Sicilia in camper - 2009

Diario di bordo redatto da Roberto (Robty)

28 Agosto, le tanto agognate ferie sono arrivate e con esse il maltempo, sembra, ma non ce ne frega più di tanto, l’importante è partire. E allora via, verso l’infinito ed oltre anche se il nostro infinito sembra finire a Sala Consilina, posto in cui inavvertitamente il pomello del cambio del fidato Ducato 2000jtd schizza via come un tappo di champagne. Mi ritrovo a stringere tra le dita uno spuntone di ferro con una molla tutta sporca di grasso. Fortunatamente, grazie ai due anni passati negli scout in gioventù, riesco a ricostruire il tutto ed a fermare il pomello con un elastico di quelli verdi, da pacco. Incredibile ma vero la riparazione reggerà per tutta la durata della vacanza. Ci fermiamo per dormire a Padula, nel piazzale di un distributore di benzina posto proprio all’ingresso del paese, dove passeremo una notte tranquilla e silenziosa. Il mattino successivo ci dirigiamo a Tropea dove abbiamo appuntamento con Sandro e Simona, una coppia di amici che ci accompagneranno per tutto il viaggio seguendoci in macchina. Per la sosta ci fermiamo all’AA “Il Porticciolo”, un’area di recente apertura e dotata di ombra artificiale, corrente, CS, docce e servizi al costo di 20€. area tropea

E’ a due Km dal centro abitato ed a 300m dal mare più vicino. Non è il massimo ma tanto noi abbiamo la macchina di Sandro per gli spostamenti per cui andiamo prima a farci il bagno nella spiaggetta sotto Tropea e poi a cenare in un ristorantino, vicinissimo all’AA, che ha una bella terrazza sul mare

dove per una cena comprensiva di bistecche di tonno alla griglia superlative spenderemo poco meno di 20€ a persona. Che si può volere di più?
Il mattino successivo sono particolarmente eccitato. Una manciata di km ci separano dalla Sicilia, mèta del nostro viaggio. Va tutto liscio come l’olio : zero traffico, zero fila alla biglietteria, zero attesa all’imbarco, persino al bar del traghetto non c’è nessuno e così ne approfitto per spararmi il primo arancino della vacanza.
Sbarchiamo a Messina in una bella mattinata di sole, il tempo di comprare qualcosa per il pranzo in una delle tante gastronomie che preparano piatti da asporto buonissimi ed economici e subito imbocchiamo l’autostrada per Palermo. Ho fretta di arrivare a Castel di Tusa, il mio buen retiro siciliano dove l’anno prima ho scoperto quello che per me è il più bel camping del mondo : Il Camping Lo Scoglio. E’ una striscia di terra stretta tra la statale ed il mare, molto ombreggiata e tranquilla che ti accoglie con un cartello all’ingresso dove è scritto a caratteri cubitali NO DISCOTECA NO ANIMAZIONE. Il fatto che una porzione del campeggio sia riservata ai nudisti e la spiaggia sia di sassi di ogni forma e dimensione fanno si che l’utente medio sia straniero e senza bambini piccoli al seguito.

spiaggia

spiaggia2

spiaggia sicilia

Passeremo in questo angolo di paradiso deserto sei giorni di assoluto ozio e relax, corroborati da un mare ed un tempo meraviglioso, anche se dovrò faticare non poco a trattenere i miei compagni di viaggio che scalpitano per vedere luoghi nuovi. Durante la permanenza sfrutteremo la disponibilità della macchina per visitare S. Stefano di Camastra, Cefalù e Palermo.
Santo Stefano di Camastra è la capitale siciliana della ceramica. La siculiana nord, che sarebbe la statale che unisce Messina a Palermo, nel tratto in cui attraversa S. Stefano è un continuum di laboratori ed esposizioni di ceramiche di ogni tipo e dimensione per la gioia di ogni donna e la disperazione del relativo marito al seguito. Io ho già dato l’anno precedente, fortunatamente.
Cefalù è una vera perla.

