Sud della Francia e Paesi Baschi - 2008

Di Mauro (Map)

Sabato 19 luglio
Partiamo con calma dopo pranzo io e Lavinia. Stefania ci raggiungerà fra qualche giorno in aereo per motivi familiari.
Ci fermiamo a Lucca (350 km) per la notte nell'AA di Viale Luporini. Passeggiata in bici e pizza seduti all'aperto in Piazza Garibaldi. Torniamo presto al camper.
Fa un caldo umido che farà "schiumare" Lavinia durante la notte.

Domenica 20
Sicuramente a causa del caldo ci svegliamo molto presto e decidiamo di partire subito.
Autostrada fino a Frejus dopo Cannes, dove usciamo e prendiamo la N7 in direzione Arles e poi giù lungo la D570 fino a S.tes Maries de la Mer in Camargue (982 km da casa) dove troviamo le 2 aree comunali quasi piene. Come in Italia ci sono camper col tendalino aperto e camper che non riescono ad aprire le finestre!
Optiamo per l'area di sosta camper del Camping La Brise con ingresso separato dal campeggio e sosta massima di 48 ore. L'area è molto grande e tranquillissima. Acqua ed elettricità comprese nel prezzo di 15 euro.
Preparo subito le bici e andiamo in paese dove c'è una marea di gente a passeggio e seduta nei molti ristoranti della cittadina. I negozi sono aperti fini a tardi e sono anch'essi pieni di gente. La musica gitana si spande nell'aria.
Che differenza dall'ultima volta in cui venimmo ai primi di gennaio quando i negozi chiudevano alle 17 e tutto era deserto!

Lunedì 21
Durante la notte ha soffiato forte il Mistral (il vento da nord ovest il cui nome però non ha nulla a che fare col poeta e premio Nobel Fredric Mistral nato vicino ad Arles) che tiene lontane le zanzare altrimenti micidiali, ma ha come effetto collaterale che rinfresca di molto il clima! Dormiamo coperti e al mattino c'è un bel cielo terso che invoglia ad uscire subito.
Biciclettata verso L'Etang de Vaccarès il Parco naturale che fa parte della Riserva nazionale di Camargue che si estende per chilometri fino alle Salin de Giraud e dove si incontrano fenicotteri, aironi, garzette, gabbiani ed altro, liberi ed a portata di macchina fotografica. Il vento che ancora soffia forte rende abbastanza faticoso pedalare, ma almeno non fa caldo.

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Scattiamo un bel po' di foto e superiamo lungo la strada sterrata che parte dal lungomare, una lunga fila di camper in sosta libera.
La giornata passa tra giri in bicicletta e passeggiate in paese come ieri pieno zeppo di gente. Nella zona c'è anche la possibilità di visitare gli allevamenti dei famosi tori della Camargue e fare gite a cavallo assieme alle numerose guide gitane che si trovano sul posto. Alla sera nell'arena sul lungomare si svolgono corride non cruente, molto frequentate!
Noi però andiamo a letto presto.

Martedì 22
Passiamo ancora una nottata freddina, ma personalmente preferisco così piuttosto che il caldo umido, delle paludi salmastre!
Giriamo intorno a Les Aigues Mortes bellissima città completamente fortificata e ci dirigiamo verso Carcassonne (1193, 9 km da Roma) lungo la N113 che passa per Montpellier, Beziers e Narbonne. Troviamo facilmente il parking La Citè ben segnalato ed appena sotto le mura antiche. Un po' di manovre per mettersi in piano ma troviamo una bella sistemazione proprio al centro del parcheggio. La gente che c'era in Camargue è nulla in confronto a quella che gironzola per questa cittadina! Sembra che tutti i turisti di Francia si siano dati convegno qui (in effetti questa cittadina ospita 3 milioni di turisti l'anno)! Forse hanno saputo che è il mio compleanno! Ci buttiamo nella mischia ed in alcuni tratti fatichiamo a camminare. Ma la città è bellissima e molto ben conservata. Di notte poi, illuminata ha un fascino incredibile. E pensare che a metà del 1800 era stata quasi per essere demolita, fortunatamente però decisero di restaurarla ed ora la sua Fortezza è patrimonio dell'Unesco.

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C'è musica dal vivo nella piazza gremita di gente seduta nei molti bar e ristoranti. Passeggiamo per i vicoli, fotografiamo scorci in notturna. Un bel clima.

Mercoledì 23
Partiamo puntando verso la Spagna, ma decidiamo di salire un giorno sui Pirenei perché vorremmo vedere Le Petit Train d'Artouste la ferrovia più alta d'europa.

