Verso i monti dell'Alto Adige - 2009

Di Mauro (Map)

Venerdì 7 agosto
Manco a dirlo per questa seconda tranche di vacanza 2009, non abbiamo una meta precisa se non un vago appuntamento con Diana e Mimmo da qualche parte nel nord Italia il prossimo venerdì!
Una cosa del tipo: ci vediamo fra qualche giorno, a una certa ora in Trentino Alto Adige!
Partiamo appena tornati dall’ ufficio con molta calma. In un paio d’ ore siamo a Lucignano (Ar) giusti giusti per la cena! Parcheggiamo nell’ area attrezzata che stavolta non è quella sorta di piscina fangosa delle ultime volte. Attacchiamo addirittura la corrente, gratuita come la sosta.
Per cambiare stavolta andiamo a cena alla ‘Tavernetta’ (http://www.latavernetta.com/la_tavernetta-1.html) un ristorante molto carino quasi di fronte al ‘nostro’ Nice People.
Mangiamo benissimo spendendo il giusto e la serata sembra essere di buon auspicio per la vacanza appena iniziata!

Sabato 8
Una bella giornata di sole, ma molto calda, ci si apre dinanzi.
Facciamo acqua e imbocchiamo l’ autostrada salendo verso nord. Superata Carpi, decido di fermarmi a Guastalla (RE), dove c’è un’ area attrezzata. Arriviamo per il pranzo e per l’ inizio della Supercoppa italiana tra Lazio e Inter. Il risultato, pessimo, non guasta però l’ umore (beh insomma…) e dopo un riposino tiriamo giù le bici per una piacevole pedalata lungo la ciclabile (http://www.piste-ciclabili.com/comune-guastalla) che si snoda per chilometri nella zona del Po e a due passi dal nostro parcheggio, gratuito.

ciclabile guastalla

La ciclabile è molto frequentata ed interamente protetta e lungo il percorso incontriamo diverse possibilità di ristoro con bar, circoli sportivi e anche un pub/ristorante.

Bella passeggiata! Fa venire fame.....

Domenica 9
Riprendiamo l’ autostrada, ma dopo pochi chilometri usciamo, decidendo al momento , a Mantova Nord perché nonostante io vi abbia fatto il militare e nonostante ci siamo già venuti più volte, non abbiamo mai visitato Palazzo Te.
Ed allora Palazzo Te!
Parcheggiamo gratuitamente e all’ ombra a un centinaio di metri dall’ ingresso, in Viale Te.
Fa molto caldo ma la visita è molto interessante e il Palazzo, ingresso 10 euro, ha anche una sezione dedicata all’ Egitto molto bella.  (http://www.centropalazzote.it)

palazzo te mantova

Dopo aver mangiato qualcosa, prendiamo le bici e ci spostiamo verso il centro che si raggiunge in 5 minuti. Piazza Erbe, Piazza Sordello, il Tempio di San Sebastiano, la Rotonda di San Lorenzo, il Duomo, il Mantenga, Rigoletto…a noi Mantova piace molto e ci torniamo sempre volentieri. Fa caldo e dopo un bel pomeriggio a zonzo in una città molto animata nonostante il periodo, torniamo al camper dove scopriamo che in serata ci sarà una partita nel vicinissimo stadio. Molta animazione, molte macchine, ma soprattutto un paio di furgoni che preparano panini con salsicce appena dietro il nostro camper ci…stimolano a spostarci per passare la notte altrove.
Pensa che ti ripensa esce fuori Soave (Vr) che non eravamo riusciti a visitare la scorsa Pasqua per mancanza di tempo.
Arriviamo nell’ AA comunale gratuita, vicinissima alle mura antiche, dove fa più caldo che a Mantova e ci sistemiamo in fondo, vicino al campo sportivo, perché la  prima parte del parcheggio è molto vicina al pozzetto e col caldo che fa non è un bell’ odorare………..
In serata il caldo ci dà una tregua e dormiamo discretamente.

