Ungheria 2009

Diario di viaggio in camper redatto da Angela (Gnagnela)

A bordo:
IL CAPITANO – l’entusiasta
IO – la scettica
GINOPINO – l’affabulatore
GINAPINA – l’indolente

Prefazione:
questo viaggio è stato fortemente voluto dal Capitano. Nonostante la sua totale inesperienza, lascio volentieri a lui l’onere dell’organizzazione.

10 agosto 2009

Abbiamo lasciato defluire il traffico di forzati della prenotazione nel w.e, e partiamo da Bologna sotto il sole a picco del lunedì.
In effetti la strada è scorrevole, maciniamo km tranquilli fino al confine. L’unico brivido lo dà la spia del carburante accesa ma arriviamo lo stesso all’area di servizio con un ultimo alito di gasolio.
Acquistiamo anche la vignetta per l’autostrada slovena (15€/10gg). Ci sistemiamo nell’area sosta di Tarvisio, pratica anche se piuttosto costosa (0,60 cent/h).
E’ la notte di San Lorenzo ma il cielo è velato da nuvole…riesco comunque a vedere le stelle grazie ad un epico mal di denti che mi tormenterà per parte della vacanza.

11 agosto 2009

La tabella di marcia stilata dal Capitano oggi prevede una gita al lago Bled, con relativo giretto sulla ciclabile che lo circonda.
Percorriamo il tratto di strada slovena per raggiungere il lago, è una piacevole vallata alpina. Il lago risulta invece piuttosto affollato senza alcuna possibilità di sosta per il nostro mezzo. Gironzoliamo in cerca di approdo ma, sfortunatamente, il mio dente riprende a pulsare dolorosamente: devo assolutamente trovare un dottore!
Rientro quindi a Tarvisio da dove riparto nel primo pomeriggio armata di antibiotico e antidolorifico. A questo punto, proseguendo una lunga tradizione di famiglia, scombussoliamo l'itinerario pianificato e ci dirigiamo verso Villach, per le manovre di avvicinamento all’Ungheria.
Pausa per la merenda in centro, carino e ordinato come solo le cittadine austriache sanno essere, poi su, verso le cime che la circondano.
Procediamo secondo l’umore, a navigatore spento, inoltrandoci nel parco nazionale del Nochberge.
Alla fine di una terrificante salita con pendenza da capre, approdiamo a Tűrracher Hőhe, grazioso centro turistico con annesso laghetto alpino. Dormiamo nel parcheggio degli impianti.

12 agosto 2009

Tűrracher Hőhe

Il buongiorno ce lo danno i primi turisti che arrivano per iniziare le loro escursioni. Anche noi non vogliamo mancare certo l’occasione: salire a quota 2000 mt in seggiovia per poi ridiscendere a tutta velocità tra i boschi con lo slittino su rotaia!



slittino rotaia
I Ginipini sono esaltatissimi, scivolano giù felici mentre il mio arrivo è annunciato da urla e la mia faccia è di un delizioso color verde bosco...troppo veloce e troppo spericolato per i miei gusti.
Ripartiamo per affrontare ancora le faticose pendenze della strada statale, giunti all’ennesima cima, notiamo uno spiazzo in cui fermarci, ideale per la merenda.
Passeggiamo per sgranchirci le gambe e goderci il sole delle vette, c’è molto movimento di turisti che sembrano rientrare affaticati da un lungo cammino…un tizio ci chiama a gran voce, ci fa segno di salire sul suo furgone, dice che ci puo’ accompagnare per pochi euro….ok, ma…DOVE?
austria
E così mi ritrovo a ballonzolare sul furgone di chissà chi, diretta non so dove per vedere non so cosa!
Dopo 10 minuti di strada arriviamo in vetta, dove è in pieno svolgimento una grande festa alpina in puro stile austriaco! C’è un sacco di gente, chioschi di ogni tipo, birra a fiumi e non ultima una tipica orchestrina! Molti indossano i costumi tipici, alcuni anche abiti d’epoca….il tutto poggiato sui prati della malga disseminati delle tracce delle mucche!
Io e Ginopino ci arrampichiamo fino alla cima, dove una bella Madonna di pietra sorveglia il panorama. Foto di rito a riprova dell’impresa e poi via, accompagnati dal frikkettone furgonato di nuovo al camper.
L’ultima nottata austriaca la passiamo ad Hartberg, nel piccolo e pittoresco camping del paese, dove il tempo non passa mai: la compita signora della reception con la camicetta linda e le perle al collo sembra un’icona dell’ufficio turistico, la tecnologia è fantascienza, i prezzi non conoscono l’inflazione (22,50€) e i servizi sono igienicamente impeccabili.

