Turchia in camper - pag 1

TESTO E FOTO DI UMBERTO CAVAGGION

Venerdì  31/07/09 
Dopo aver visitato l’estremo ovest (Portogallo) nel 2008 fin dalla scorsa estate avevamo iniziato ad ipotizzare il viaggio 2009 verso l’est europeo e la Turchia.- Mesi dopo mesi l’idea si è concretizzata e oggi ci incontriamo con Paolo e famiglia all’area di servizio Bazzera - sulla tangenziale di Mestre – per dare il “via” ufficiale alle 17 al lungo trasferimento che avrà come prima ambita mèta Istanbul.-
Cogliamo l’occasione per acquistare qui la vignette (15 €) valida per il transito sulle autostrade slovene.- Alla confluenza della tangenziale con il nuovo passante incappiamo subito in un grosso rallentamento causato dal traffico piuttosto intenso : perdiamo circa 15 minuti ma poi senza altri intoppi raggiungiamo Trieste e iniziamo l’autostrada in direzione di Lubiana alla cui altezza ci fermiamo per una cena veloce presso un ‘area di servizio.
Nel proseguimento perdiamo quasi un’ora in una coda causata da un restringimento di carreggiata per lavori stradali e poi un’altra attesa di circa 30 minuti alla frontiera slovena-croata per il controllo dei documenti.- E’ calata la notte ma proseguiamo ancora e dopo aver pagato 1€ per il pedaggio lungo la tangenziale di Zagabria, ci fermiamo verso l’1,00 in un’area di servizio poco oltre la capitale croata.
Realizziamo subito che non sarà un riposo tranquillo : troppo rumore di tir e auto in continuo movimento ma l’ora tarda ci consiglia di sostare.- Abbiamo percorso 509 km.

Sabato   01/08/09 
Al risveglio l’impressione è di avere dormito in mezzo ad una rotatoria!
Riprendiamo di buon’ora il tragitto in autostrada che segna quasi da confine tra Croazia e Bosnia  fin quasi al confine con la Serbia (autostrada 22 € da Zagabria al confine).- Alle 10 circa siamo fermi a circa 4 km. dalla dogana : la colonna si muove più lentamente che a passo d’uomo tanto che gli automobilisti risparmiano carburante spingendo a mano le vetture, cosa che noi non possiamo permetterci .- Le auto sono quasi tutte con targa tedesca e olandese ma l’abbigliamento dei passeggeri fa chiaramente intendere che sono turchi di ritorno al Paese natio per le vacanze estive. Il controllo doganale, soprattutto da parte serba, è piuttosto pignolo e in tutto “perdiamo” circa 4 ore.- Per fortuna che pur essendo una bella giornata di sole un fresco venticello ci ha reso molto sopportabile l’attesa.
Espletate le timbrature ai passaporti poco oltre si incontra la barriera autostradale per Belgrado (costo 11,50 €) e, dopo avere percorso la trafficata tangenziale della capitale serba che passa piuttosto in zona centrale e supera il fiume Sava – con un’impressionante vista di degrado e baraccopoli sulla destra – iniziamo l’autostrada Belgrado – Nis che ci costerà ben 24 €.- Appena oltre Nis sostiamo per la cena in uno sterrato a fianco della carreggiata : comincia la sera ma, ancora abbastanza “freschi” ci ripromettiamo di raggiungere la frontiera bulgara contando – data l’ora notturna – di non trovare eccessiva attesa.- I circa 100 km da percorrere sono molto tortuosi all’inizio con strada che presenta molte gallerie tuttavia il traffico abbastanza scarso ci permette una discreta media ed alle 22,30 circa siamo in coda alla fila di circa 1 km. alla frontiera serbo-bulgara.
