Langhe e Oltrepo pavese - 2005

Di Carla (Marylin)

LANGHE E OLTREPO' PAVESE, dedicato a chi ama il buon vino

Sabato 26 marzo 2005 - Vigilia di Pasqua - Alba, Borbore, Cisterna
Dopo avere dormito nell'autogrill 10 km prima di Asti, arriviamo in poco più di mezz'ora a Alba. Seguendo le indicazioni per l'ospedale troviamo il grande parcheggio adiacente il centro che circonda l'edificio del TI.
E' giorno di mercato e il parcheggio è strapieno, nelle strade intorno si procede a passo d'uomo. Chiediamo lumi a un vigile che ci indica l'area riservata ai camper presso l'isola ecologica, col CS. Ci avviamo, allontanadoci parecchio, così una volta superato il ponte sul Tanaro decidiamo di lasciare perdere l'isola ecologica e parcheggiamo nella prima strada subito a destra, in un punto dove non diamo fastidio. Anche così siamo distanti almeno 1 km dal mercato, ma in 10 minuti di buon passo ci possiamo arrivare.
Sarebbe bastato arrivare qui ieri sera, nel il parcheggio quando non c'è mercato c'è posto per tutti! Ci dicono anche che nei giorni feriali è disponibile il parcheggio della Ferrero, distante 7-800 mt.
Il mercato è molto grande e si snoda per molte vie del centro. C'è un'intera piazzetta dedicata alla ferramenta e all'ENOLOGIA (Se non avessimo il camper così distante comprerei un paio di damigianette da ...riempire opportunamente nei prossimi giorni).
Ma l'attrattiva principale è più avanti, in una piazzetta defilata sulla destra dove troviamo le bancarelle coi prodotti tipici locali, proprio quello che cercavamo: salamini al tartufo e al barolo, formaggi tipici, vini locali, prodotti di apicoltura, frutta e verdura biologica. Tutto dal produttore al consumatore.
Più tardi, pranzando con quanto comprato e con le focacce di un panettiere che pare una "boutique del pane" trovato all'inizio del mercato, ci pentiremo amaramente di non avere preso più roba!
Gironzolando qua e là sbirciamo anche le torri e le case-torri medievali di Alba, ma non è esattamente in questo giorno di mercato che se ne può cogliere l'atmosfera, ammesso che ci sia.
Visitiamo anche un negozio che vende tartufi, ma non è questa la stagione adatta. Tutta l'esposizione è molto invitante, ci pensano i prezzi a ridimensionarci nelle aspettative. Ci lasciamo comunque tentare da un vasetto di "Tartufata" che scopriremo poi contenere una percentuale minima di tartufo. Vabbe', ci abbiamo provato.
Alle 13:00 il parcheggio è praticamente vuoto, per cui ci spostiamo lì col camper per pranzare e in attesa dell'apertura del TI (che al mattino avevamo trovato chiuso). Scopriremo che è irrimediabilmente chiuso anche il pomeriggio, e si che è la vigilia di Pasqua e ci sono in giro diversi turisti... Contenti loro!!!
Partenza per il CS che troviamo dopo diversi giri. E' chiuso (il cartello dice: aperto da lun a sab la mattina. Lun-mer-ven anche il pomeriggio). Evidentemente siamo noi che siamo scemi e il camper lo usiamo il fine settimana!!! Bella presa in giro.

Partenza per Canale - nel cuore del Roero - per comprare il vino. Come da manuale non troviamo la cantina che cercavamo, ma per strada ci infiliamo in un cortile che vediamo dalla strada, pieno di damigiane, a Borbore e ne usciamo con una damigiana di Roero Arneis (bianco, eccezionale!).

