Basilica di Santa Sabina

Basilica di S. Sabina

 

Roma - Piazza Pietro d'Illiria

basilica di Santa Sabina

La Basilica di S. Sabina, come del resto molte altre chiese di Roma, si può affermare sia più famosa per le celebrazioni di matrimoni che per il valore storico-archeologico in sé.
Sita sull'Aventino venne costruita su di un tratto delle mura Serviane ma soprattutto su una ricca Domus, una sala della quale è immediatamente sotto la chiesa ed è analoga ad essa per dimensioni.
Fu eretta nel 422, sotto il papato di Celestino I, ad opera soprattutto di Pietro d'Illiria e terminata intorno al 435 sotto il papato di Sisto III.
Nella sua storia vi sono numerose ristrutturazioni a partire dal periodo medievale, passando per la ristrutturazione del XVI secolo voluta da papa Sisto V che incaricò Domenico Fontana il quale con consistenti modifiche stravolse cancellando quasi del tutto le testimonianze medievali, fino ad arrivare al restauro dell'inizio '900 ad opera di Antonio Muñoz.
La basilica è officiata dai padri Domenicani fin dal 1222 ovvero da quando Papa Onorio III accolse la Regola presentatagli da S. Domenico.

s. Sabina Navata centrale

L'ingresso e preceduto da un portico che abbraccia due fianchi, in quello di accesso alla basilica sono esposti numerosi
frammenti marmorei molto antichi, alcuni dei quali con iscrizioni latine e medievali.
Il prezioso portale di ingresso è ancora quello del V secolo, si accede alla basilica ed immediatamente si percepisce una sensazione di austera solennità, le tre navate sono divise da 24 colonne corinzie, provenienti probabilmente dal Tempio di Giunone Regina, sostenenti archi al di sopra dei quali sono presenti decorate finestre ad arco che donano una luminosità trasversale molto particolare, le navate laterali sono piuttosto strette, il presbiterio ed il catino absidale prendono luce da ulteriori tre finestre, la controfacciata è l'unica testimonianza dell'antica decorazione in marmi, mosaici e pitture che ricopriva l'intera chiesa: l'iscrizione è in ricordo di P. D'Illiria, di Papa Celestino I e del concilio di Efeso che sancì la maternità divina di Maria, le due figure ai lati rappresentano l'Ecclesia ex gentibus, nata dalla conversione dei pagani e l'Ecclesia ex circumcisione, nata dalla conversione dei giudei.

peso del diavolo

Nella navata centrale rara pietra tombale a mosaico di Muñoz De Zamora (generale dei Domenicani), la schola cantorum, ricostruita nel 1936, presenta frammenti risalenti ai secoli che vanno dal V al IX, nell'abside un affresco raffigurante il Cristo tra gli apostoli ad opera di Taddeo Zuccari.
Nella navata destra la preziosa cappella di S. Giacinto con affreschi di Federico Zuccari e pala d'altare di Lavinia Fontana (la Vergine e S. Giacinto - 1600).
Nella navata sinistra sfolgorio di marmi preziosi presenti nella cappella di S. Caterina da Siena costruita nel 1671 da G. B. Contini, sull'altare il capolavoro del Sassoferrato "la Madonna del Rosario".
Una curiosità risiede appena sulla sinistra dell'ingresso principale (foto a sinistra), si tratta di una pietra di basalto nero poggiata su un tronco di colonna, probabilmente era un contrappeso di una bilancia usata nell'antica Roma.
La leggenda vuole che il diavolo la scagliò contro San Domenico, che pregava intensamente sul sepolcro contenente le ossa di alcuni martiri, la pietra non colpì il santo ma infranse la lapide che copriva il sepolcro.

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