mantova

Lunedì 10
Visita alla cittadina veneta dove purtroppo il lunedì è tutto chiuso. Un po’ di spesa nei pochissimi esercizi aperti (ottime le ‘rose del deserto’ di mais e mandorle del forno di Corso Vittorio Emanuele)
In un wine bar compriamo qualche bottiglia di vino a prezzi accettabili, dato che soprattutto  le cantine sono tutte chiuse!
E ce ne andiamo anche da Soave tornando verso Verona e salendo fino a Riva del Garda (Tn) dove troviamo facilmente posto nell’ AA di Via Brione. 
Ci buttiamo in spiaggia, ma c’è un milione di persone, spalmato su tutto il lungolago. Stefy fa un bagno veloce, io solo una doccia, giusto per rinfrescarci.
Decidiamo allora di impiegare meglio il tempo, saliamo in bici per prendere la ciclabile del Sarca che parte dal porto turistico a destra della galleria per Torbole (http://www.ripristino.provincia.tn.it/Piste_Ciclabili/Pista06/06D.html) e che ci conduce ad Arco (Tn) dopo circa 7 km.
Piacevole pedalare lungo il fiume e avvistiamo anche alcuni aironi cenerini e un cavaliere d’ Italia. Passeggiamo lungo la strada  principale guardando vetrine e facendo spesucce! Graziosa cittadina, patria dell’ arrampicata sportiva, che meriterebbe una sosta più lunga. Purtroppo però si sta facendo tardi e per non tornare col buio, riprendiamo le bici e torniamo al camper. Cena ‘in casa’ e passeggiata con gelato. Ma c’ è troppa gente e ce ne andiamo a dormire.

Martedì 11
Temporale notturno che non mitiga il caldo. Partiamo decisi a cercare un po’ di fresco.
Arriviamo ad Andalo (Tn) e parcheggiamo nell’ AA ben segnalata in località Rindola.
Ci sono già diversi camper, ma si sta abbastanza larghi e soprattutto l’ aria è fresca! Scendiamo a piedi in paese che dista circa 200 metri. Passa comunque un bus navetta per il centro con discreta frequenza.
Un casino di gente, per lo più anziani e famigliole con bambini piccoli passeggiano oziosamente e rumorosamente per le vie.
La sera fa molto fresco e dopo tanto tempo indossiamo una felpa. Goduria!

Mercoledì 12
Proviamo a salire sulla Paganella, ma c’ è troppa gente e scendiamo presto verso la Malga Terlago dove mangiamo bene e beviamo ancora meglio. Tra l’ altro fanno una grappa artigianale al pino mugo che è…..meno dolce di quella più famosa prodotta dalle parti di San Vendemiano… Comunque dalla cima della Paganella il panorama sulle Dolomiti di Brenta è molto bello!
Passiamo qui un’ altra notte. Siamo a poco più di 1000 metri, ma l’ aria è frizzante…

Giovedì 13
Partenza di buon mattino verso la Val di Fassa che fu la nostra iniziazione alla Montagna con la maiuscola, ed alla quale siamo molto affezionati per vari motivi avendola frequentata per oltre 10 anni.
Impieghiamo più di un’ ora per arrivare a Vigo di Fassa (Tn) a causa della fila quasi continua fin dal casello di Ora! E’ la prima volta che veniamo in questo periodo e…non ci piace tutto questo traffico!
Ci sistemiamo comodamente nel parcheggio, gratuito, appena sotto il paese vicino ai campi sportivi. Ci sono altri 3 camper e qualcun altro si aggiungerà per la notte!
Ci sentiamo a casa. Andiamo a fare un po’ di spesa e poi una visita alla bella chiesetta di San Giovanni, molto antica, al piccolo museo dei fossili e al museo Ladino ora con una nuova sede tutto vicinissimo al parcheggio.

Venerdì 14
Saliamo di buon’ ora ed in funivia a Ciampedié da dove partono alcune delle più belle escursioni nel gruppo del Catinaccio (http://tuttofassa.stepdev.org/itineraricatinaccio.htm ma soprattutto http://www.fassaforum.com) una meraviglia della natura che non ha eguali al mondo. Dai prati dove arriva la funivia è tutto un brulicare di torri, guglie, e pareti strapiombanti.