Ci mettiamo tranquilli anche perché la frescura della sera ritempra un po’ le energie.- Per circa 1 ora tutto resta ordinato su 2 file ben definite ma poi, la gente ha cominciato a spazientirsi per la lentezza burocratica dei doganieri serbi che è sembrata anche a noi quasi “provocatoria” e i clacson hanno iniziato a lavorare a tutto spiano.
Questa manifestazione di insofferenza si è rivelata deleteria in quanto i controlli doganali si sono ulteriormente irrigiditi ; ad un certo punto, quasi a un comando prestabilito, tutte le auto tedesche/turche in coda dietro di noi hanno risalito la fila a destra  e a sinistra per guadagnare posizioni e questo ha creato un intasamento biblico! Solo verso le 3 di notte (dunque dopo circa 5 ore!) abbiamo guadagnato l’ attenzione del doganiere serbo che con calma serafica e dopo aver ispezionato l’interno del camper ci ha posto i timbri sui passaporti.
Non bastasse, alla successiva barriera bulgara posta in una situazione estremamente infelice, in salita e con un varco molto stretto tanto da dover chiudere lo specchietto retrovisivo esterno, ciò nonostante ho sfiorato con la fiancata lo specchietto di un’auto ferma al mio lato : questo ha scollato in modo insignificante lo specchietto dell’auto ma l’automobilista polacco/turco ha cominciato a sbraitare chiedendomi i danni e il nr. di carta di credito per il rimborso , minacciando di chiedere l’intervento della Polizia.- Non riuscendo a convincerlo che il danno era estremamente irrisorio ho accettato che chiamasse la Polizia che,  ammesso sia stata effettivamente contattata per telefono – non si è certo fatta vedere e “l’amico” se n’è andato imprecando.
Abbiamo avuto la netta sensazione che cercasse di spillare denaro...
La lunga attesa e la successiva discussione ci hanno fatto sparire ogni traccia di stanchezza e i circa 60 km. che portano alla periferia di Sofia li abbiamo divorati in poco tempo , pur restando in campana per le frequenti pattuglie di polizia munite di tele laser.
Alla periferia della capitale bulgara abbiamo trovato ad un semaforo – sulla sinistra – le prime indicazioni per Istanbul : abbiamo percorso un paio di km. ma viste le condizioni della strada adatte ad un rally e pensando di avere - con il buio pressoché totale della zona - sbagliato strada, abbiamo invertito la marcia e questo ci ha consentito di passare per il centro di Sofia davanti al palazzo dell’Opera e ai palazzi ministeriali.- Tra l’altro ad un distributore aperto abbiamo acquistato la vignette autostradale (circa 10 € con c.c. dato che non hanno voluto euro).- Imboccata l’autostrada per Plovdiv ci siamo finalmente fermati verso le 4,15 di mattina in una grande area di servizio con una attività commerciale aperta tutte le 24 h. – Questa interminabile giornata, per vari motivi,  si chiude con una percorrenza di 741 km. per un totale progressivo di 1.250 km. dalla partenza. 

