilario Fusco, di Tiberio Claudio Secondino e di Quinto Apuleio.

bassorilievo

Altri sepolcri si possono ammirare superato l'incrocio con via Erode Attico: il Tumulo dei Curiazi, databile tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'Impero, più avanti i Tumuli degli Orazi; questa zona è legata al ricordo del leggendario combattimento fra gli Orazi e i Curiazi, che si affrontarono in questa zona, al tempo di re Tullio Ostilio. Lo scontro valse a Roma la supremazia su Alba Longa e sul Lazio.

Proseguiamo fino al civico 1092 dove si può visitare il Ninfeo della Villa dei QuintiliTelefono: 06.71.82.27.3
Orario: inverno 9-15.30, estate 9-17.30.
Chiuso lunedi si presenta in un grande emiciclo con nicchia sul fondo, la parte della grande domus appartenuta alla famiglia dei Quintili

Dopo i resti di un impianto termale appartenuto ad una villa si scorge il più grande mausoleo della via Appia detto Casal Rotondo. L'edificio di età augustea è formato da un corpo cilindrico, in origine rivestito in travertino, collocato su un basamento quadrangolare. Superato l'incrocio con via di Casal Rotondo si notano, sulla sinistra, i resti dell'acquedotto che riforniva d'acqua la villa dei Quintili. Poco più avanti si trovava la colonnina che segnava il settimo miglio della strada, che dal 1848 sta sul Campidoglio accanto all' Aracoeli.

Il percorso prosegue per circa un altro miglio con altri resti fin dove inizia la via Appia Nuova.

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per maggiori informazioni visitare il sito del parco:www.parcoappiaantica.org

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