Catacombe di San Sebastiano

Via Appia Antica, 136 - Roma
Orario d'apertura: 9.00 – 12.00 e 14.00 – 17.00
Le Catacombe di S. Sebastiano sono aperte tutto l’anno tranne: La Domenica, Natale, Capodanno ed il periodo dal 15 novembre al 15 dicembre
Trasporti pubblici: Bus 118; 218; 660

La Catacomba di San Sebastiano per secoli venne creduta la stessa di quella di San Callisto, entrambe vicinissime si presentano come ben distinte in quanto non comunicanti.
Questa è situata di fronte al circo di Massenzio al III miglio della Via Appia e comprende 12 chilometri di gallerie.
Prima di prendere il nome del santo l'area cimiteriale, già precedentemente di culto pagano, divenne un importante centro di culto votato agli apostoli SS. Pietro e Paolo - la cosidetta "Triclia" -, fino ad indurre a credere che gli stessi santi fossero stati sepolti in questa catacomba, ma da studi archeologici e documentali ciò si può escludere e resta in piedi l'ipotesi che vi abbiano perlomeno soggiornato da vivi oppure più verosibilmente da morti....almeno nell'arco della venerazione chiamata "Memoria Apostolorum" durata almeno mezzo secolo per poi quindi essere riportati ai rispettivi sepolcri: S. Pietro in Vaticano e S. Paolo in Ostiense.
Traslati i corpi dei santi, o meglio le relative reliquie, la "Memoria Apostolorum" cessò la propria funzione, venne interrata e ben tre metri al di sopra fu eretta la basilica di San Sebastiano di cui la prova certa più antica è del VI secolo e proviene dall'omelia 37 (dei Vangeli) di papa Gregorio Magno che in un passo così recita: "in Basilica Sebastiani, die natali eius"
La Catacomba di San Sebastiano risale al III secolo e si sviluppò maggiormente nel IV, è distribuita su 3 livelli, dei quali il secondo è sotto il piano di calpestio della chiesa, le gallerie arrivano finoltre il vicolo delle Sette Chiese sfiorando anzi confinando con quelle delle catacombe di san Callisto.
La Cripta di San Sebastiano è il primo monumento che si visita entrando nella catacomba, in origine era una galleria poi, al tempo della venerazione dei santi voluta da papa Damaso, venne ampliata per accogliere i pellegrini ed abbellita con un altare.
In questo complesso cimiteriale vengono deposti oltre a San Sebastiano anche San Quirico di Siscia e San Eutichio, così certifica la Notula Olearum: prezioso catalogo redatto su papiro che accompagnava la raccolta degli oli che ardevano nelle lucerne accese nei santuari.
Al ricco impianto contenente: chiesa, santuario antico, mausolei pagani e chilometri di gallerie, fa da contrasto la spoliazione che colpì questa catacomba fino a restituircela poco interessante dal punto di vista visivo.

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