13 agosto 2009

ungheria
Oggi è il gran giorno.
La strada corre dritta verso Zsombathely, cittadina d’ingresso in terra magiara nonché patria adottiva del Capitano che trascorre qui molti dei suoi giorni lavorativi.
L’impressione è subito buona; il centro è carino e curato, visitiamo la cattedrale poi, fatto un primo prelievo bancomat ad uno sportello italiano, comincio a prendere confidenza con il cambio. Pranziamo in un ristorante dove ho l’occasione di testare alcuni piatti tipici.

Sàrvar
Il cibo e le bevande sono la vera e propria mania degli ungheresi, i sapori sono ricchi e decisi, le porzioni ciclopiche, e, non da ultimo, i prezzi ridicoli! Il Capitano, completamente immedesimato nelle vesti di cicerone, ci illustra i dintorni compresa un’immancabile sosta al Tesco, l’onnipresente supermercato aperto 24/24h.
Ci spostiamo poi a Sàrvar, nel suo bel centro con il castello famoso per la pianta pentagonale e per il fantasma sanguinario che lo abita. L’impressione di ordine e dignità è una costante ungherese, come anche i centri termali, presenti sulla quasi totalità del territorio.
Per la sera arriviamo a Pàpa nel bellissimo campeggio accanto alle terme.

14 agosto 2009

La dolce melodia che ci sveglia annuncia l'arrivo del fornaio.
Con calma ci prepariamo a trascorrere la giornata nel centro termale che si trova proprio a fianco al camping. Il tempo è grigio, l'ideale per mettersi a mollo nell'acqua calda!
Facciamo i biglietti giornalieri (adulti 1100 HUF, bambini 800 HUF) e ci godiamo una bella serie di piscine termali con tanto di idrogetti e scivoli per bambini.
Nonostante il self service all'interno ci attiri, torniamo al camper per pranzo e poi di nuovo alle terme dove mi concedo un massaggio rilassante.
Per completare la giornata andiamo alle piscine esterne piu' fredde ma molto divertenti per i Ginipini. Intanto il sole ha fatto capolino facendo risaltare il verde dei prati.
Ormai è sera, non vorrei piu' uscire da questo posto magnifico. Passiamo la serata sotto il tendalino mentre i Ginipini, indifferenti alla stanchezza, saltano e corrono nel parco giochi del campeggio.
terme ungheriaungheria Pàpa

camping PàpaPàpa

15 agosto 2009

Lasciamo a malincuore il camping (€ 28,50/gg). E' ferragosto ma a quanto pare i magiari non lo sanno, puntiamo il muso verso il lago Balaton.

lago Balaton
Facciamo tappa a Veszprém, graziosa cittadina su cui svetta una bella torre dell'orologio. Pausa pranzo e rifornimenti in un Tesco e nel primo pomeriggio vediamo l'acqua scintillare all'orizzonte.
Costeggiamo il lago sulla bella statale bordata di salici, alberghi e ristoranti, ma il verde diluisce molto l'effetto di turismo di massa.

Keszthely

Arriviamo a Keszthely per la merenda, il centro è carino e moderatamente turistico anche se senza attrazioni particolari. Vogliamo pero' vedere il Balaton da vicino per cui ci infiliamo in una delle tante stradine che scendono verso l'acqua.
L'accesso alle spiaggette dopo l'orario di chiusura degli stabilimenti è gratuito, camminiamo scalzi sui prati e ci sistemiamo sotto i grandi alberi per celebrare, con un pic-nic, il sole che si tuffa per l'ultimo bagno della giornata.
Intanto i vari locali della zona lanciano i loro richiami a suon di musica. Nonostante il posto abbia un suo fascino, non ci alletta l'idea di essere svegliati dalla movida lacustre nel bel mezzo della notte, per cui ci spostiamo in un meno romantico ma più tranquillo parcheggio al Tesco.

