Giorno 12 Mercoledì 09 luglio 2008
Sosta a Lodingen Ladik

Il mattino successivo, valutate attentamente le condizioni e tenuto conto che si sta viaggiando ininterrottamente da ben 5 giorni da quando abbiamo lasciato Oslo, decidiamo di prolungare la sosta e ci concediamo una giornata di relax. Facciamo visita al supermercato della località  e lo troviamo, seppur piccolo, fornito di ogni cosa. Con meraviglia ci si rende anche conto che i prezzi degli alimentari, pane compreso, non sono poi così proibitivi. Anzi abbastanza frequentemente risultano alla pari dei nostri attuali se non più bassi. Un esempio davvero eclatante: Le banane costano molto meno qui che in Italia !!! Certo basta non confrontare il prezzo dell’olio ... Mezzo litro di Monini Classico ... qui costa oltre 100 Nok pari a euro 13,00 (le nostre 25.000 vecchie lirette)
Altra peculiarità  che balza evidente ai nostri occhi: Pur avendo noi la cambusa piena di ogni ben di dio ci lasciamo trascinare dalle tante novità  che la Norvegia ci offre. Le fragole in primis...poi il burro salato, le patate bollite con besciamella e erba cipollina, il pane fresco da tagliare con apposita macchina a disposizione, le marmellate (tanto diverse dalle nostre perché il frutto è per davvero intero), gli invitanti wurstel arrotolati in fette di speck... e quando arriviamo alla cassa (una e raramente più di una) immancabilmente chi ci precede (sempre che sia norvegese ovviamente) ha nel carrello un terzo se non addirittura un quarto della merce che presentiamo noi...e questo sempre...da quando abbiamo iniziato a praticare questi supermercati !
Viene spontaneo chiederci: ma questi mangiano ?
Capitolo cassiere dei supermercati: Sempre trovato ragazze giovanissime e incredibilmente sorridenti, (fare paralleli con quelle che si trovano nei nostri supermercati ... vince la Norvegia con un tennistico 6-0/6-0) occhi sgranati e di una bellezza indimenticabile. Modi gentili con immancabile tentativo di capire da dove noi si provenga ! E qui il neo più frequente: ci scambiano quasi sempre per spagnoli !! Davanti al nostro disappunto e sciogliendosi in un ulteriore e ancor più luminoso sorriso ... “Italienere? At tiltrekkende Rimini ! ! !”...L’Italia per questi nordici è solo Rimini !!
Nel pomeriggio il tempo migliora e il freddo allenta la morsa. La giornata, riposante e serena, scorre tranquilla sino a sera. Scarichiamo il possibile (praticamente svuotiamo i serbatoi) e facciamo carico d’acqua in previsione della tappa di domani.