Panorama attraversando L'Ariege in vista dei Pirenei:

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Percorriamo la D119 per Foix dove c'è un bellissimo ed imponente castello, continuiamo in direzione Tarbes dove giriamo per Lourdes (non ci fermiamo) e saliamo al Col d'Aubisque, 1709 mt, percorrendo la strettissima ma stupenda D918, dove un paio di volte incrociamo delle auto che si fanno piccole piccole per farci passare! Su al colle ci sono alcuni camper saliti però dalla parte opposta piò larga come verifichiamo scendendo a Laruns prima di risalire ancora al lago di Fabrèges dove parcheggiamo assieme ad un sacco di camper di tutte le nazionalità. Siamo a circa 300 metri dalla stazione della cabinovia che domattina ci porterà alla stazioncina du Petit Train Jaune
Prenoto subito la salita delle 9,00: 21 euro gli adulti, 17 i giovani fino a 15 anni. Con un biglietto supplementare c'è la possibilità di effettuare una visita alle gallerie sotterranee costruite negli anni 20 quando decisero di sondare per cercare nuove fonti di energia rinnovabile. Il treno nacque allora per trasportare le migliaia di operai che per 8 anni lavorarono alla realizzazione del lago artificiale d'Artouste.

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Maggiori informazioni sul sito: http://www.altiservice.com/194-19426-Accueil.php
Passiamo una serata tranquilla in camper.

Giovedì 24
Puntuali ci troviamo alla partenza delle cabine. Il trenino parte alle 9,30. Arrivati su abbiamo il tempo di scattare foto al panorama dei Pirenei, mangiare una fetta di torta al bar e salire sui minuscoli vagoncini gialli che ci porteranno in 50 minuti sulle rive del laghetto artificiale che costituisce una riserva d'acqua di 24 milioni di metri cubi e fornisce elettricità a milioni di persone.
Il treno molto lento supera dei tornanti a picco sulla valle sottostante in un paesaggio maestoso.
Una volta arrivati a destinazione ci crogioliamo al sole sulle sponde del lago blu dal quale partono anche diversi sentieri escursionistici.
Scendiamo dalla cabinovia e pranziamo con una Mascotte sorta di grosso bombolone fritto tagliato a metà e farcito con: Nutella per Lavinia e panna montata (Chantilly) pour moi! Un po' pesante, ma...non mangiamo altro!
Ci prepariamo e ci dirigiamo finalmente verso San Sebastian che è poi la nostra meta principale dove finalmente ci raggiungerà Stefania e dove stasera già assisteremo ad un concerto in spiaggia! La strada è la N117 per Biarritz. Qui inizia un incubo durato 2 ore e mezzo. Tante infatti ce ne vogliono a causa del traffico per arrivare a San Sebastian percorrendo appena 50 chilometri. Consiglio quindi per quel tratto di percorrere l'autostrada spagnola!
Arrivati in città, Donostia in basco, troviamo l'AA nella zona universitaria subito dopo un ampio parcheggio pullman sul Paseo del Berio.
Quando arriviamo l'area è stata da poco rinnovata ed è ancora gratuita ma presto si pagheranno 6 euro per 24 ore con sosta massima consentita di 48 ore. Nella zona molto tranquilla, ho visto comunque alcuni camper sostare tranquillamente anche la notte. Il centro è a pochissimi minuti in bici. Sul Paseo del Berio c'è la fermata del bus per il centro. Altrimenti alla rotonda di Plaza Europa si imbocca Avenue de Tolosa che porta direttamente alla prima spiaggia quella di Ondarreta. Subito dopo La Concha, quella più centrale ed infine superato il promontorio quella dela Zurriola enorme.
Le spiagge sono tutte libere ed hanno le docce con acqua appena tiepida, molto piacevole. L'acqua del mare è piuttosto fredda ed è forse per quello che dentro c'è poca gente. A dire il vero a me sembra anche un pochino sporca......però il colpo d'occhio sulla baia e l'azzurro del mare è molto bello!
Il lungomare elegante e dotato di ciclabile porta direttamente di fronte all'edificio del Comune da dove si diramano le vie per visitare la città: da una parte la zona dei negozi, dall'altra il promontorio col porto e l'Aquarium.
Una via Calle Mayor delimitata ai due lati dalle chiese più importanti di Donostia taglia idealmente in due il centro. Da una parte la chiesa di Santa Maria del Coro che troviamo chiusa per restauri situata nella parte vecchia della città molto suggestiva e piena di ristoranti e bar dove gli spagnoli si accalcano per mangiare tapas, panini e stuzzichini che divorano avidamente. I bar sinceramente non fanno una buona impressione con tutte quelle cartacce gettate in terra e pieni di fumo. Preferiremo cenare un paio di volte in alcuni dei ristorantini giù al porto. Uno si chiama Pantxika e l'altro Iztalian. Mangiamo molto bene, il prezzo è un po' alto ma ne vale la pena. I ristoranti sono quasi tutti minuscoli ed hanno in pratica solo i tavoli esterni. Molti di essi dentro hanno solo la cucina! I tavoli sono piuttosto vicino uno all'altro, ma a noi va bene così possiamo curiosare nei piatti dei vicini e chiedere informazioni e nomi dei piatti. Ci consiglieranno benissimo!
Tornando a calle Mayor, sbuca sulla parte opposta, nella zona più commerciale ed è chiusa dalla cattedrale del Buen Pastor imponente. Un'altra chiesa molto bella ed anche più antica è quella di San Vicente nella zona vecchia.