Proseguiamo per Cisterna, dove secondo il Portolano dovrebbe esserci un CS, di cui invece nessuno ha mai sentito parlare, in compenso scopriamo che è un bel paesino, in cima a un colle con una magnifica vista sulla valle del Tanaro. Le stradine sono strette ma non passa nessuno e in cima troviamo un bel castello con una piazza semivuota dove c'è posto per più di 20 macchine, anche se un po' in pendenza.
Silenzio. Deserto. Aria da "fuori stagione". La piazzetta è intitolata ad un certo Maggiore Hope e più tardi a casa, scoprirò facendo delle ricerche su questo nome, che questi luoghi sono stati teatro di scontri tra i tedeschi in fuga, i partigiani e gli alleati (Letture consigliate: "Il partigiano Jonny" di Beppe Fenoglio, nato e vissuto ad Alba dove ora c'è il centro studi a lui dedicato, e i libri di Cesare Pavese)
Facciamo un giretto a piedi e sul retro del castello, insieme ad una bella terrazza panoramica (peccato per i tetti delle case che limitano un po' la vista), scopriamo un bagno pubblico dove, con 1000 cautele per non sporcare, svuotiamo finalmente la Thetford! Onde evitare grane lasciamo il tutto più pulito di come l'abbiamo trovato.
Nel castello ci sarebbe anche un museo etnologico irrimediabilmente chiuso!
Per la cena ci infiliamo in una osteria-trattoria (un nome tipo ras-cimaroi, non riesco a rileggere quello che ho scritto) qualche centinaio di metri indietro. Con 4 primi abbondanti, 1 antipasto, una bottiglia di vino e 2 di acqua spendiamo 30€ in quattro.
Al nostro ritorno scopriamo che la piazza si è riempita di macchine per la messa nella chiesa lì vicino e il nostro camper tiene ben 4 posti. Avevamo chiesto l'orario della messa e ci avevano detto che sarebbe stata domattina alle 11... Ci vergognamo come ladri per la nostra involontaria invadenza, ma ormai è fatta!

Domenica 27 marzo 2005 - Pasqua - Gallo d'Alba, Grinzane Cavour, Cherasco
Notte tranquilla e magnifica dormita, nonostante la pendenza. Qualche problema (a dire la verità: da brividi!) per la discesa sul pavè bagnato, in forte pendenza e col rischio di incontrare macchine in punti molto stretti dove sarebbe impensabile fare retromarcia senza che le ruote slittino. Ci penso io scendendo a piedi e bloccando macchine, motorini, cani e pedoni che si stanno avviando verso la chiesa. Mi guardano esterefatti quando chiedo loro di fermarsi, ma vedendo il bestione arrivare capiscono tutto e si fanno da parte senza buffare.
In questo frangente si sono rivelati utilissimi i PMR (insomma, i walkie-tolkie, le radioline, le radio-trasmittenti o comediavolosichiamano), per dare via libera all'autista anche senza essere a tiro di voce.

Ridiscendiamo verso Alba, destinazione Grinzane Cavour. La strada è panoramica, dall'aspetto più autunnale che primaverile a causa del tempo uggioso. Le colline hanno rilievi dolcissimi, appena ondulati e variegate di tutti le sfumature dell'ocra a causa del particolare tipo di argilla del terreno e delle stoppie ingiallite dall'inverno... Qua e là qualche casotto, qualche contrada di casette bianche con la chiesetta e vigneti, vigneti, vigneti a perdita d'occhio fin dove la foschia te lo permette. Se ci fosse appena uno spiraglio di sole sarebbe il paradiso di un fotografo.
Passiamo da Gallo d'Alba, capitale del torrone (ci facciamo una foto nel parcheggio dello stabilimento della Sebaste, rigorosamente chiuso per la Pasqua, in modo che l'insegna sembri montata sul tetto del nostro camper e col custode che ci sbircia un po' perplesso). In quasi tutte le insegne dei negozi, bar, pasticcerie che oltrepassiamo il marchio del torrone non manca, ma sono o desolatamente chiusi o senza un buco dove parcheggiare senza dare fastidio. La mia linea ringrazia il cielo per questo!