Giorno 13 Giovedì 10 luglio 2008
Lodingen Ladik - Stø km. 121

La tappa che ci attende dovrebbe riservarci, a consultare le carte e leggere le varie guide, panorami idilliaci e luoghi al di fuori del turismo organizzato. Lasciamo il porto di Lodingen e percorriamo un breve tratto (km.4) di statale 85 per raggiungere l’innesto con la E10. Questa, costeggiando all’inizio lo strettissimo e verdissimo Gullesfjorden, ci porta a superare. Langvassbuld
E di seguito per 5 km costeggiando un piccolo lago
Austpollen Poi a seguire Strand con un magnifico ponte per poi imboccare, a destra, la 820 sino a Frøskeland dove andiamo a prendere la 821 direzione Myre costeggiando un braccio del Romsetfjorden. Siamo sull’isola di Langøy, la più affascinante e selvaggia delle isole Vesterallen per i fiordi che si addentrano nelle profonde vallate e per la natura vigorosa, cosa particolarmente rara da queste parti. Ci avevano preannunciato possibili incontri di montoni lungo le strade ed in effetti qualche pecorone adagiato e dormiente lungo il ciglio delle strade lo incontriamo ma il vederli così “sdraiati” e immobili da più la sensazione, abbastanza macabra per la verità, di trovarsi di fronte ad animali morti...
A Myre, dopo la classica ed immancabile visita al ministore, deviamo per una strada stretta (unica carreggiata) in direzione di Stø dove dovremmo trovare, preannunciato da alcuni diari su Internet, una attrezzata area di sosta Camper.
Stø è una località  sulla punta estrema dell’Isola di Langøy e di qui partono i battelli per il Safari alla balena. Meno noto di quello di Andenes ma molto affidabile. Se non si è soddisfatti per il mancato avvistamento, viene dato un nuovo biglietto per l’indomani o un rimborso pari alla metà.
Noi non abbiamo inteso affrontare tale avventura ma le informazioni che abbiamo avuto sono, appunto, quanto sopra esposto.
Raggiungiamo l’area, 500 metri oltre l’abitato, con una strada stretta e sterrata, ci sistemiamo. Vi è la possibilità  dell’allacciamento alla elettricità, lo scarico a terra (classico con botola) e acqua potabile. Nella casupola all’ingresso c’è anche un ristorante. (a ben pensarci è il primo che troviamo) Su di un lato dell’area trova posto una grossa tenda Sami e alla parte opposta una casetta di legno adibita a sauna con relativa doccia fredda esterna ! Paghiamo per una notte con attacco luce, camper e due persone sono160 Kr (euro 20,00). Costa come un campeggio ! Il luogo è idilliaco, le poche case del paese, sulle classiche palafitte, presentano tutte un simpatico camminamento esterno che permette la passeggiata all’interno del paese. Gli abitanti non si curano più di tanto delle presenze straniere e continuano, nel più totale silenzio, nei loro mestieri.
Pomeriggio dedicato alla pesca con le prime due “catture” più un terzo abboccamento però perso dopo diverse “brusche tirate”. Si provvede immediatamente alla “filettatura” dei due merluzzi e conservazione in freezer.
Il cielo si è fatto grigio ma non piove. L’aria “pizzica” leggermente verso sera ... ma da queste parti quando comincia la sera...? E come si fa a parlare di notte se non viene mai buio ? Le guide non citano mai questa località  quando parlano del sole a mezzanotte ma è mia opinione che avendo la forza di restare in piedi sino a tardi ... Noi alle 21,30 circa siamo già  in branda e anche ben coperti !!

