Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri

 

Roma - Piazza della Repubblica

ingresso

Visitando la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri si resta sorpresi per la maestosità della basilica soprattutto perché, dopo l'abbattimento avvenuto nel 1911 della facciata concepita dal Vanvitelli nel 1750, si entra dai resti di un'aula cilindrica delle Terme di Diocleziano, un'entrata del tutto atipica per una chiesa e che non lascia intendere minimamente l'ampiezza degli spazi interni, tra l'altro è successo non raramente che turisti in visita chiedessero dove fosse la chiesa pur transitandovi innanzi!


La Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri nasce nel 1561 per volontà di Antonio Lo Duca, un sacerdote devoto al culto degli angeli che vi ha dedicato tutta la sua vita fino alla morte (1564), pochi giorni dopo la scomparsa di Michelangelo.
Michelangelo fu il primo architetto a concepire la basilica all'interno delle terme, egli fece alzare il pavimento di oltre due metri per isolare gli ambienti dall'umidità presente e sfruttò il Tepidarium annettendo ad esso altri ambienti contigui, lasciò intatte le bellissime e maestose colonne presenti (8) e le possenti murature romane realizzando un impianto a croce greca orientato perpendicolarmente a quello attuale.
Oggi il lunghissimo transetto, di ben 90 metri, era in origine la navata centrale avente ingresso da Termini e dal lato opposto, venne chiuso ai lati corti da due cappelle realizzate nel corso del 1700 da C. Orlandi durante una nefasta ristrutturazione voluta dai Pontefici Benedetto XIII e Clemente XII che fecero trasferire otto grandi pale, attualmente visibili nei transetti, provenienti dalla basilica di S. Pietro dove andavano deteriorandosi causa umidità e dove furono sostituite da copie in mosaico, nel far questo l'Orlandi murò in parte anche le grandi finestre originali delle antiche terme di Diocleziano, i successivi interventi del Vanvitelli si limitarono, oltre che alla già citata facciata, al soffitto della volta dell'ingresso ed a poche altre sistemazioni.

Ai nostri giorni la basilica è purtroppo salita alla ribalta della cronaca a causa dei funerali di stato cerimoniati ai numerosi soldati italiani morti in presunte missioni di pace......

Da P.za della Repubblica si entra nella basilica in un'aula rotonda con volta a cupola avente quattro monumenti funebri e due cappelle, un ampio corridoio di passaggio, dopo un arco decorato ed un tratto contenente due cappelline chiuse ad inferriate, conduce nel lunghissimo transetto contenente numerose opere artistiche come: le 8 grandi pale che furono trasferite dalla basilica di S. Pietro in quanto sostituite da mosaici, le tombe degli eroi della 1° guerra mondiale e la famosa meridiana realizzata nel 1703 da Francesco Bianchini.

meridiana

La grande meridiana voluta da Papa clemente XI è una lunga linea di bronzo incastonata nel pavimento della crociera, venne fatta costruire per scopo ornamentale ma anche per calcolare esattamente la data della Pasqua ovvero la 1° domenica dopo il plenilunio che segue l'equinozio di primavera.

Alla testa dei transetti le due cappelle che occlusero gli ingressi concepiti da Michelangelo: nella cappella di S. Bruno (a sinistra) troneggia un organo donato nel 1998 dal comune di Roma, nella cappella Albergati (a destra) visibile uno splendido pavimento.
Il presbiterio ospita due cappelle è speculare al vano di collegamento tra il corridoio dell'ingresso ed il transetto, entrambi hanno archi a volta decorati.
L'abside ed il coro sono appena sopraelevati, quattro gradini conducono all'altare, le decorazioni sono molto belle, sono presenti opere scultoree e pittoriche.
Alle pareti, sulla destra, troviamo: Presentazione di Maria al tempio, di Giovanni Francesco Romanelli e Martirio di San Sebastiano del Domenichino; sulla sinistra, Battesimo di Gesù di Carlo Maratta e Morte di Anania e Safira del Pomarancio.

Alcune foto: un angelo; il battesimo d'acqua; il battesimo di sangue; due pale vaticane; un dipinto nella cappella Albergati; il tratto terminale della meridiana ed il portale di bronzo visto dall'interno

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