Chiesa Ss Cosma e Damiano

Santi Cosma e Damiano

 

Roma - via dei Fori Imperiali

La chiesa dei Santi Cosma e Damiano fu la prima ad essere edificata nell'area dei Fori, infatti appare evidente che la chiesa e l'adiacente convento si appoggino completamente su poderose strutture di età romana facenti parte dell'antico foro di Vespasiano o altrimenti detto Forum Pacis.
Il complesso sfrutta le murature della biblioteca e parte del "Praefectus Urbis" ricostruiti da Settimio Severo dopo un devastante incendio, all'esterno del convento sono visibili ancora i fori delle grappe che sostenevano la gigantesca mappa marmorea detta "Forma Urbis Romae" della quale sono stati ritrovati numerosi frammenti ritenuti importantissimi in quanto esplicativi della topografia di Roma Imperiale, inoltre una parte della chiesa insiste sul tempio di Romolo, figlio di Massenzio, che si affacciava direttamente sulla via Sacra.
Per entrare nella chiesa si accede dal chiostro del convento, dal quale oltre all'ingresso alla chiesa, è possibile raggiungere una sala in cui è esposto un prezioso presepe napoletano del XVII secolo.
Appena alla destra dell'ingresso si nota la vetrata dalla quale è possibile vedere, ad un livello molto più basso, i resti del tempio di Romolo che tramite un portale era in comunicazione con la via Sacra, la navata si sviluppa longitudinale al tempio e proprio sopra la grande aula dell'antica biblioteca, in origine la chiesa era allo stesso livello mentre la sistemazione attuale di deve alla ristrutturazione eseguita, sotto il papato di Urbano VIII, dall'architetto L. Arrigucci che comprese anche un notevole innalzamento del pavimento, infatti il grande mosaico del catino absidale ad oggi sembra eccessivamente incombente sul presbiterio, proprio il mosaico, oltre a svelare quale fosse l'antica architettura, contribuisce in maniera determinante alla comprensione della chiesa, infatti esso è ancora puramente raffigurativo e non impregnato degli elementi ornamentali che caratterizzano altri mosaici bizantini.

mosaico

Le figure sono ben delineate e abbastanza voluminose e si stagliano da un bellissimo fondo blu cobalto che raffigura il cielo, comprese delle sottili nuvole che fungono da tappeto al Cristo che scende sulla terra, (in pratica la raffigurazione del secondo avvento apocalittico detto Parusìa) immediatamente ai suoi lati vengono raffigurati i SS Pietro e Paolo che presentano rispettivamente i SS Cosma e Damiano, agli estremi S. Teodoro (a destra) ed il papa Felice IV con in mano il modello della chiesa. (a sinistra)
Quindi papa Felice IV fece costruire la chiesa in memoria dei martiri Cosma e Damiano che in quanto medici nei secoli vennero invocati per la guarigione delle malattie.

altare cosma e damiano

L'altare maggiore, ad opera di Domenico Castelli (1637), presenta belle colonne marmoree recuperate dall'antico altare ed al centro un'antica Madonna con Bambino datata XIII secolo.
Ai lati della navata tre cappelle per parte:
a sinistra la cappella di S. Alessandro mostra un crocifisso ad olio eseguito dalla scuola del Rubens (bizzarra la scritta sulla croce che appare come se fosse scritta allo specchio) e due affreschi dell'Allegrini (1640) raffiguranti la condanna ed il martirio di S. Alessandro;
sempre a sinistra c'è l'affrescata cappella della vergine Maria e di S. Giovanni opera di G. Baglioni (1644);
infine la prima cappella di sinistra, dedicata a S. Barbara, si presenta ricca di decorazioni.
Al di sopra delle cappelle tutte le pareti ed i pilastri risultano affrescati, il soffitto presenta stucchi dorati, un affresco centrale e lo stemma dei Barberini: le tre api di papa Urbano VIII.

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