Plaza de la constitucion: qui si svolgevano le corride

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In città in questo periodo si svolge il più vecchio e importante festival jazz europeo: Jazzaldia, che è poi il motivo principale della nostra visita. Il programma è ricchissimo e quello che sorprende oltre alla quantità di concerti gratuiti in spiaggia ed in altri luoghi sparsi per la città sono, per quelli a pagamento, i prezzi notevolmente più contenuti che in Italia. Per fare un paio di esempi Paolo Conte che da noi viaggia sugli 80 euro e Keith Jarrett che arriva anche a superare i 100 qui costano 45 o 48 euro!

Il lungomare all'una di notte:

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Le location sono tutte suggestive sia al chiuso in teatro, che all'aperto in spiaggia. Concerti fin quasi all'alba ed una marea di gente in giro per tutta la notte. Molto belli i concerti nell'Aquarium con lo sfondo di pesci tropicali! Insomma una goduria per gli appassionati di musica. A San Sebastian si svolgono anche altri festival importanti tra cui quello più famoso è quello del cinema Zinemaldia a settembre. Programmi, biglietti e gadget nei molti punti sparsi per il centro, animatissimo a qualsiasi ora.
Il sito della città offre tutte le informazioni necessarie:
http://www.donostia.org/taxo.nsf/fwHome ... idioma=cas
Insomma noi ci tratteniamo 4 giorni per il Festival, ma San Sebastian è ovviamente visitabile in molto meno tempo. La città è piccolina e volendo basta poco più di una giornata.
Da qui, su consiglio di una coppia di argentini che vivono a Treviso decidiamo, domani, di andare a Bilbao in pullman.

Lunedì 28 luglio
Sveglia molto presto per recarsi alla stazione dei bus in Calle de Los Arquitectos Cortazar raggiungibile percorrendo il lungofiume dal Ponte de la Zurriola.
In poco più di un'ora, spendendo 9 euro e soprattutto senza problemi di parcheggio siamo a Bilbao. Il Museo Guggenheim con le sue forme...titaniche ha un fascino che da solo varrebbe la visita. E dentro: Pollock, Van Gogh, Munoz (quanto mi piacciono le sue statue sorridenti!), Mapplethorpe, Chagall, e così via....

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Ma poi il Calle Viejo, il quartiere vecchio, molto suggestivo, anche se ricostruito più volte in seguito agli incendi succedutisi nel corso degli anni, le numerose chiese come la Cattedrale de Santiago, la chiesa dei los Santos Juanes, San Vicente, San Nicolas e poi il teatro Arriaga, Plaza Nueva, la stazione ferroviaria de Abando con la meravigliosa vetrata policroma che racconta la storia della città. Lungo le strade in molti punti troneggiano gigantografie in bianco e nero che ricordano la terribile alluvione del 1983 che sommerse quasi tutto.

Numerose anche le possibilità per mangiare. Noi ci siamo fermati in un bar ristorante di Plaza Nueva (da Victor) ed abbiamo preso coda di rospo e da bere per 9 euro!
Si torna alla stazione "Termibus" (nelle vicinanze la sede dell'Atletico Bilbao) prendendo il tram in direzione Basurtu. Ricordarsi di vidimare i ticket prima di salire a bordo!
Al ritorno troviamo una San Sebastian tersa e fresca dato che durante la nostra assenza è piovuto.