16 agosto 2009

Stamattina la meta è Héviz, graziosa e quieta cittadina a pochi chilometri.
Se il Balaton mi ha sorpreso per il verde pubblico questo posto lascia senza fiato!
Il fulcro di questo paradiso è il famoso lago termale, un bacino naturale creato da un cratere vulcanico che sputa fuori milioni di litri di acqua a 34°.
Dopo essere stato luogo di vacanza privato di un conte magiaro per molti anni, è divenuto pubblico, ampliato con pontili e stabilimenti in legno dalle graziose architetture, nella lussureggiante scenografia del giardino botanico.
Entriamo allo stabilimento pagando il biglietto famiglia (6500 HUF) valido per tre ore. Passiamo una tranquilla e assolata mattina galleggiando pigramente tra le ninfee in fiore.
Héviz Héviz lago

lago termaleninfee Héviz

Oggi l'improbabile tour del Capitano prevede un lungo trasferimento a sud, ma purtroppo, l'assenza di autostrade di collegamento ci fanno desistere. Troppi chilometri e poco tempo a disposizione ci faranno stravolgere per l'ennesima volta l'itinerario!
Puntiamo quindi ad est, percorrendo l'autostrada sfioriamo la capitale per raggiungere il Parco Naturale di Hortobàgy alle porte della più grande prateria d'Europa: la Puszta.
Ti accorgi di essere arrivato dalla grande quantità di uccelli: grandi nuvole scure di rondini, cicogne che spigolano tra i campi o appollaiate nei nidi sui pali della luce, falchetti che rondano le loro prede dall'alto....

Parco Naturale di Hortobàgy
E' ormai buio, lasciamo i solchi d'asfalto della statale per cenare in una tipica csarda, le antiche locande dai tetti di paglia.
La signora che ci accoglie prima mi squadra dall'alto della sua cotonatura poi mi stupisce parlandomi in un buon tedesco e presentandomi un menù multilingua! Ceniamo ottimamente e come al solito a buon prezzo. Vista l'ora chiediamo ospitalità nel cortile per la notte.
Finiamo la serata avvolti dal buio totale, sdraiati sul cofano col naso all'insù alla ricerca delle stelle cadenti.

17 agosto 2009

csarda
Alle sei, il sole batte già prepotente per ricordarci la direzione da prendere.
Ricominciamo il viaggio facendo una sosta ad Hortobàgy, ideale capitale della Puzsta, dove si trova la csarda più antica di Ungheria. Nel piazzale alcuni ambulanti stanno predisponendo un mercato stendendo pelli di pecora e gli immancabili paioli di ferro.
Hajdúszoboszló
Proseguiamo dritti verso il paesaggio infinito dove l'unico confine alla vista è dato dagli alberi in lontananza. Le mandrie di mucche grigie dalle lunga corna pascolano nei pressi delle belle fattorie dal tetto di paglia. Arriviamo quasi ai confini con la Romania, a Hajdúszoboszló (che da ora in poi chiameremo confidenzialmente “Slo”) , cittadina di nessun valore artistico ma che ospita il più grande centro termale d'Ungheria.
Il camping è piuttosto spartano ma dal suo interno si puo' accedere direttamente al centro termale (giornaliero adulti 1200HUF bambini 900 HUF).

camping Hajdúszoboszló
Questo è il mare degli ungheresi che, corredati di tavolini, sedie, nonne e zie, trascorrono qui le loro giornate di vacanza. In realtà si tratta di un enorme parco acquatico che consta tredici piscine dall'assurda piastrellatura gialla che dona all'acqua uno strano color senape.
All'interno ci sono chioschi, negozietti, ristoranti e bancarelle di ogni tipo, il baccano è assurdo ma non sembra disturbare i turisti che tappezzano ogni spazio libero. L'attrazione principale sono però 10 scivoli giganti che attirano subito le preghiere dei Ginipini.

scivoli Hajdúszoboszló
Facciamo i biglietti aggiuntivi (2700 HUF cad.) e salutiamo i bambini in partenza per l'avventura; li rivedremo solo per una pausa a pranzo e alla chiusura del parco!
Io e il Capitano attraversiamo invece coraggiosi la bolgia per andare ad immergerci nell'acqua ferruginosa dalle proprietà medicamentose delle vasche interne. Lo stabilimento ha sicuramente visto giorni migliori ma le vasche sono carine, come le panchine di un parco allagato dove i pensionati trascorrono il loro tempo chiaccherando o sonnecchiando.
Fine della giornata a nanna presto per i Ginipini stremati dalle scalate e sotto il tendalino per noi con birra d'ordinanza.