sicilia cefalù

 Da antico borgo marinaro si è trasformata in una delle località di mare più gettonate della Sicilia. Ai camperisti offre la disponibilità di un paio di AA direttamente sul lungomare ed a ridosso dell’abitato che sono praticamente dei parcheggi senza ombra di cui una porzione viene riservata ai camper. Non è il massimo ma per la visita della cittadina va bene. Una cena in uno dei migliori ristoranti varia dai 35 ai 50€ ma li vale tutti sia per il mangiare che per il bere e soprattutto per il rapporto con una cena analoga a Roma.
Palermo è una città caotica, caldissima ed appiccicaticcia, beddissima con i suoi monumenti da visitare, i suoi angoli da scoprire ed i suoi mercati, Vucciria e Ballarò con degli ortaggi e dei prezzi mai visti prima, ma faticosa, molto faticosa da visitare.
Tiziana ed io l’abbiamo già visitata l’anno prima con una guida d’eccezione (Renato, un nostro amico palermitano doc) per cui non partecipo alla gita e mi faccio un giorno di mare in solitaria. Simona, Sandro e Tiziana torneranno dalla gita completamente distrutti……..ma soddisfatti.
Siamo arrivati a Venerdì, sono 5 giorni che siamo fermi a Tusa. Fosse per me ci rimarrei ancora ma gli altri non sono dello stesso avviso. Sandro e Simona decidono di farsi un paio di giorni da soli a Scopello, con relativa gita in gommone alla riserva dello zingaro, mentre io riesco a strappare a Tiziana ancora un giorno di mare a Tusa. Finora il tempo è stato buono con noi : c’è stato sempre sole e mare piatto.
Sabato mattina salutiamo Dario e Paolina, una coppia di Messina molto simpatica e Antonio, il proprietario del camping, e rimettiamo in moto le ruote del camper. Ancora non sappiamo bene dove andare. Abbiamo appuntamento con i nostri amici domenica a Piazza Armerina per cui decidiamo di cominciare ad avvicinarci.
La strada è molto semplice : autostrada per Palermo fino a Buonfornello, a pagamento, poi diramazione per Catania, aggratise, e quindi diritto fino ad Enna che somiglia tanto ad un paesone depresso arroccato in cima ad una collina. Non cattura il nostro interesse e quindi ci fermiamo solo per una piccola spesa e ripartiamo decisi verso P. Armerina che dista una trentina di km di strade statali e provinciali molto paesaggistiche e ben tenute come fondo stradale.
L’unico motivo per cui uno va a Piazza Armerina è “La Villa de Casale”, una residenza romana del II°/III° secolo D.C. famosa per i suoi mosaici. Centinaia di mq di pavimenti a mosaico discretamente conservati di cui il più famoso è sicuramente quello delle “Ragazze in bikini” che rappresenta appunto delle ragazze in due pezzi che giocano a palla.

sicilia Villa del Casale

Arriviamo a Piazza Armerina subito dopo pranzo e troviamo un paesone deserto dotato di numerosi parcheggi liberi dove poter sostare ma sono tutti in pieno sole e fa molto caldo. Ci mettiamo alla ricerca dell’Agriturismo “Agricasale”, di cui ho letto giudizi lusinghieri su Col, che dovrebbe trovarsi ad un paio di km dal centro paese. In effetti i km diventeranno 5 prima di arrivare all’agriturismo ma la bellezza del luogo, il fatto che ci sia una piscina di 25 m e l’area camper sia sotto un bosco di pioppi ci convincono a restare. Il prezzo della sosta è di 15€ compresa la corrente, l’entrata in piscina costa 4€ e per un pranzo completo ed abbondantissimo ci vogliono 20€.

sosta camper a piazza armerina

Trascorriamo il pomeriggio in piscina e dopo cena facciamo un salto a Piazza A. a prendere un gelato. Le possibilità di parcheggio, anche per un camper, non mancano e quindi ne approfittiamo per passeggiare sul corso, dove si consuma il quotidiano struscio serale, e per i vicoli dove sopravvive qualcosa di medievale. Riusciamo a mangiare la prima granita di mandorle tostate degna di lode.
Il giorno successivo Sandro e Simona ci troveranno a galleggiare nelle fresche acque della piscina. Come al solito è una giornata di sole e molto calda, malgrado si stia sui 700 slm, e loro hanno sulle spalle 250 km appena fatti da Scopello a Piazza per cui in un attimo ci raggiungono in acqua. Decidiamo di dedicare il pomeriggio alla visita della Villa del Casale ed a Piazza Armerina.

sicilia piazza armerina

 La cena, pantagruelica, la consumeremo nell’agriturismo.
E’ lunedì, è iniziata la seconda settimana di vacanza ed abbiamo tante cose ancora da vedere quindi decidiamo di partire presto, cioè verso le 9/9.30, direzione Modica. Sfiorando Ragusa commetteremo il primo e unico sbaglio della vacanza non visitando Ragusa-Ibla che è il quartiere storico della città.
Arriviamo a Modica all’ora di pranzo e ci fermiamo ad osservarla dall’alto.