ciampediè

Provo una bella emozione a ritrovarmi quassù dopo 4 o 5 anni. Scegliamo un percorso facile dato che non siamo in perfetta forma e dobbiamo anche ‘testare’ il ginocchio di Stefy. Puntiamo verso il rifugio Vaèl sulla Sella di Ciampaz in ora e mezzo o poco più. Arrivati nell’ anfiteatro naturale dove si spiegano dinanzi a noi nella loro imponenza alcune delle cime del Gruppo, la Roda, Le Cigolade e le Pale Rabbiose, ci fermiamo per una pausa ed un vortice di emozioni contrastanti ci avvolge e non nascondo che c’ è anche un po’ di commozione perché è la prima volta che veniamo qui senza figli, che qui hanno mosso letteralmente i loro primi passi ed hanno girato con noi in lungo e largo per chilometri e chilometri, da rifugio a rifugio per molti anni condividendo tante esperienze che sappiamo essere rimaste anche nei loro cuori.
Mangiamo ottimamente alla Baita Pederiva vicino al rifugio Vaèl pieno zeppo di gente.
Scendendo ci sdraiamo per un po’ al sole quasi schiacciati dalla mole della parete della Roda di Vaèl, enorme, bellissima. E’ uno dei lati ‘interni’ del gruppo il cui altro versante troneggia sopra il lago di Carezza ed è visibile fin da Bolzano e che al tramonto assume quella colorazione rosea (l’ Enrosadira) che gli deve il nome tedesco: Rosengarten, il Giardino delle Rose dove è ambientata una delle più famose tra le tante leggende dei Monti Pallidi, quella del Re Laurino e della Principessa Similde. (http://it.wikipedia.org/wiki/Re_Laurino)
Si fa tardi e scendiamo a malincuore come sempre quando lasciamo questi monti.
Intanto mentre siamo a rimirare il profilo piatto della parete sud della Marmolada, avvengono i primi contatti telefonici con Diana e Mimmo che stasera ci raggiungeranno a……………….ancora non lo sappiamo!
Immagini di spazi e parcheggi mi scorrono nella mente come un ‘fast forward’ e poi: il fermo immagine sulla Marmolada!
Ok! Ci si vede al Lago di Fedaia (Tn)!
In breve raggiungiamo passando per Canazei il comodo parcheggio sterrato, gratuito, oltre la diga del lago artificiale a due passi dall’ impianto che sale a Pian dei Fiacconi.
Ci godiamo il tramonto sulle rocce chiare della Regina delle Dolomiti che solo una ventina di anni fa erano ancora coperte di neve e ghiaccio fin poco sopra dove ci troviamo adesso!
I nostri amici con la tenerissima Milly arriveranno tardi dalla calura bolognese, col buio, ma li accoglierà un cielo stellato da brivido, oltre che dolcetti e grappa!

Sabato 15
Ferragosto. Saliamo sui vecchi cestelli della bidonvia (detta anche cabinovia o addirittura cestovia!) che sale a Pian dei Fiacconi (2.626 s.l.m.), punto di partenza molto frequentato per le ascensioni alla vetta di 3.342 metri di Punta Penìa. Le prime volte che siamo venuti quassù si scendeva dall’ impianto e si avevano già i piedi sulla neve. Ora bisogna salire ancora un bel po’ per arrivare al fronte del ghiacciaio!
Lo spettacolo è superbo e si spazia con l’ occhio e la mente tutto intorno sulle cime più alte delle Dolomiti.
La giornata è bellissima e ce la godiamo tutta.
La più in forma sembra Milly che saltella da una roccia all’ altra e sembra a suo agio in mezzo alla neve!

marmolada

Tornati ai camper decidiamo di spostarci per la notte ed allora ci gettiamo a capofitto nel discesone che porta a Malga Ciapela. Con molta cautela ed in seconda, superiamo un meccanico che espone un bel cartello con su scritto: FRENI!
Nel parcheggio di Malga Ciapela da dove parte la funivia che sale in cima alla Marmolada ci sono parecchi camper parcheggiati, ma noi tiriamo dritto (beh, più o meno) fin su a Passo Valparola in direzione Val Badia poco più di un chilometro superato Passo Falzarego. Sistemiamo i mezzi nello spiazzo molto panoramico appena prima del piccolo Museo dei Tre Sassi sulla Prima Guerra Mondiale.
Silenzio totale e cielo stellato.