18 agosto 2009
Cominciamo il rientro a ritroso con sosta a Eger, bella cittadina tra le vigne, sovrastata da un castello molto ben conservato. Facciamo scorta di “sangue di toro” ovvero il famoso vino locale e proseguiamo sulla statale.

Holloko
Dopo alcune ore arriviamo a Holloko, microscopico borgo medievale segnalato dall'Unesco come luogo patrimonio dell'umanità, piovuto tra le colline boscose del nord.
La visita comincia dal castello, aggrappato ad uno sperone di roccia, mentre i Ginipini corrono dentro e fuori i bastioni mi godo un panorama mozzafiato. Il borgo è ben nascosto alla vista e al trascorrere del tempo, passeggio sola tra le casette bianche di calce dal tetto spiovente che bordano un'unica strada spaccacaviglie che non conosce traffico.

Holloko case
Non so decidere se trovarmi su un set cinematografico o essere tornata indietro nel tempo...nessuna traccia di modernità, niente pali della luce o insegne.
Dopo una raffica di foto, torno al camper che dirigo giù per i monti fino a Budapest.
Il Niche camping ci attende sulla collina Zugligeti, alle spalle di Buda.
Il termine camping si rivela assolutamente esagerato: dall'ingresso segnalato da due tram dismessi si risale una stradina bordata ai lati di tende e camper sino all'ex capolinea, trasformato in reception. Nello spiazzo di fronte, altri camper si stringono dividendosi lo spazio angusto. I bagni sono al limite dell'accettabile, ma almeno l'acqua calda scorre senza limiti.
Anche il prezzo si rivela esagerato (10000 HUF/gg), ma ormai non abbiamo alternative; siamo alla vigilia della festa nazionale ungherese e tutti i camping in città sono al completo.
Inghiottiamo la delusione cenando sotto la pensilina del ristorante.

19 agosto 2009

La proprietaria del camping ci ha fornito la colazione e tutte le indicazioni utili per muoverci in città.
Prendiamo il bus 191 fuori dal camping e alla stazione facciamo il ticket famiglia valevole per 2 adulti e 2 bambini per 48h (2200 HUF).
Interpretare le linee dei bus non è cosa semplice, per fortuna una coppia impietosita dai nostri tentativi ci spiega a sommi capi le direzioni e possiamo partire alla scoperta della città.
Budapest è un vero gioiello di architettura liberty, ogni palazzo, ogni portone colpisce con i suoi riccioluti dettagli.
Raggiungiamo il bellissimo Palazzo del Parlamento, dall'aria gotica tra il Danubio e la grande piazza dove stanno predisponendo la parata dell'indomani. Proseguiamo verso il Ponte delle Catene che, assieme al Ponte Elisabetta e al Ponte Margherita, collega Pest alla collina di Buda.
Con la vecchia funicolare superiamo il dislivello fino alla cima della collina per ammirare il Palazzo Reale che ha ospitato per secoli i regnanti austro-ungarici. Bighelloniamo tra la piazza e il borgo, poi ridiscendiamo traballando sul pavè con un piccolo bus di linea.

budapestponte delle catene budapest

budapestdanubio budapest

NOTA: non siamo certo neofiti e conosciamo bene le piu' elementari precauzioni di viaggio ma questa volta le nostre cautele non sono bastate...