sicilia modica

Tutto ciò che so è che è famosa per la cioccolata

e per aver dato i natali a Salvatore Quasimodo, di cui visiteremo la casa, solo da fuori però perché era chiusa. Due ragazzi conosciuti sul posto ci diranno che Modica è anche detta la città delle cento chiese, data l’abbondanza di questi luoghi di culto. Non so se sono 100 ma sicuramente sono molte.

cioccolato di modicamodica

A Modica incontriamo il primo acquazzone della vacanza, tipicamente estivo : breve ma intenso. Le strade si trasformano in un attimo in piccoli ruscelli in piena e noi troviamo rifugio sotto una grande tettoia vicina al palazzo del comune dove una targa ricorda l’alluvione del 1900 e qualche cosa, che superò i 2 metri di altezza.
Il diluvio dura 15/20 minuti e torna il sole, facciamo qualche acquisto veloce e ripartiamo in direzione mare.
Evito Pozzallo perché me ne hanno parlato come di una località turistica alla “Rimini” : spiaggioni, alberghi, discoteche, etc….un piccolo divertimentificio del sud, ed imbocco la provinciale che costeggia il mare e che arriva fino a Pachino. I miei compagni di viaggio mi seguono docili ed accondiscendenti, meno male.
All’altezza del 12° km, località Marza, troviamo l’Area del CVSM (Corpo Volontari Soccorso in Mare) il cui presidente, il simpaticissimo sig. Salvatore, un ex maresciallo dei CC in pensione, ci permette di sostare previa iscrizione come soci ausiliari del CVSM, che poi a sua volta dipende dalla Protezione Civile. Per 12€ al giorno disponiamo di corrente, un cesso alla turca, due lavabi, docce semicalde e 500m di spiaggia tutta per noi.

spiaggia marza

Appena arriviamo inizia a piovere ma la bellezza del posto e del mare ci spingono lo stesso a farci il bagno. L’acqua è calda, peccato che piova, ma va bene lo stesso. Più tardi aiutiamo Salvatore a tirare in secco il gommone del soccorso. E’ una fatica assurda perché il gommone è pieno per metà di acqua e dato che il mare è poco profondo per molti metri dalla riva, la chiglia struscia e si impunta nella sabbia e bisogna sollevarla in continuazione, ma niente paura, ci siamo Sandro ed io, i soci ausiliari in soccorso dei mezzi di soccorso.
La mattina successiva è bellissima e ce la godiamo al mare.

area camper marza spiaggia marza

Dalla spiaggia si vedono Punta Palo di Capo Passero, estremo sud della Sicilia, e l’isola delle correnti, punto in cui si incontrano il mar Ionio ed il Mediterraneo. Salvatore ci regala dei peperoncini verdi sott’olio ripieni di alici, buonissimi e piccanti il cui effetto si sentirà soprattutto il mattino del giorno dopo. Soddisfatti della bella giornata di mare prendiamo la macchina e raggiungiamo Noto che dista una 30ina di km. E’ bella come la ricordavo.