02/08/09
Pochissime ore di sonno ristoratore in un contesto che si e rivelato tranquillo. Il viaggio dunque riprende di buon’ora e l’autostrada termina all’altezza di Plovdiv.  La strada prosegue attraversando piccoli paesi e sull’uscio delle case modeste ci sono varie persone che vendono piccole forme di formaggio che deve essere la specialità del posto , oltre a frutta e verdura.
Il paesaggio è monotono e la strada si snoda tra campi e piccoli centri piuttosto dimessi.
Alle 12 siamo in prossimità del confine bulgaro-turco e con piacere constatiamo che la fila di attesa è estremamente contenuta in quanto, evidentemente, il grosso dei turchi rientranti in patria è transitato in nottata o nelle primissime ore del mattino. Veniamo “analizzati” per verificare eventuali ns. casi di influenza suina (o aviaria) in atto, e dopo il controllo dei documenti ns. e del camper e l’iscrizione del mezzo sul mio passaporto, dopo un’attesa di “soli” 45 minuti , ci si spalancano le porte della tanto agognata Turchia. Immediatamente alla ns. destra vediamo una coreografica piccola bianca moschea. L’autostrada che dalla frontiera porta ad Istanbul presenta una buona condizione di asfalto e dopo pochi km. troviamo un’area di sosta con possibilità di carico-scarico acqua e wc per lo scarico delle nere; ne approfittiamo subito per avere i serbatoi pronti a sostenere la sosta nel parcheggio di Istanbul che, come sappiamo, non è dotato di servizi.
In avvicinamento alla immensa città il traffico aumenta considerevolmente e l’attenzione alla guida deve essere massima in quanto i turchi sono piuttosto stravaganti nel condurre i veicoli e per loro sorpassare a sinistra o a destra è la medesima cosa. Il tratto autostradale dalla frontiera ci costa solo 4 €.- Seguiamo lentamente l’intenso flusso veicolare fino allo svincolo per l’aereoporto e poi cerchiamo le indicazioni per Sultanahmet-Topkapi che , naturalmente, perdiamo subito di vista.
Finalmente troviamo il lungo mare Kennedy Caddesi ma, evidentemente, giriamo a sinistra un po’ prima del dovuto : insomma abbiamo girato ben bene il Corno d’oro (abbiamo chiesto anche l’aiuto di un tassista) , siamo transitati anche vicinissimo al ns. ambito parcheggio ma solo le indicazioni di alcuni camperisti romani ci ha dato le dritte per giungere alla ns. ormai agognata mèta.
Per raggiungere il parcheggio è necessario percorrere il viale Kennedy Caddesi fin sotto quasi la collina del Topkapi e al semaforo girare a sinistra, passare sotto il ponte della ferrovia e percorrere la strada Aksakal Sokak e dopo 100 mt. tenere sulla destra la strada in salita Kukuk Ayasofya a senso unico. Al  termine tenere sempre a destra sulla strada molto stretta e si raggiunge il parcheggio le cui coordinate GPS dovrebbero essere N 41°00'.16.00 E 28°58'40,43.
L’area può riservare una sosta a 10-15 camper, non di più, in quanto il resto è riservato alle auto.
Non c’è molto spazio tra un mezzo e l’altro e l’ambiente non è granchè ma la location è situata a poche centinaia di metri dalla moschea blu e offre un piccolo panorama sul Bosforo . Il parcheggio ci costa 40 lire turche al giorno (circa 20 €).- All’imbrunire sentiamo  per la prima volta la preghiera del muezzin sparata dagli altoparlanti della moschea ed è veramente un’emozione. Stanchi ma soddisfatti andiamo a riposare, confortati anche dalla temperatura che è diventata ideale : abbiamo percorso oggi 516 km. Per un totale parziale progressivo di km. 1.766.-

