Chiesa San Marcello al Corso

Chiesa di S. Marcello al Corso

 

Roma - via del Corso

facciata

La bella facciata concava di San Marcello al Corso si staglia in una piazzetta al latere di via del corso, si presenta con statue, lesene e rilievi cari al barocco di Carlo Fontana che la eresse tra il 1682 ed il 1687.
La primitiva chiesa andò distrutta nel 1519 a causa di un violento incendio in cui si salvò miracolosamente solo il crocifisso ligneo tuttora esposto nella quarta cappella di destra e che da quell'evento divenne oggetto di particolare venerazione.
Papa Leone X incaricò Jacopo Sansovino di ricostruirla immediatamente, questi cambiò l'orientamento e l'impostazione generale, poi dal 1527 gli subentrò Antonio da Sangallo, la costruzione si protrasse fino al 1593 a causa di vari impedimenti tra i quali anche la disastrosa inondazione del 1530.

navata

L'interno è a navata unica con cinque cappelle per lato aperte da arcate e con absidi semicircolari; la decorazione delle cappelle è per la maggior parte contemporanea alla costruzione della chiesa quindi presentano pregevoli opere cinquecentesche, tuttavia l'aspetto generale risente della successiva ristrutturazione ad opera del Vespignani datata 1861-67, in particolare venne rifatto l'altare, decorata la parete absidale e rimosso l'organo barocco.
Il soffitto ligneo a lacunari è stato realizzato su disegno di Carlo Rambaldi con decorazioni pittoriche di G. B. Ricci tra il 1592 ed il 1594.
Del Ricci anche le decorazioni dell'ordine superiore della navata: ai lati delle finestre "storie della passione e resurrezione" (1613 ca.) ; ai lati dell'arco trionfale "Davide e Isaia"; nella controfacciata "la crocifissione".
Prima ancora di soffermarsi sulle cappelle lo sguardo viene rapito dal bel pulpito realizzato da Carlo Torriani nel 1673 su disegno di Giovanni Maria De Rossi: l'angelo che sorregge il pulpito sedendo su un cielo stellato, è opera di Paolo Naldini uno tra i più assidui collaboratori del Bernini.
Notevole la settecentesca cappella (2° a destra) delle Ss. Degna e Merita, la pala d'altare è di P. Barbieri (1727) ai lati i pregevoli monumenti sepolcrali di Giovanni Andrea Muti e Maria Colomba Vicentini ad opera di B. Cametti (1725)
La terza cappella a destra contiene sull'altare un affresco del trecento, circondato da pitture mariane ad opera di Francesco Salviati (1560 ca.)
La cappella del Crocifisso, decorata da Perin del Vaga e da Daniele da Volterra, come dicevamo sopra, ospita il miracoloso crocifisso ligneo accreditato anche di aver sconfitto la peste del 1522, da allora è tradizionalmente portato nelle processioni della basilica di San Pietro in occasione dei Giubilei.

calotta

La calotta absidale ed il sottarco sono interamente dipinti con storie della Vergine (G. B. Ricci) , ad eccezione dei Profeti tra le finestre e dei membri della famiglia Vitelli inseriti in ovali.
Risalendo la navata nella parte sinistra la cappella di S. Paolo, appartenente alla famiglia Frangipane, mostra il bel ciclo di pitture sulla vita dell'apostolo ad opera di Taddeo Zuccari ed i busti di famiglia: i busti della parete destra sono opera di Alessandro Algardi, quelli a sinistra di anonimo scultore, nell'altare, entro un urna, sono conservate le reliquie dei santi Cosma, Damiano, Felicita ed i suoi sette figli.
La cappella seguente è dedicata a S. Filippo Benizi, con pitture sulla vita del santo: il miracolo del pane ed i suoi Funerali.
Chiude la visita il maestoso monumento funebre del Card. Giovanni Michiel e del nipote Antonio Orso realizzato dal Sansovino, addossato appena alla sinistra dell'ingresso.

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