Musei Vaticani - pag. 2

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La Galleria dei Candelabri
, originalmente la galleria era una loggia aperta, coperta e venne costruita nel 1761 sotto il pontificato di Pio VI (1775-1799). La galleria fu poi murata alla fine del XIX secolo e il soffitto dipinto nel 1883-1887, per volontà del pontefice Leone XII (1878-1903). Il nome della galleria proviene dalla presenza dei candelabri in marmo di età romana disposti in corrispondenza delle colonne che dividono in sei sezioni la galleria. Tra le opere più importanti che si possono ammirare possiamo ricordare la statua di Afrodite Efesina e alcune copie romane di originali greci di epoca ellenistica. la Galleria degli Arazzi, in questa galleria sono esposti alcuni arazzi detti della Scuola Nuova, vennero commissionati da papa Clemente VII (1523-1534) agli allievi di Raffaello Sono stati messi in mostra lungo la parete di sinistra della galleria e rappresentano: l’Adorazione dei Magi, la Presentazione al tempio, la Strage degli Innocenti, la Resurrezione, Gesù appare alla Madonna e la Cena in Emmanus. Sulla pareta di destra ci sono, invece, degli arazzi con scene della vita di papa Urbano VIII . Arazzi eseguiti a Roma nel XVII secolo dalla manifattura Barberini.

la Galleria delle Carte Geografiche, Nella galleria si possono ammirare quaranta mappe affrescate che mostrano la topografia delle regioni italiane e i possedimenti dello Stato Pontificio. la Galleria di S. Pio V e le salette di S. Pio V, la Sala Sobieski,la Sala dell’Immacolata Concezione,la Sala dei Chiaroscuri, la Cappella di Papa Nicola V, questa cappella fu costruita in una delle parti più antiche dei palazzi Vaticani. Probabilmente formava parte della Torre di Innocenzo III (1198-1216) inserita poi nel primo palazzo papale risalente al XIII secolo. Nicola V (1417-1453) decise di trasformarla in cappella privata e chiamò Beato Angelico ad affrescarla. Questo artista toscano decise di decorare le pareti della cappella con le storie di San Lorenzo e le storie di Santo Stefano,affrescò la volta stellata con i Quattro Evangelisti.

Le Stanze di Raffaello, così denominate perché contengono al loro interno alcuni importanti affreschi creati da Raffaello Sanzio, le stanze divennero gli appartamenti privati di Giulio II. Cronologicamente la prima stanza che fu affrescata, sarebbe meglio dire la volta, fu quella della Segnatura, così chiamata perché qui si riuniva la corte della Segnatura. Qui Raffaello decise di dipingere alcuni importanti affreschi incentrati sul tema delle Virtù Teologali e Capitali. L’affresco rappresentante la Disputa del Sacramento è il primo lavoro pittorico eseguito dal Maestro a Roma e ha voluto dipingere l’esaltazione della gloria dell’Eucarestia piuttosto che la disputa. Un affresco molto famoso è quello della Scuola di Atene dove è possibile osservare in una stessa opera filosofi e uomini importanti dell’antichità con personaggi, artisti e nobili, contemporanei a Raffaello. Al centro della volta compaiono le figure di Platone ed Aristotele. L’affresco del Parnaso, che decora la parete dove si inserisce la finestra che si affaccia sul Belvedere, risale al 1511 (l’anno è contrassegnato con una scritta sulla finestra). Il soffitto della volta di questa stanza ha quattro medaglioni contenenti le figure simboliche rappresentanti la Filosofia, la Giustizia, la Poesia e la Teologia, inoltre ci sono dei pannelli raffiguranti il Giudizio di Salomone, Apollo e Marsia e l’Astronomia. La stanza successiva che venne decorata fu quella di Eliodoro che costituisce un esempio di quello che può essere chiamato dipinto storico perché Raffaello decise di affrescarla con eventi miracolosi che furono decisivi per la storia della chiesa. Questi affreschi sono Leone I ferma Attila a Roma, la Messa di Bolsena. L’espulsione di Eliodoro dal tempio e la Liberazione di San Pietro risalgono a 1512-1514, mentre la volta venne decorata in seguito secondo l’idea di Raffaello. La decorazione dell’Incendio di Borgo risale al 1514-1517. Il nome della stanza deriva dall’affresco più importante che ritrae l’incendio di Borgo verificatosi nel 847, incendio che venne domato dalla benedizione del papa Leone IV. Un dettaglio interessante mostra come era la facciata della basilica di San Pietro, prima dell’intervento del Bramante, . L’ultima stanza è quella di Costantino che non venne terminata da Raffaello perché morì nel 1520 ma dai suoi allievi più validi, come Giulio Romano, Freancesco Penni e Raffaellino del Colle. Questa stanza fu terminata nel 1525. Gli affreschi che vennero realizzati all’interno di questa grande sala, utilizzata dai pontefici come sala di rappresentanza sono incentrati nella figura di Costantino. Il soffitto della sala è stato decorato con uno straordinario affresco realizzato da Tommaso Laurenti e rappresenta il Trionfo della religione.

La Cappella Sistina: Inutile parlarne.........assolutamente imperdibile! | Condividi |

Creazione

Michelangelo: Creazione di Adamo Secondo il libro della Genesi, dalla polvere, Dio creò Adamo a sua immagine e somiglianza. In questo affresco della Cappella Sistina, Michelangelo ha raffigurato Dio in sembianze umane, mentre infonde in Adamo il soffio vitale.

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