turchia moschea blu

03/08/09 
Dopo il tour de force dei 2 giorni di viaggio il sonno non poteva essere che ristoratore pur se “disturbato” dalla preghiera del muezzin recitata ad alto volume all’alba.
Sole cocente ma sopportabile grazie ad una leggera brezza.  Dopo avere prelevato 300 lit. da un bancomat ci dedichiamo di prima mattina alla visita del Topkapi e dell’Harem (20+15 lit a persona) senza peraltro dover prenotare un orario di visita per quest’ultimo.- Non mi dilungo sulla bellezza degli interni ma sulla bella veduta del Bosforo da una grande terrazza panoramica.- La visita porta via quasi tutta la mattinata e la passeggiata verso il porto non fa altro che accrescere l’appetito e decidiamo di pranzare all’aperto di un ristorante trovato lungo la strada : abbiamo preso un grande vassoio unico con carne, riso, verdure e yogurt turco molto abbondante che abbiamo faticato a finire,  per una spesa, bibite comprese, di 100 lit. tot. per 6 persone. Pomeriggio trascorso visitando il bazar delle spezie ed il gran bazar e per finire una visita alla moschea Yeni Camil nei pressi del ponte di Galata.

04/08/09 
Seconda giornata calda dedicata principalmente alla visita della Moschea Blu e di Ayasofya  (per quest’ultima entrata 20 lit. a persona) ed a una lunga passeggiata fatta nei giardini sotto le mura del Topkapi e lungo la strada che costeggia il porto.- Nel primo pomeriggio rientro ai camper per una robusta pastasciutta e partenza per…. l’Asia.
Ci immettiamo nel traffico intenso con direzione autostrada e poi ci incolonniamo nella corsia che attraversa il ponte di Fatih sul Bosforo ed è stato entusiasmante vedere il cartello di benvenuto in Asia !
Subito un problema : ce l’avevano detto (vero Gigione ?) ma ci abbiamo sbattuto il naso…. Per fare il ponte era necessario premunirsi di una tessera autostradale pre-pagata per consentire di superare la barriera : io mi sono piantato davanti alla sbarra e solo la cortesia di un signore che in cambio di un paio di lit.  mi ha aiutato usando la sua tessera, mi ha consentito di superare l’ostacolo.  Paolo invece che era più indietro, realizzando l’impiccio, si è subito recato al presente box per acquistare la scheda necessaria e quindi evitando i miei problemi.
La prima parte del tratto asiatico passa tra i quartieri periferici della metropoli, tra agglomerati di enormi condomini, vediamo tra l’altro le indicazioni per il circuito di F1 , ed un traffico molto intenso anche e soprattutto di autotreni.-
Dopo un tratto interno l’autostrada E80  costeggia a lungo la parte più orientale del mar di Marmara e quindi all’altezza del lago Sapanca , Paolo propone di cercare un campeggio e per questo motivo usciamo ed il casellante ci indirizza al paese da cui prende nome il lago dove dovrebbe esserci un campeggio. Noi non troviamo nulla ma, transitando, siamo attirati dai gestori di un piccolo bar che ci offrono di sostare nel loro “camping” : siamo all’ombra di alti alberi, ci danno luce (con un attacco volante), acqua da un lavandino obliquo e precario e la possibilità di scaricare le acque nere nei bagni, peraltro decorosi.
Il tutto per 20 lit a camper : ci adattiamo, e fatta la doccia in camper, ci sistemiamo all’aperto sotto i tendalini per la ns. prima cena comunitaria del viaggio. Il ns. tragitto pomeridiano è stato di soli 142 km. per un totale progressivo di 1.908 km.

05/08/09 
Notte tranquillissima e molta umidità alla partenza. Rientriamo in autostrada in direzione Gerede  e percorriamo dopo tanta monotona pianura , un bel tratto montano per poi riscendere verso Gerede dove al casello (solo 8 lit. di pedaggio) l’addetto ironizza sugli Italiani ed in particolare… Berlusconi. Dopo Gerede la strada nr. 100 sale nuovamente e troviamo una stupenda posizione di sosta-pranzo presso un’area di servizio : ci sono vari gazebo in legno con tavoli e panchine – il tutto è nuovissimo – e all’ombra e con un bel panorama davanti verrebbe voglia di star fermi un bel pezzo… ed invece dobbiamo andare : la strada prosegue con percorso altalenante fino al bivio, poco oltre la località di Deresoplan , che a sinistra porta in direzione di Karabuk e Saframbolu : ci sono circa 50 km. sulla strada 755 tutti in leggera discesa e con asfalto molto rugoso e quindi rumoroso  e più si scende dall’altopiano più si avverte un senso di soffocamento a causa del caldo intenso e quando transitiamo per Karabuk  e le sue ciminiere inquinanti pare proprio di essere all’inferno. Pochi altri km. ci fanno raggiungere la parte nuova di Saframbolu e, passando il centro, dopo aver percorso un breve tratto ripido di salita , troviamo in discesa sulla destra l’Otopark Fisini : ci chiede 15 lit a camper per la sosta fino al mattino successivo, senza peraltro alcun tipo di servizio. Aspettiamo, fortunatamente all’ombra, che il sole si abbassi un po’ prima di andare in paese . Il centro è a pochi passi, apprezziamo le case ottomane che fanno di questo luogo un patrimonio dell’Unesco ed entriamo per una birra fresca al caravanserraglio Cinci Han risalente al XVII° secolo, ora convertito in un bel ristorante. Molti negozietti e bancarelle nelle strette stradine del paese.
La sera il clima diventa fresco e, nonostante le perplessità iniziali , anche la temperatura all’interno del camper è piacevole.- Percorsi altri  280 km. che portano il tot. a km. 2.188 da casa.