Noto Sicilia

Il corso, dove si affacciano tutti palazzi nobiliari del 700 e la luce del giorno che sta per finire creano suggestioni che ho inutilmente cercato di imprigionare nelle foto. In una enoteca, la titolare, con tanto di diploma da degustatrice appeso al muro, ci svela che il Nero d’Avola è in realtà orginario di Noto e deve il suo nome non all’omonima cittadina ma ad un frate, di nome Avola, che ne iniziò la produzione a Noto. Può essere?
Sulla cena stenderei un velo pietoso perché alla trattoria “Del Carmine”, di fronte all’omonima chiesa e consigliataci da più persone, ci portano una pasta scotta ma così scotta che uno pensa che solo gli inglesi e i francesi sono capaci di tanto e invece no. Però proprio di fronte alla trattoria c’è una pasticceria-gelateria dove Tiziana ha preso un gelato al cioccolato fondente che era più nero del nero d’Avola e più buono di tutti i cioccolati del mondo, ed io ho preso una granita alla mandorla che era più…….vabbeh, ci siamo capiti.
A mezzanotte circa siamo di ritorno all’area CVSM. Siamo riusciti a non perderci in un dedalo di provinciali senza né cartine né navigatore.
Ci svegliamo che è mercoledì, dobbiamo partire se vogliamo visitare Siracusa e Taormina e quindi malgrado il sole ed il mare stupendi si va. Siracusa sta ad una 70ina di km, quasi tutti a quattro corsie. Il nostro girovagare alla ricerca di un’area di sosta ci porta all’agriturismo “Terrauzza sul mare”, a pochi km dalla città e di proprietà della sig.ra Rrrrrrenata, una bella e simpatica siciliana nostra coetanea che lo gestisce insieme al marito. Sono anch’essi camperisti ed hanno un Kreos semintegrale della Laika con cui andranno in Turchia a novembre. Renata ha inoltre  un laboratorio di ceramica ed è proprietaria della casa, ad Ortigia, dove sono stati girati gli interni di “Malena”, il film di Tornatore con la Bellucci. Non ci posso credere, abbiamo di fronte a noi la proprietaria della casa dove sono stati girati gli interni…….etc etc, che non vede l’ora di raccontarci di quanto la Bellucci sia anonima ed insignificante e che è quasi meglio lei e bla bla bla. Il tutto nasce perché Tiziana aveva chiesto conferma a Renata del fatto che alcune scene del film in questione fossero state girate sulla piazza della cattedrale di Ortigia. Sembra che mai come quest’anno ci sia stato un turismo legato alla ricerca delle locations dei vari film e fiction tv. 
Comunque io parcheggio il camper per 12€ compresa corrente e Sandro e Simona prendono una stanza che in realtà è un miniappartamento per 65€. Dopo un frugale pasto a base di panini partiamo alla scoperta di Siracusa ma sarebbe più giusto dire Ortigia che è il nucleo originario della città. E’ un isolotto roccioso collegato alla terraferma da tre ponti. Parcheggiamo la macchina e ci addentriamo per i vicoli fino a giungere al Duomo che colpisce immediatamente nella sua particolarità. In questa chiesa si fondono i capolavori artistici lasciati dalle dominazioni che si sono succedute nei secoli. Da tempio greco a moschea araba, quindi chiesa gotica ed infine barocca. Passeggiamo nella stessa piazza dove Malena ha sfidato gli sguardi dei masculi siciliani e troviamo persino la casa di Renata dove hanno girato gli interni……etc etc. Battiamo Ortigia palmo a palmo e torniamo all’agriturismo stanchi ma soddisfatti. Una cena in un vicino ristorante concluderà la giornata.
Il giorno dopo è nuvoloso e pioviggina, il tempo ideale per mettersi in marcia.
Giungiamo nei pressi di Taormina e troviamo posto al camping Paradise, a Letojanni.
A pochi km c’è Mazzarò da cui parte la funivia che con 3,5€ ti porta a Taormina. E’ la soluzione migliore per evitare di pagare 4€ l’ora il parcheggio nei pressi della cittadina.
Venerdì è una bella giornata di sole e ne approfittiamo per visitare il Teatro Greco. Non sono mai riuscito a vederlo senza un palco montato all’interno. Questa volta è previsto uno spettacolo di Enrico Brignano per la sera, data unica, che fortuna, snort.
Il colpo d’occhio è notevole ugualmente : un teatro greco costruito su di una rupe che affaccia sul mare. Bellissimo. Avevano gusto l’antichi.
All’uscita dal teatro ognuno va per se per un paio di ore per lo shopping finale, randez vous per il pranzo che sarà a base di gelato e brioches.
Con oltre due kg di pasta di mandorla, fruttini vari, ricchi premi e cotillons facciamo ritorno al camper in tempo per goderci uno scampolo di mare e gli ultimi bagni della stagione. Il giorno dopo si riparte per fare almeno metà degli 800 km che ci separano da casa e siamo tutti un po’ tristi per la fine di questa vacanza che è andata oltre ogni più rosea previsione. Il tempo ci ha assistito malgrado gli ultimi giorni. Malga, la nostra canona maremmana, non ha sofferto il caldo come a Roma ed ha avuto sempre a disposizione spazi aperti per muoversi e giocare, spaziando tra la collina ed il mare.
E’ il secondo anno consecutivo che veniamo in Sicilia ed a me piace sempre di più quest’isola così piena di storia, bellezze naturali, sapori e profumi.
Mezz’ora di traghetto e saremo di nuovo in continente.
Au revoir Sicilia, anche da parte di Malga.

malga in sicilia

Condividi

Archivio