Domenica 16
Ci spostiamo a piedi ed in scooter (ce l’ hanno Diana e Mimmo che si presta a fare 2 o 3 viaggi) sul Passo Falzarego da dove parte la funivia per il Lagazuoi.
Arrivati in cima percorriamo la panoramicissima cresta che si allunga fino all’ Armentarola. Anche qui il cuore batte forte per ciò che si può ammirare.

lagazuoi

Dalle Tofane fino al Civetta, alla Marmolada, il Pordoi…oltre 180 milioni di anni di mutamenti geografici sono davanti ai nostri occhi!
Mangiamo anche qui nel rifugio e come al solito con polenta/formaggi/speck e dolci davanti qualcuno esclama: “Cosa mangiamo stasera?” che sarà un po’ il tormentone della vacanza!
Chissà perché il pensiero principale quando andiamo giro è sempre quello?
Appagati anche da questa escursione e tornati ai camper decidiamo di andare in un’ area a pagamento perché abbiamo bisogno di acqua e scarico. Optiamo per il Parking Odlina a La Villa (Bz). In serata piove e ce ne stiamo in camper a chiacchierare. E mangiare.

Lunedì 17
Decidiamo di riposarci e scegliamo di salire a Piz la Ila in funivia, passeggiando per prati e raggiungendo il rifugio dove con la Marmolada di fronte ci abbuffiamo parlando ovviamente di cosa si mangerà a cena, che avverrà a Sesto dopo aver girato inutilmente alla ricerca di 2 posti nella Val Pusteria occupata in ogni spazio possibile. Troviamo piena soprattutto l’ AA di Prato alla Drava (Bz) dove passa la ciclabile Dobbiamo/Linz che era l’ unica cosa più o meno programmata di tutta la vacanza e che ovviamente non faremo!
Troviamo un paio di posti in pendenza, nella Via Waldheim alle spalle dell’ omonimo albergo e che porta al centro sportivo di Sesto (Bz). Ceniamo livellando il tavolo con un provvidenziale dizionario italiano/tedesco sotto la zampa! Almeno la cena la facciamo in piano…………………..

Martedì 18
Ovviamente si dorme male e almeno io mi sveglio col mal di testa. Fortunatamente si liberano un paio di posti nel parcheggio della funivia per il Monte Elmo e ci sistemiamo per benino nel il parcheggio riservato ai camper.
Decidiamo allora di salire al Monte Elmo per una facile camminata che per alcuni tratti si snoda lungo il confine con l’ Austria.

silianer

Arriviamo al Rifugio Silianer (un’ ora e mezzo/due) dove ovviamente ci sediamo ed assaggiamo un po’ di tutto. I prezzi sono sensibilmente più bassi dei rifugi italiano visitati finora…..
E la Kaiserschmarren è super! E’ divertente anche osservare il cuoco che ne prepara in quantità industriale cantando a squarciagola!
Ce la godiamo al sole scendendo a valle forse con la penultima corsa della funivia.
Più tardi andiamo a fare spesa a Sesto anche perché via sms dalla Norvegia ci è giunta una ricetta per mangiare il Grigio o Graukase un formaggio a pasta acida che compreremo nel locale caseificio e condiremo secondo le precise indicazioni con cipolla, olio ed aceto. Grazie Ennio!
Discussioni anche contrastanti sulla ricetta………….che mangeremo dopo gli Spaetzl, gnocchetti tirolesi coi funghi, birra e non ricordo quale altra leccornia locale. Per finire grappa artigianale di mugo Trentina!

Mercoledì 19
Recuperiamo la scarsa dormita della notte precedente. Oggi non ci va di fare nulla. Fa caldo. Arriviamo a piedi ed in moto a Moso (Bz) poco distante e saliamo alla Croda Rossa con la cabinovia che a noi sembra un gioiello della tecnica e invece l’ operatore ci dice essere vecchia e superata, facendoci fare la figura di quelli che non capiscono nulla di impianti di risalita! In effetti…
Troviamo un posticino tranquillo e passiamo gran parte della giornata al sole, leggendo il giornale e mangiando panini…
Però prima di scendere entriamo al rifugio Rotwandwiesen per una ‘merendina’ a base di strudel, yogurt, panna, radler, succo di sambuco e caffè!
Qui assistiamo a un episodio divertentissimo: una giovane coppia siede al tavolo vicino al nostro.
Arriva il gestore per le ordinazione e la ragazza evidentemente molto incuriosita da una gabbia appena all’ esterno del rifugio chiede candidamente: “Scusi, ma quelli che sono qui fuori, sono…camosci o stambecchi?”
Pausa lunghissima del tizio che sicuramente incredulo per la domanda risponde: “Veramente…sono capre!”
Da morire……………………………….
Tornati ai camper ci spostiamo verso il Campeggio Caravan Park Sesto per usare il comodo camper service per 5 euro.
Ci spostiamo verso la Valle Aurina decisi a dormire in quota ancora una volta visto che almeno di giorno fa molto caldo, forse più della media Altoatesina.
Arriviamo a Riva di Tures (Bz) in Val di Riva salendo ormai quasi al buio su una strada che in alcuni punti raggiunge il 17% di pendenza.
Superato un ponticello di legno ci sistemiamo su un bel prato assieme a un paio di altri camper.
Il cielo stellato è davvero fantastico. Passeremo qui 3 notti.