06/08/09 
Altra giornata di sole e per evitare il prevedibile gran caldo ci mettiamo in marcia presto e ripercorriamo a ritroso la strada fatta ieri pomeriggio fino al bivio con la strada nr. 100.
Prendiamo la direzione per Samsun e per moltissimi km. troviamo lavori in corso dovuti alla creazione del raddoppio della carreggiata che è per un buon tratto solo da asfaltare ma evidentemente per non so quali ragioni, qui prima di posare il bitume per il tratto finito attendono di avere completato l’opera.- Se non fosse per le precarie condizioni della strada il paesaggio non sarebbe male,  con begli scorci sull’immenso altopiano di Ilgaz e attraversando il paese di Kursunlu ci sono innumerevoli buche, tanto da fare pensare ad un bombardamento appena terminato……
Ci affidiamo al supporto delle care e vecchie carte stradali (il ns. Garmin non ha le mappe della Turchia) e per raggiungere Hattusa ed il “Regno degli Ittiti” all’altezza del paese di Tosya prendiamo la strada secondaria nr. 775 che fin da subito si presenta stretta ma dal traffico quasi inesistente dopo pochi km. comincia ad inerpicarsi sul monte con pendenze fin oltre il 10% e tornanti stretti.- Usiamo le marce basse per non far soffrire il motore e per non aumentare la temperatura del liquido refrigerante : finalmente dopo una dozzina di km.  si arriva in cima al passo Iurbe Geridi che sfiora i 1.700 mt. di quota . Ci fermiamo per una sosta doverosa a contemplare il panorama infinito che da questa altezza si può ammirare.
La strada ora scende in picchiata ed incontriamo parecchi tratti con frane recenti fino al paese di Iskilip dove ns. malgrado non troviamo da parcheggiare e pertanto siamo costretti a pranzare sulle sponde di un lago artificiale che incontriamo più avanti.
Dopo Iskilip - strada 180 per Corum.- Da qui si va verso sud –ovest lungo la strada 785 verso Sungurlu poco prima della quale a sinistra si trovano le indicazioni per Alaca  Hoyuk ed il suo sito archeologico dove arriviamo percorrendo strade secondarie tra accampamenti/tendopoli di curdi. Troviamo da parcheggiare all’ingresso del piccolo museo ( 4 lit. cad. di ingresso) e del relativo sito tra lo stupore di alcuni bambini che si aggirano curiosi tra i camper.- Mi si rompe la serratura del frigo che non riusciamo ad aprire. Solo la grande manualità di Paolo per questi lavori mi risolve il problema che per le mie capacità sarebbe stato insormontabile…. In fase di ripartenza un signore chiede a Paolo dove siamo diretti e saputo della ns. direzione verso Hattusa (oggi il nome moderno è Bogazkoy) chiede un passaggio che, dopo un attimo di perplessità, gli viene concesso. Dice di lavorare per gli scavi archeologici e ci accompagna direttamente al parcheggio del ristorante Baskent  ns. previsto punto di appoggio per la nottata.  Fatalità…. (forse) suo cugino è Adam , la guida riportata sul ns. libro ViviCamper che abbiamo acquistato in vista di questo viaggio, che si offre di accompagnarci alla visita del sito domani mattina alle 9 per una cifra di 15€  complessiva.-
Il punto sosta si rivela molto buono, su ghiaia e in piano, con comodo attacco luce  e servizi con docce, lavandini e wc , dove potremo scaricare le cassette. Ci costa 25 lit. a camper.
La serata sarebbe ideale per mangiare e cucinare all’aperto ma il vento, troppo intenso, ci costringe a cenare in camper.  Siamo arrivati ad un totale di km. 2.587 con un percorso odierno di 399 km.

07/08/09 
Notte fresca e mattina non tersa come i giorni precedenti anche se il vento si è calmato di molto. Alle 9 si presenta il sig. Adam e con i camper ci avviamo verso l’entrata del sito di Hattusa che è a pochissimi km.  (entrata 5 lit. a persona) : il percorso su piastrelle si snoda sulla collina ed è stato reso ben fruibile di recente anche per i camper e presenta molti punti di sosta dove la guida ci illustra la storia del luogo e il significato di quanto si può toccare con mano. Ad ogni punto sosta troviamo il figlio e parenti vari di Adam che propongono souvenir, statuine, collane (le signore ne avevano già acquistate in fase di partenza stamattina) , insomma un po’ troppo “appiccicosi”……
Come preannunciato ci accompagna presso una cooperativa di curdi per presentarci opportunità di vendita di tappeti a buon prezzo : evidentemente non eravamo troppo convinti che il tappeto non ci servisse proprio in quanto, dopo un thè e la doverosa trattativa sul prezzo abbiamo fatto l’acquisto (circa 400€ io per un tappeto in seta e circa 300 € Paolo) : avremo preso una fregatura ? Confidiamo di no, anche perché il sig. Adam è persona conosciuta sia da ViviCamper che da PleinAir, e non credo gli sia vantaggioso farsi una cattiva pubblicità “fregando” i turisti……….

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