Chiesa San Pietro in montorio

chiesa San Pietro in Montorio

 

Roma colle del Gianicolo

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facciata s pietro montorio

San Pietro in Montorio potrebbe concorrere a pieno titolo tra le chiese più richieste per celebrazioni matrimoniali, sia per la bellezza intrinseca sia per la felice posizione sul panoramico e curato colle Gianicolo.
Proprio dal Gianicolo sembra provenga l'appellativo "Montorio" ovvero Mons Aureus.

La chiesa nasce per volere dei reali di Spagna che nel 1481 fecero ricostruire il monastero e la chiesa già presenti fin dal IV secolo, ancora oggi i sacerdoti che officiano in S. Pietro in Montorio sono spagnoli
Durante la battaglia del Gianicolo (moti del 1849) subì vari danni infatti anche qui si conserva una palla di cannone, fissata nel muro che costeggia via Garibaldi, a testimonianza della battaglia.

La facciata si presenta a due ordini, inferiormente presenta una scala d'accesso a due rampe e superiormente un rosone gotico, l'interno è a navata unica con cinque cappelle per lato delle quali le due più vicine al presbiterio sono più ampie e profonde quasi a simulare dei transetti, l'abside è molto profonda e presenta due file di scranni lignei sovrastati dalle canne dell'organo che rivestono quasi per tutta la lunghezza la poligonale parete di fondo.
La prima cappella di destra è affrescata con "Flagellazione e Santi" prezioso olio su muro e nel catino absidale una bella "Trasfigurazione" entrambi ad opera di Sebastiano del Piombo (1518) che affrescò anche l'arcone soprastante.

madonna della lettera

La seconda cappella si contraddistingue per la "Madonna della Lettera" famoso affresco del Pomarancio che in seguito all'attribuzione di vari miracoli venne tolto da un'edicola in strada e posto sull'altare, nel catino absidale affresco di scuola Pinturicchiesca, mentre l'arcone di questa cappella e quello della successiva mostrano "Virtù e Sibille" affreschi di B. Peruzzi.

La quinta cappella fu concepita dal Vasari (1522) nella quale dipinse la pala d'altare "Conversione di S. Paolo", i monumenti funebri ai lati sono opera di Bartolomeo Ammannati, gli stucchi e la decorazione della volta sono attribuiti a Giulio Mazzoni.

altare pietro in montorio

Ai lati dell'altare due angeli ed in fondo all'abside una copia eseguita dal Camuccini della "Crocefissione di S. Pietro" opera di G. Reni, attualmente conservata nella pinacoteca Vaticana.
Tornando indietro c'è la quinta cappella di sinistra opera di Daniele da Volterra al quale viene attribuita la pala d'altare "il Battesimo", come per l'opposta cappella, gli stucchi e le pitture sono del Mazzoni.

La terza cappella, cappella di S. Anna, mostra gli affreschi ed una bella pala d'altare:
"S. Anna, Vergine e Bambin Gesù", attribuiti ad ignoto discepolo di Antoniazzo Romano (secolo XV).
La seconda cappella è un'altra sapiente realizzazione barocca del Bernini commissionatagli dalla famiglia Raymondi (1640)

tempietto del bramante

Uscendo dalla chiesa è possibile accedere al chiostro posto alla sinistra nel cui centro è il famoso Tempietto del Bramante, mirabile realizzazione architettonica rinascimentale sorta nel luogo in cui si riteneva fosse avvenuta la crocefissione di S. Pietro: da un piccolo chiusino a grata e dalle finestrelle radiali è possibile vedere la parte ipogea con al centro il foro in cui si credeva fosse inserita la croce.

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