Arrivati in stazione con mio grandissimo sgomento mi accorgo che dalla borsa, che porto sempre ben chiusa a tracollo, è sparito il piccolo portadocumenti di viaggio!
Certo quel gran figlio di professionista non ha ricavato gran che dalla sua perizia, solo pochi fiorini e, sfortunatamente, i nostri due passaporti!
Dopo un primo momento di smarrimento, contattiamo telefonicamente la polizia, dobbiamo andare al commissariato per sporgere denuncia e, in seguito, all'ambasciata per il blocco dei passaporti rubati. Arriviamo con non poche difficoltà alla stazione di polizia dove speriamo di risolvere una parte dei nostri problemi. Invece all'ingresso una specie di bibendum col distintivo ci informa di non avere interpreti a disposizione e ci invita a tornare al camping per farci aiutare dalla receptionist...
Sono al punto di ebollizione e probabilmente anche il bibendum se ne accorge tanto che, alla mia richiesta di contattare l'ambasciata italiana, chiama un collega e si dilegua sulla volante!
Con non poche difficoltà mi accordo con il consolato e la corsa in taxi per raggiungerlo ci offre almeno la possibilità di vedere una buona parte di Pest.
All'ambasciata ci riceve un’impiegata, un metro e mezzo di saccente arroganza, che metterà a dura prova il mio self control con un raro quanto insuperabile esempio di inefficienza dei funzionari pubblici italiani.
Riesco (a fatica) ad ottenere i fogli di rimpatrio per i Ginipini e me ne vado, decisa a non farmi rovinare la vacanza dalla piccola nazista.
La giornata finisce a Pest, lungo la via dello shopping e dei casinò per un rilassante struscio serale.

20 agosto 2009
Oggi è Santo Stefano, primo Re d'Ungheria proclamato santo nonché patrono del paese, quindi festa nazionale.
Integrandoci al contesto hyppie, ci presentiamo al buffet direttamente in pigiama, facciamo colazione sotto la pensilina in compagnia di un ragazzo che dorme in un’amaca e poi, con molta calma, ci prepariamo per la lunga giornata che ci attende.
In centro i negozi sono chiusi ed il traffico è scarso. Inoltre, grazie ad una manifestazione aerea, alcuni percorsi sono chiusi costringendoci a scarpinare oltre le previsioni.

ungheriaungheria air show

Saliamo col bus al Bastione dei Pescatori, che fa la guardia dalla collina, guadagnando una porzione di prato all'ombra da dove possiamo osservare distaccati la confusione e il passaggio dei vari velivoli.
Nel tardo pomeriggio passeggiamo ancora per l’antico borgo dove è in pieno svolgimento la grande festa delle arti e tradizioni ungheresi; ogni provincia è presente con il suo stand.
La popolazione ungherese è tutt’altro che eterogenea, molte etnie convivono nel paese preservando e tramandando la propria cultura.
Scendiamo di nuovo al fiume lungo il sentiero del parco. Le banchine sono gremite di gente che ha trascorso qui l’intera giornata di festa impegnando il tempo come da tradizione: mangiando e bevendo fiumi di birra!

ungheria festa
Ci adattiamo volentieri allo spirito festaiolo cenando a base di autentico street food ungherese che troviamo nei chioschi lungo il fiume: il perec un’enorme bretzel al formaggio, morbidi hot-dogs, fantastici lángos, pasta fritta servita con panna acida e formaggio, il gyros, carne di kebab con verdure e salsa acida avvolto nel pane e palacinka, una crepê spalmata di confettura o cioccolato.
budapest notte
Finalmente il sole si eclissa dietro alla collina di Buda, sui grandi schermi che diffondono incessantemente le informazioni sulla sicurezza appare il palco delle celebrazioni.
Ci sistemiamo assieme a migliaia di persone lungo il fiume, gli altoparlanti diffondono una suggestiva melodia lirica che funge da ritmo ideale per i fuochi d’artificio.

Scenograficamente illuminati, Budapest e il Danubio, si incendiano di mille colori.

Alla fine dello spettacolo un fiume di persone risale quello d’acqua. Pian piano il traffico riprende a scorrere e noi possiamo tornare in campeggio con l’ultimo bus.

