Fontana del Moro

La cosiddetta Fontana del Moro è una delle tre fontane che ornano Piazza Navona, essa è all'estremità meridionale e rientrò nel vasto programma di ripristino dell'Acquedotto Vergine costruito da Agrippa nel 19 a.C. che venne riattivato per volontà di papa Gregorio XIII verso la fine del cinquecento.

fontana del moro

Il grandioso progetto prevedeva la costruzione di fontane nelle principali piazze di Roma nelle quali arrivavano le nuove diramazioni delle condutture, all'interno di una rete che comprendeva utenze pubbliche e private.
Prima della realizzazione delle fontane infatti, la popolazione era costretta a bere l'acqua del Tevere, raccolta a monte della città, depositata per alcuni giorni e poi venduta dai cosiddetti "Acquarenari"
Nelle fontane alimentate dall'Acquedotto Vergine tuttavia, i giochi d'acqua, a causa del basso livello dell'acquedotto, erano lontani dalle suggestioni barocche presentandosi con leggeri zampilli o leggere velature: i risultati raggiunti dal Bernini nella fontana dei Fiumi (presente al centro della piazza) furono possibili grazie all'accrescimento della portata dell'acqua prelevandola dall'Acquedotto dell'Acqua Paola.

il moro della fontana

Protagonista di molte delle fontane del progetto di papa Gregorio XIII fu Giacomo Della Porta, coadiuvato da Bartolomeo Gritti e da una squadra di scultori e scalpellini.
La tipologia adottata era pressoché simile per ogni fontana, sia per il motivo a calice e cantaro, sia per gli elementi decorativi: delfini, tritoni, mascheroni dai volti umani o animaleschi presi in prestito dal repertorio classico e conchiglie.
Il Della Porta progettò entrambe le fontane laterali di piazza Navona, (al tempo separate da un grosso abbeveratoio per cavalli posto al centro della piazza e poi trasferito presso il giardino del lago a Villa Borghese) e nel 1574 ne affidò l'esecuzione a Ludovico Rossi: questi però non terminò il lavoro nei tempi stabiliti e nel 1576 venne stipulato un nuovo contratto per la costruzione di due parapetti in travertino.
Il gruppo del Della Porta era impegnato ad operare contemporaneamente a più fontane per l'esigenza di realizzare in breve più opere celebrative e di pubblica utilità, ciò si verificò ad esempio per le fontane di Piazza Navona e quella di Piazza della Rotonda.
La storia della fontana del Pantheon si intreccia con quelle di piazza Navona, queste sono in marmo di Pietrasanta, con bacini mistilinei (secondo il modulo cerchio - quadrato) e, per entrambe, era prevista un'ornamentazione plastica di tipo manieristico, con quattro mascheroni alternati a quattro tritoni.

fontana del moro notte

La fontana del Moro, compiuta nel 1575, fu in effetti dotata degli elementi decorativi previsti oltre che di una balaustra preceduta da due gradini che riprendevano il motivo della vasca.
La decorazione, causa mancanza di fondi, non fu invece applicata all'altra fontana della piazza e le sculture a soggetto marino già scolpite furono utilizzate nella fontana di Piazza della Rotonda (1575-1577)
I gruppi plastici che ornavano la Fontana del Moro furono poi trasferiti in un piazzale presso Villa Borghese e le maschere ed i tritoni originali furono sostituiti dalle copie realizzate da Luigi Amici (1874).
Il gruppo centrale dona il nome alla fontana essendo un "moro che lotta con un delfino", esso è opera di Antonio Mari (1654) che lo realizzò su disegno del Bernini: quest'ultimo fu anche autore della piscina intorno alla vasca realizzata invece su disegno del Borromini.

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