Giorno 14 Venerdì 11 luglio 2008
Stø - Laukvika km. 133

Questo è veramente il giorno più atteso o, quanto meno oggi raggiungiamo la meta prefissata di questo viaggio: LE ISOLE LOFOTEN .
Lasciamo Stø di buon mattino, dopo aver operato scarichi e approvvigionamenti idrici, e attraverso queste strettissime strade (una sola carreggiata e slarghi ogni 100/200 metri) ripassiamo da Myre poi 881 e 820 (strade egregiamente segnalate) riprendiamo a Sortland la E10. La nostra meta è Melbu per traghettare ma a Stokmarknes non resistiamo e veniamo attratti dal Museo dell’Hurtigrute.
Il primo di questi battelli, che ancora oggi percorrono le rotte del Nord, è esposto in “secca” collegato con il museo vero e proprio da una costruzione recente e piuttosto brutta. La parte Museale è davvero ben poca cosa, rimediata con modellini di costruzione artigianale, qualche bussola, un sestante, una radio trasmittente e tante vecchie foto sbiadite dal tempo. La parte più coinvolgente è la visita all’interno del battello (nelle zone ove ciò e permesso) con la possibilità  di visitare le cabine passeggeri, i salotti per la lettura, l’ambiente riservato al marconista e quella al capitano dell’imbarcazione. Si visita pure il salone per le feste e la parte dedicata al bar e ristoro. La visita, è una opinione personale, non è importantissima. E per di più non costa neppure poco (euro 8,00 a persona) che fatti i conti...sfiora le nostre vecchie 15.000 lire a persona !!!
A Melbu infiliamo il traghetto di gran carriera (euro 14,50) e in circa 20 minuti, attraversando il largo Hadselfjorden, raggiungiamo la riva opposta. Già  in navigazione balza evidente la differenza fra queste isole e le Vestrâllen.
Le Lofoten sono una catena di guglie rocciose che si slanciano verso il cielo appuntiti come lame. Il sole, che oggi accompagna il nostro arrivo, accarezza e fa brillare le tante pareti ancora ricoperte di neve. è una paesaggio da film a colori in cinemascope !
Sbarchiamo a Fiskebøl e anziché riprendere la E10, (l’avventura è il nostro mestiere) ...infiliamo una singol-track con destinazione
Laukvika...
E’ la nostra meta per la serata anche perché è uno dei luoghi consigliati e suggeriti per godere del sole a mezzanotte !
Questa deviazione costeggia costantemente un piccolo fiordo, il Morfjorden, che solo per ciò che ci regala in scorci e prospettive, immagini e colori, questo breve tratto, vale la pena affrontare.
Raggiungiamo così (in tutto sono 30 km.) Laukvika
Il paese, quattro case quattro, più un molo d’attracco per le imbarcazioni e tre automobili parcheggiate, ci accoglie nel silenzio più totale. Sembra disabitato, non vi è ne distributore di carburante ne il classico piccolo store. Ci siamo noi e le quattro case immobili. Ci sistemiamo sul molo a un metro dal mare. Potremmo pescare anche senza uscire dal camper ... dalla finestra !
Lo facciamo ma impegnandoci davvero e a fondo. Non lesiniamo nulla e utilizziamo anche esche nuove comperate alcuni giorni prima e particolarmente adatte a queste acque.
Risultato: Due ore di pazienti lanci e recuperi più o meno veloci...due ore di recupero alghe verdi e appiccicose ... ma di pesci neppure l’ombra.
Veniamo inoltre raggiunti da un camperista francese che si sistema dietro noi ma che non riusciamo neppure a vedere...non esce nessuno dal mezzo.
Si resta in attesa di una notte particolare per vedere, finalmente, questo benedetto sole di mezzanotte !
Ma veniamo ripagati abbondantemente. La palla di fuoco che galleggia (per lo meno così sembra) a filo del mare illumina tutto ciò che ci circonda, le case, i monti, le barche, le poche nuvolette, di un colore rosso fantastico e incredibile.
Il pensiero corre a quel collega camperista incontrato ieri a Stø, di ritorno da Capo Nord, molto deluso in particolare per i propri figlioletti, che pur essendo arrivato sin la e rimasto per ben due notti ... causa le nuvole...non aveva visto nulla !
Poco dopo tutti a nanna ma ad oscuranti sollevati per addormentarsi avvolti da quel colore indimenticabile !