21 agosto 2009

Visegrád
Lasciamo Budapest risalendo il Danubio verso nord, verso le belle colline del Nemzeti Park.
Ci inerpichiamo sulla collina di Visegrád, fino al castello da dove ammiriamo il grandioso panorama sull’ansa del fiume.
Proseguiamo verso ovest, lungo l’incantevole vallata dove il fiume segna il confine di stato. Sosta per pranzo lungo la riva tranquilla, mangiamo all’ombra degli alberi e immergo i piedi nel Danubio!
Dopo pranzo facciamo tappa a Esztergom, maggiore centro ecclesiastico d’Ungheria che ospita la cattedrale più grande del paese.
L’esterno è davvero monumentale, peccato che l’interno non rispecchi la fastosità evocata.
Dobbiamo ripartire, il Capitano ha clamorosamente perso una scommessa e, si sa, le scommesse vanno pagate!
Dopo una rapida sosta a Gyos per l’ultimo rifornimento di prodotti ungheresi, corriamo veloci verso Szombathely per una cena nel favoloso ristorante di cui tanto ha favoleggiato!.
Il centro è chiuso e c’è molto traffico, in lontananza scorgiamo quella che deve essere una festa di paese. Esaltata dalla vittoria, parcheggio con un’unica abile manovra il camper tra due alberi e sono pronta per le delizie ungheresi.
Entrando nel locale mi accoglie un antico romano con tanto di toga e sandali di cuoio…anche sbattendo gli occhi la visione non cambia, allora guardo incredula all’interno dove un gruppo di commensali cenano vestiti alla stessa maniera.
Siamo forse stati talmente veloci da tornare indietro nel tempo?

Gnagnela
Chiedo lumi e il cameriere mi spiega che è il loro carnevale, ricordano così le loro origini di colonia romana, l’antica Pannonia.
Il ristorante è davvero bello, si cena al lume di candela seduti sotto le volte di mattoni di una vecchia cantina. Il menù, insolitamente in italiano, è un vero e proprio poema gastronomico e le pietanze sono ottime e abbondanti; impossibile finire tutto!
Usciamo satolli e felici con gli avanzi della cena che mangeremo l’indomani.
Non siamo stanchi, quindi decidiamo di percorrere il tratto austriaco di autostrada per dormire a Tarvisio dove arriviamo a notte fonda sotto un bel temporale.

22 agosto 2009

Tranquillo rientro nella calda e accogliente afa di casa.

Considerazioni:

  • Visitando questo paese non si possono mancare le terme (fürdo) presenti in ogni città, vero e proprio orgoglio nazionale.
  • I prezzi degli alimentari, grazie ad una spaventosa inflazione, si stanno rapidamente avvicinando ai nostri, la spesa nei centri commerciali equivale alla nostra grande distribuzione.
  • I prezzi del carburante sono quasi equivalenti ai nostri, piccole riduzioni ai self service dei supermercati e, incredibilmente, fuori dai grossi centri urbani.
  • Le autostrade sono poche e concentrate soprattutto al nord. La viabilità è in pieno sviluppo ma, le statali, sono molto segnate dal traffico pesante.
  • Per percorrere le autostrade è necessario pagare una vignetta (2550 HUF/10gg) che consiste in realtà in una registrazione telematica della targa e si può fare a qualsiasi grande distributore di carburante. Lo scontrino va conservato ma non esposto.
  • A Budapest, risulta piuttosto difficoltoso muoversi per la mancanza di una mappa delle linee bus/tram.
  • Si trovano quasi ovunque sportelli bancomat delle principali banche anche italiane.
  • Non tutti parlano inglese ma molti il tedesco.
  • Come in molti paesi nordici, la sera comincia presto ma, nonostante cio’ è possibile cenare anche ad orari più continentali.
  • Il cibo è un altro vanto nazionale, sul menù dei ristoranti spesso, per ogni piatto, sono indicati 2 prezzi: il primo è la porzione intera (gigante), il secondo la porzione ridotta, (sempre comunque abbondante). Una cena per quattro persone raramente supera i 30€ totali.

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Indicazioni per persone con ridotta capacità motoria:

  • L’attenzione a questo tipo di problematiche, purtroppo, non è molto diversa di quella italiana.
  • Il tagliando per la sosta è valido e riconosciuto.
  • Non abbiamo rilevato purtroppo nessun tipo di sconti o agevolazioni per parchimetri, ticket o ingressi in genere.
  • Marciapiedi e vie pedonali sono presenti ovunque.
  • Nella capitale:

i mezzi di trasporto, bus e i tram in particolare, sono vecchi e non adattati.
La metropolitana è accessibile tramite scale mobili e ascensori.
Pest, risulta più accessibile, mentre Buda presenta importanti difficoltà di accesso per la  presenza di acciottolati e scale.

  • Gli stabilimenti termali sono fruibili da tutti e in quelli più moderni è possibile richiedere il sollevatore per accedere alle piscine.
Gnagnela_2009

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