Basilica di Santa Cecilia

Roma - Piazza Santa Cecilia

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La Basilica di S. Cecilia sorge sopra una domus romana probabilmente proprietà della famiglia di S. Cecilia convertita agli albori del cristianesimo come testimoniano vari ritrovamenti paleocristiani tra i quali anche le tracce di una fonte battesimale, d'altronde viene menzionata come luogo di culto già dal 499.
La fondazione della basilica fu decisa da papa Pasquale I intorno all'anno 817, mentre il portico, il campanile e parte dell'annesso convento furono implementati da papa Pasquale II a cavallo del 1100.
La seconda fase di arricchimento artistico avvenne intorno al 1290 con l'aggiunta degli affreschi di P. Cavallini e del ciborio di Arnolfo di Cambio, altri restauri ed arricchimenti si ebbero nei secoli V e VI, nel 1724 fu decisa una determinata modifica degli interni ed infine, a causa di un necessario consolidamento della struttura, le colonne di sostegno vennero inglobate in pilastri alterando in tal maniera la primitiva architettura simile ad altre basiliche contemporanee.
Alla basilica si accede entrando dapprima nel quadriportico settecentesco che racchiude un giardino con piscinetta contenente al centro un vaso d'epoca romana, i confini laterali sono dati dai conventi delle suore benedettine e da quelle francescane.
Il portico della basilica già presenta opere di una certa rilevanza quali un fregio musivo del XII secolo ed il monumento al Card. Sfondrati eseguito dal G. Rainaldi su disegni del padre di Gian Lorenzo Bernini: Pietro.

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L'interno si presenta a tre navate, la centrale molto spaziosa e luminosa anche per effetto del consolidamento a pilastri che ha indubbiamente tolto aria alle navate laterali, tali pilastri a dispetto dell'originaria architettura a colonne, sembrano il giusto raccordo con la volta settecentesca mostrante al centro l'affresco "L'incoronazione di S. Cecilia" opera di sebastiano Conca (1725)

sepolcro santa cecilia

Una splendida balaustra del 1600 ca composta da pregiati marmi, divide la navata dal presbiterio impreziosito dal famoso ciborio di Arnolfo di Cambio (1293), sotto l'altare c'è il sepolcro di S. Cecilia con la scultura della santa riprodotta nella posa in cui venne ritrovata la salma nel 1599, posa richiamante la santissima trinità
(foto ingrandibile a sinistra)
- scultura di Stefano Maderno -

Nell'abside un mosaico dell'epoca di Pasquale I raffigurante "Il Redentore benedicente" con a sinistra i Ss Paolo, Cecilia e Pasquale I (col nimbo quadrato in capo significante che Papa Pasquale I era ancora in vita); a destra I Ss Pietro, Valeriano e Agata.
Nella navata destra, dove secondo la tradizione Santa Cecilia venne esposta ai vapori bollenti, due opere di Guido Reni: I Ss Valeriano e Cecilia e sull'altare "la decollazione della santa", sempre a destra la quattrocentesca cappella dei Ponziani, la settecentesca cappella delle reliquie del Vanvitelli ed una cappella col monumento funebre del Card. Rampolla del Tindaro.
Nella navata sinistra v'è l'accesso al chiostro romanico (sec. XII) ed il coro delle monache con sottostante il vestibolo dove nel 1900 fu scoperto "Il giudizio universale" di P. Cavallini eseguito intorno al 1293.

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