Il castello di Grinzane Cavour è davvero molto bello e ben tenuto. Domina dall'alto della collina tutte le vallate circostanti a 360 gradi. All'interno enoteca e ristorante. Costruito intorno al 1100, fu abitato del giovane Camillo tra il 1832 e il 1849. Fu qui in questo periodo che il Conte "invento" il Barolo con l'aiuto di esperti vinificatori. Qui intorno tutto si chiama "locanda del Conte", "Cantina del Conte" ecc..
La visita all'interno è consentita solo con la guida; si possono vedere mobili, suppellettili e oggetti vari dell'epoca del Conte e precedenti, nel complesso interessante.
Per i miei gusti la cosa più notevole è il ristorante, sicuramente non a buon mercato ma nemmeno più caro di tanti altri in zona, ma che, se proprio proprio dovessi prendere una bella pelata col conto, sceglierei tra tanti altri. Infatti e inserito nel castello, in una perfetta ambientazione tardo-medievale e con vetrate a ogiva con vista su tutta la vallata. Davvero unico.
Il parcheggio per camper e pullman si trova a 3-400 mt, in una zona residenziale tranquillissima e di fronte ad una piccola scuola elementare, ma è troppo in pendenza per una sosta prolungata.

Si riparte in direzione di Cherasco. Non era nel novero dei luoghi da visitare ma è il CS più vicino. Si ridiscende di nuovo verso Alba e si risale per La Morra, sul cocuzzolo di una collina. Anche da qui bellissimi panorami, desolatamente ammantati di foschia: siamo nel cuore della zona di produzione del Barolo. Tiriamo dritto, anche se tutto fa supporre che varrebbe la pena farci una sosta.
Si ridiscende seguendo le indicazioni per Cherasco e poco fuori dal paese vedo l'indicazione di un'area picnic che però non visitiamo non essendo sulla nostra strada. Sappiate che c'è.

Cherasco è una piacevole sorpresa. Adagiata sulla spianata della sommità di una collina, ha un centro storico a pianta "romana" (tanti quadrati, per capirci) coi due viali principali che si intersecano pieni di portici, negozi e osterie. Tranquillissimo.
Appena fuori dalle mura c'è un bel parcheggio in parte sterrato e in parte a prato, con fontana e griglia per lo scarico e, nonostante sia il giorno di Pasqua, solo 10-12 camper a riempine nemmeno la metà. Un piccolo parco giochi per i bimbi e un magnifico viale alberato sul lato che conduce in circa 200 mt ad un castello, che troviamo irrimediabilmente chiuso essendo ormai tardo pomeriggio. Di fronte al castello enormi e bellissimi alberi secolari cui fare molta attenzione per non lasciarci la mansarda.

Facciamo 4 passi in paese, che scopriamo essere la capitale della lumaca. Ci sono moltissimi ristoranti per tutti i portafogli e noi, puntualmente, non resistiamo alla tentazione: entriamo all'osteria caffe Umberto. Anche stasera si mangia in 4 con 30 €: risotto con la salsiccia, raiulin del plin (sono raviolini chiusi a mano pizzicandoli tra le dita), ottimo vino e gelato per i bambini.
Altra notazione: dalla parte opposta del paese, che comunque si raggiunge in un attimo, c'è un'immensa cattedrale, davvero sproporzionata per le dimensioni del paese e dietro questa un altro magnifico punto panoramico.
Veniamo anche a sapere che qui si tiene periodicamente un importante mercato dell'antiquariato e varie manifestazioni che riguardano le lumache.
Notte tanquilla

Lunedì 28 marzo 2005 - Pasquetta - Roccasparvera, Castelletto Stura
Si parte alla volta di Roccasparvera, oltre Cuneo, per andare a trovare un caro amico. Questa è situata all'imboccatura della Vallestura, che sicuramente torneremo a visitare quando il tempo sarà un po' più caldo.
Giornata sedentaria e all'ingrasso grazie ai manicaretti della Marilena, quindi niente da segnalare se non la specialità piemontese di peperoni scottati e ricoperti di bagnacauda (una salsa a base di olio, aglio macerato nel latte e acciughe, servita caldissima in apposite pentoline di coccio con il fornelletto sotto. Si mangia di solito come pinzimonio con verdura cruda.) Da non perdere!!!!

Alla sera si riparte verso nord-est, fermandoci a pernottare a Castelletto Stura, nel tranquillissimo parcheggio degli impianti sportivi.