Giovedì 20
Sveglia con un’ altra fantastica giornata di sole. Vorremmo salire al Rifugio Roma con il sentiero n. 1 che parte direttamente dal parcheggio che in mattinata si riempie completamente di auto delle decine di escursionisti che partono per le numerose escursioni in quota.
Diana ha problemi al piede ed assieme a Mimmo ci invita a salire lo stesso per l’ escursione. Loro resteranno a valle per riposare. Un po’ mi spiace, ma la salita ci attira molto e ci lasciamo convincere a salire da soli.
Sarà una bellissima escursione, discretamente facile che per oltre metà delle 2 ore e mezzo, si snoda all’ ombra del bosco alleviando decisamente il caldo che fa. Quando si sbuca dalla vegetazione il panorama è imponente. Cascate rumorose, rocce a perdita d’ occhio, le Vedrette di Ries e il Sassolungo di Collalto è quello che abbiamo intorno mentre giù sotto si vede piccolissima Riva di Tures, che al ritorno raggiungeremo in meno di due ore trovando i nostri amici stravaccati al sole!

Venerdì 21
La vacanza volge al termine e nel nostro penultimo giorno riusciamo in mattinata a scendere col bus a Campo Tures (Bz) dove riusciremo a non vedere quasi nulla se si esclude un bar pasticceria dove ci ficchiamo immediatamente a mangiare torte, il supermercato dove ci carichiamo di cibo e bevande, e il negozio di sport dove ci sono offerte molto interessanti (30% su tutti i prodotti). Torniamo a Riva carichi di buste e dopo un panino ci avviamo per la facile passeggiata alla Malga Knutten dove facciamo merenda con vari tipi di strudel e gli immancabili radler e caffè tedesco!
La serata, piovosa, trascorre come al solito mangiando e parlando delle cose serie della vita……………

Sabato 22
Oggi noi scenderemo a valle avvicinandoci a Roma dove arriveremo domani, si spera, prima di pranzo. Scendiamo a Campo Tures per un giretto in paese che finisce inevitabilmente in un bar dove facciamo l’ ennesima colazione con strudel e caffè e dove in pratica ci salutiamo.
Lasciamo Diana e Mimmo che resteranno  ancora per una settimana, con un pizzico di tristezza. Siamo stati bene con loro, abbiamo riso molto, mangiato, condiviso luoghi, situazioni e chiacchiere con molta serenità e facilità, e chi li conosce sa cosa voglio dire. Insomma ci avviamo verso sud lasciando un Alto Adige, bellissimo, organizzato, ospitale, sicuro, oserei dire in qualche modo protettivo nei confronti del turista. Impiegheremo circa 3 ore per superare Trento a causa del traffico, ma giungeremo, come dice Stefy, “dove tutto è iniziato”, a Lucignano (Ar) dove ceniamo ancora presso ‘La Tavernetta’ e dove veniamo accolti con simpatia dalla Signora Dora!
Domenica 23
A casa in un paio d’ ore. In una giornata da bollino rosso, come dicevano al CIS Viaggiare Informati, non incontriamo anima viva e concludiamo questa bellissima vacanza, molto improvvisata , ma molto appagante, ricca di emozioni e di luoghi. Nessun problema per la sosta, né per rifornimenti e scarico, eccetto per quella sera a San Candido, ma ci eravamo forse mossi tardi.
Non cercavamo posti dove poter aprire il tendalino ed il tavolo a tutti i costi, ma solo situazioni comode per sostare in tranquillità e vivere con discrezione quei luoghi magici dove speriamo sempre di tornare e dove ogni volta lasciamo un pezzetto di cuore.

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