Martedì 29
Si parte imboccando l'autostrada ed in breve siamo di nuovo in Francia. Percorro la D117 fino a St. Girons dove c'è un tranquillo punto sosta con molti camper già parcheggiati. Passiamo qui la notte, anche se poco più avanti ci sarebbe una sosta più piacevole sotto gli alberi nel piccolissimo villaggio di Castelnau Durban.
In tarda mattinata ci fermiamo presso un'AA gratuita che avevo adocchiato all'andata e lì scopriamo uno dei borghi più piacevoli di tutta la vacanza forse anche perché inaspettato: si tratta di Mirepoix dove sembra di tornare davvero indietro nel tempo.

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Il paesino si presenta raccolto in pratica attorno alla piazza principale ed è composto esclusivamente di case a graticcio con dei portici (les couverts) e delle decorazioni in legno ancora originali. Un po' di turisti seduti nei ristoranti colorano ancor di più questo posto magico dove è presente la cattedrale gotica di Saint Maurice con la navata più larga di Francia: ben 22 metri.

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La chiesa è molto bella e particolare, anche se esternamente si presenta come parecchie altre sue sorelle.
Nei pressi dell'area anche una piscina comunale dove volendo ci si può concedere una sosta rinfrescante.
Dopo pranzo ci rimettiamo in cammino puntando verso Gruissan sperando di fare un po' di mare.
Parcheggiamo nella enorme area Des 4 Vents appena superato il porto turistico. Ce n'è anche un'altra dalla parte opposta del paese sulla spiaggia di Maintain, forse più bella ma più isolata.
Comunque il mare è pressoché impraticabile per via del vento, il paese è un'accozzaglia di case per vacanze, negozietti turistici e ristoranti con un bailamme di gente assurdo.
Dormiamo qui.

Giovedì 31
Lasciamo Gruissan e la sua appiccicosa umidità per arrivare a Narbonne dove parcheggiamo nell'AA di Avenue Hubert Mouly di fronte al Parc des Expositions. Il costo è di 7 euro al giorno e comprende la sosta, l'attacco elettrico, il gettone per il carico dell'acqua, e l'uso gratuito di biciclette con le quali in 5 minuti lungo la pista ciclabile si è in centro. Il canale La Robine dove stazionano diverse house-boat divide in pratica in 2 la città che si segnala per la bellissima piazza con l'Hotel de Ville con i resti della Via Domizia, il Palazzo des Archeveques...e la cattedrale di St. Just et St. Pasteur. In una stradina appena fuori il centro scorgiamo con sorpresa addirittura una Lupa capitolina che, leggiamo venne donata nel 1982 dall'allora sindaco di Roma Ugo Vetere!
Fa molto caldo, tutto sommato la città l'abbiamo visitata anche se superficialmente e quindi pensiamo di spostarci di nuovo verso il mare in cerca di refrigerio.
Cammina cammina torniamo nel cuore della Camargue per passare le ultime due notti francesi ancora a S.tes Maries de la Mer. Torniamo senza pensarci al Camping la Brise, nell'area di sosta camper. Nelle aree sono ancora accalcati, mentre in tutta l'area saremo 6 o 7 camper

Venerdì 1 agosto
Al mattino in piazza c'è un bellissimo mercato dove ci tuffiamo a capofitto nonostante il caldo. Frutta e verdura, ma soprattutto olive, spezie e salse provenzali attirano la nostra attenzione oltre ad una discreta scelta di vini locali e carne di toro!
Poi andiamo in spiaggia dove facciamo un bel bagno ristoratore.
Anche qui come in Spagna la spiaggia è libera e ci sono le docce con acqua riscaldata. Gratis!
ImmagineDopo pranzo, decido di fare un giro in bici, da solo, e mi incammino ancora verso l'Etang de Vaccares. Arrivo fino al Faro deLa Gacholle, 15 km verso est. Bellissima gita a tratti faticosa per via del fondo sconnesso e spesso della sabbia sul sentiero che impedisce di pedalare.



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Ma si cammina in un ambiente assolutamente integro tra spiagge enormi, stagni salmastri e uccelli di tutti i tipi. Fa molto caldo e alla fine torno stanco ma molto appagato.
Ancora in spiaggia per un ultimo bagno. Cena in camper.

Sabato 2
Si parte di buon'ora, imboccando l'autostrada per sbrigarsi. Purtroppo è inizio agosto ed i francesi vanno in vacanza. Tutti! E li incontriamo sulla nostra strada. Un sacco di code e "bouchons" ci fanno perdere molto tempo.
Quindi confermo quello che in effetti già sapevo: in Francia non conviene fare le autostrade!

Arriviamo quasi senza fermarci di nuovo a Lucca dove tutto era iniziato.
Ultima pizza in Piazza dell'Anfiteatro e fine di una vacanza, quest'anno più breve, ma molto intensa ed appagante come sempre!

Tutto il resto è noia......

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