Martedì 29 marzo 2005 - Neive, Santo Stefano Belbo, Canelli, Nizza Monferrato, Canneto Pavese
Giornata di spostamento. Si ripassa da Alba e per pranzo siamo a Neive. Pranziamo nel parcheggio con un occhio al panorama e uno ai salamini al tartufo, buonissimi. Un giretto per le stradine del paesetto, tranquillo e carino. Forse in altra stagione è più battuta dai turisti, essendoci un negozio che vende anche qualche souvenir, ma per ora a parte noi e una famigliola di tedeschi non c'è nessun altro.
Da Neive scendiamo a Santo Stefano Belbo, ma anche qui la casa natale di Cesare Pavese è chiusa, essendo martedì (le guide la danno per aperta sabato e domenica).
A Canelli tentiamo un approccio alle cantine Gancia, chiuse! (Bisognava prenotare per tempo e comunque oggi gli operai erano tutti a casa, dice la gentile custode).
Arriviamo a Nizza Monferrato dove cerchiamo il CS. L'area attrezzata è chiusa da un cancello che indica il n° di telefono a cui chiedere per l'apertura, è un Club locale che la gestisce. Per il CS c'è l'indicazione di un'altro posto che con facilità raggiungiamo. Il parcheggio dove c'è il CS è completamente occupato da una carovana di giostrai che hanno anche impegnato coi loro tubi tutti i rubinetti dell'acqua. Niente paura: busso alla prima rulotte e chiedo se possono staccare un momento per farmi fare acqua e risciacquare la Thetford, richiesta che viene immediatamente esaudita con tanto di scuse.
Espletata la divina incombenza si riparte e si entra in autostrada, ad Alessandria
Un centinaio di km e siamo a Stradella, nell'Oltrepo' Pavese. Ci inerpichiamo verso Canneto Pavese, alla ricerca di un ristorante che mi avevano indicato (il Bar Bazzini), ma anche se può sembrare incredibile....lo troviamo chiuso. In compenso il grande parcheggio della chiesa che mi avevano indicato, proprio di fronte al ristorante, ha una pendenza del 15%. Non ci diamo per vinti e riusciamo a infilarci, più avanti, alla trattoria alla Pesa, parcheggiando il bestione proprio sulla pesa pubblica antistante, unico slargo esistente (non senza prima avere chiesto il permesso). Se vi piacciono i posti trucidi e mangiar bene spendendo il giusto questo posto fà per voi.
Dopo cena inizia la strenua e inconcludente ricerca di un parcheggio per pernottare. Dopo avere girato 3 cimiteri (sono ottimali, hanno sempre parcheggio e acqua) e vari km di strade tortuose per 2 ore, ci diamo per vinti e ridiscendiamo verso la statale. Non c'è un buco in piano e comincio a capire come mai il mio elenco dei punti sosta della zona non ne riportava!
Alla fine dormiamo a Stradella, sullo stradone circa 1 km dopo il cartello di inizio paese venendo da Canneto, dove troviamo uno slargo di fronte a un condominio che ci consente di discostarci di una quindicina di metri dalla strada.
Nonostante tutto la notte dormiamo tranquilli, il traffico è molto scarso e la baraonda di macchine e camion inizia solo al mattino.

Mercoledì 30 marzo 2005 Stradella
Poche centinaia di metri indietro troviamo il supermercato SMA, proseguiamo poi sullo stradone in direzione Piacenza e dopo 2/3 km troviamo la "Cantina del Vino - Cooperativa sociale". Il piazzale dentro i cancelli è enorme e non ci sono problemi di parcheggio. Dentro vendono tutto il necessario: vino ma anche tappi, canestri, salumi e parmigiano. Ne usciamo con un canestro di Pinot nero e uno di Riesling dell'Oltrepo' nonché una mezza splendida coppa, confezionata sottovuoto, che da queste parti è il salume più tipico (insieme al salame di Varzi).

Conclusioni:
viaggio splendido per chi ama la quiete, le passeggiate rilassanti, stare fuori dalla confusione, mangiare bene e bere meglio senza spendere una fortuna e soprattutto se la prende con filosofia se trova qualcosa chiuso. Il tutto percorrendo strade (e per noi da Verona anche le autostrade) poco trafficate. Abbiamo trovato altri camper, senza mai avere difficoltà di parcheggio e senza mai ritrovarci ammassati, nonostante il periodo Pasquale.
Una vacanza ideale!

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