Chiesa di Santo Stefano Rotondo

santo stefano rotondo corpo centrale

Santo Stefano Rotondo è la più antica chiesa a pianta circolare esistente Roma.
Fu eretta nel 468 durante il papato di Papa Simplicio, essa riprende probabilmente sia le forme che le proporzioni del S. Sepolcro di Gerusalemme, al di sotto sono stati rinvenuti resti di un precedente Mitreo e di altri più antichi edifici.

In origine era formata dal vano della cupola centrale, da una navata anulare in cui era intersecata una croce greca che formava quattro cortili ed infine un porticato anulare, nel 1130, durante il papato di Innocenzo II , vennero costruite le tre grandiose arcate interne che sorreggono la cupola.
In origine la chiesa era adornata di marmi, stucchi ed intarsi pregiati, ma come per il resto degli antichi monumenti romani subì la espoliazione dei materiali pregiati costringendo papa Niccolò V ad avviare un massiccio restauro che stravolse l'architettura originale, infatti vennero eliminati 3 dei 4 bracci della croce greca e tamponato in muratura tutto il colonnato anulare, sulla tamponatura risiede l'elemento di maggior interesse, ovverossia il ciclo di affreschi cinquecenteschi realizzato dai pittori Antonio Tempesta e Niccolò Circignani, ciclo commissionato dalla compagnia del Gesù raffigurante 34 scene di martirio tratte dalle passioni dei martiri dell'antichità, con questa opera la compagnia del Gesù intendeva istruire i novizi da inviare nelle terre di missione anche preparandoli al martirio.

santo stefano rotondo navata anulare

Si accede al cortile passando da un archetto squadrato con inciso il nome della chiesa, il portico della chiesa, realizzato da Innocenzo II, poggia su cinque colonne e da questo si entra nell'ambulacro ricavato dall'unico braccio sopravvissuto dell'originaria croce greca, da qui si accede alla navata anulare esterna in cui, oltre agli affreschi cinquecenteschi, si notano anche le trentaquattro colonne originali inglobate nella muratura.

L'ambiente centrale è costituito da ventidue colonne in granito con capitelli ionici che sorreggono radialmente l'architrave circolare ed il tiburio della cupola, poggiata su due possenti colonne centrali e due pilastri laterali c'è la grande architrave che sorregge le travi del tetto, al centro di tutto c'è l'altare maggiore.

A sinistra dell'ingresso si apre la cappella dei SS Primo e Feliciano risalente al VII secolo quindi in piena epoca bizantina del tutto evidente nello stile dei mosaici presenti.

Lungo la navata anulare è posto un importante tabernacolo ligneo donato nel 1613 da Giovanni Gentner mastro fornaio di Roma al rettore del collegio Bernardino Castorio che lo fece portare in Santo Stefano Rotondo, questo tabernacolo è uno dei modelli sopravvissuti di architettura a pianta centrale d'ispirazione Michelangiolesca che vennero realizzati per la basilica di San Pietro.

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