Giorno 15 Sabato 12 luglio 2008
Laukvika - Eggum km. 132

Abbandoniamo il “nostro” molo (il francese è sparito) e puntiamo alla E10 che ci porterà  dapprima a Vestpollen e quindi a Madsvik
per poi raggiungere, con una strada superba e sempre costeggiando l’Austnesfjorden Svolvǽr deliziosa cittadina circondata da splendidi paesaggi di cime rocciose e nevi eterne. La cittadina ha un angolo, (Briggen) al di la di un ponticello pedonale, composto di casette rosse su palafitte ristrutturato di recente e oggi affittato ai turisti, veramente degno di una visita. Il passeggio è sempre da farsi lungo i camminamenti in legno che permettono la visita totale del rione transitando fra le casette e potendone osservare pure gli arredi interni veramente da “bambola”. Sulla piazza principale alcune bancarelle di prodotti tipici e l’immancabile stoccafisso presentato in bella mostra, secco o fresco che sia, in compagnia di salami di cervo e di renna, sotto un sole implacabile che fa segnare ai termometri oltre 30°...Nel porticciolo magnifiche barche a vela fra cui una, la più anziana ma la meglio conservata, completamente in legno levigato e lucido.
Poco dopo, sempre seguendo la E10, in località  Kabelvag, piccolo e piacevole villaggio, visitiamo “ahinoi” - la Vâgan Kirke che a dar credito alle guide è la cattedrale più grande e antica. E’ del XIX secolo, come tutte in legno ma niente altro di particolarmente interessante. Unica annotazione: per entrare e visitare il tutto (5 minuti d’orologio a voler esagerare...20 nok a testa (euro 2,50).
Di seguito puntiamo su Henningsvǽr e dobbiamo abbandonare la E10 per imboccare, a sinistra, la 816. Sono davvero pochi km. ma questo breve tratto è di una spettacolarità  indimenticabile. Il borgo marinaro è affascinante con le sue strette stradine e le bottegucce paragonabili a piccoli musei. L’abitato insiste su una penisola collegata da un ponte ed è soprannominata “la Venezia del Grande Nord” ( e ti pareva che non citassero la nostra Venezia ?).Riprendiamo il cammino e tornati sulla E10 puntiamo su Vonheim e Bostad
All’altezza di questo abitato si doveva deviare a destra per raggiungere Eggum ma il navigatore (che sia impazzito ?) ci fa stranamente proseguire sino a raggiungere Borg.
E qui davvero ci attende la più grande turlupinatura che la Norvegia ci riserva.
In questa località, su di una collinetta ben visibile dalla statale, hanno costruito un Museo battezzato Lofotr Vikinmuseet.
Per attrarre maggiormente l’attenzione del passante l’edificio che contiene questo museo è costruito a forma di nave rovesciata. Quello che maggiormente colpisce è proprio questa enorme chiglia capovolta. Parcheggiamo e, in men che non si dica, decidiamo di entrare. Ai piedi della salita che conduce alla cima della collinetta fa bella mostra di se un enorme cartello pieno di informazioni. In tutte le lingue del mondo ... all’infuori dell’italiano !
Un signore intento ad osservare tale bacheca al mio avvicinarsi e sentendo parlare in italiano, mi saluta.
E’ anche lui italiano, socio del Camper Club La Granda di Cuneo. Sta aspettando la moglie in arrivo perché hanno rinunciato alla visita in quanto, mi dice, per visitare l’imbarcazione vikinga vera e propria vi é da percorrere oltre un km. di sentiero.
Nonostante questa prima, dissuasiva, informazione procediamo e paghiamo un salatissimo ticket, pari a euro 20,00 per entrare. Non mi permetto aggiungere nulla di mio se non che il percorso non è di un km. ma bensì di km. 1,5 all’andata e altrettanto al ritorno.
Trascrivo, papale papale, quello che poi mi sono andato a leggere sulla guida Routard che tenevo in camper ma che non avevo consultato prima, vista la casualità  della situazione. Ecco cosa scrive, dopo le normali indicazioni per raggiungere il luogo, il redattore:

Ingresso carissimo per quanto viene offerto. Questo bel edificio simile alla cocca di un drakkar rovesciata si nota da lontano ... Una Cocca peraltro vuota: ricostruzioni fasulle di abitazioni vichinghe e tre oggetti che si contendono una discutibile gloria. A 15 minuti a piedi, troverete anche la riproduzione mal fatta di una imbarcazione. Non consiglieremmo questa visita neppure se fosse gratuita, figuriamoci con quel che costa! Meno male che i Vichinghi, antichi abitanti della zona, non possono rivoltarsi nella tomba: il loro popolo cremava i morti.

Questo, ripeto, papale papale, su una nota e famosa edizione turistica...
L’avessi letto prima ... e qualche maledizione se la becca anche il navigatore che mi ha suggerito di continuare su quella strada !
Ritorniamo sui nostri passi, ripromettendoci di non farci più abbindolare da questi pseudo musei, e a Bostad infiliamo la stradina che ci porterà a Eggum.

E’ ritenuto il migliore punto di osservazione del sole di mezzanotte e vale la pena arrivarci.
Ed eccoci, quasi improvvisamente raggiungiamo Eggum, villaggio da mito sulle rive del mare Artico.
Alla fine del paese, dove la strada continua ma non è più asfaltata c’è la ormai classica cassetta con indicate le corone che ogni equipaggio deve mettere al suo interno per continuare e giungere in una zona dove poter sostare ed anche pernottare e,ovviamente, ammirare il sole di mezzanotte. (i camper pagano 20 NOK pari a euro 2,50).
Questo ultimo breve pezzo di strada corre lungo il mare in mezzo ad un tappeto erboso verde. Al termine vi si trova camper, roulotte, furgoni, carrelli, tende, tendine, tutti a godersi lo spettacolo del sole di mezzanotte.
Parcheggiamo il camper nell’apposito spazio che nel frattempo si è liberato.
Si cena e si fanno i canonici quattro passi verso il nulla perché qui altro non c’è se non una postazione diroccata che probabilmente in un passato abbastanza recente conteneva un faro, per far trascorrere un poco di tempo. La temperatura nel frattempo comincia ad abbassarsi tanto che si deve far ricorso a piumini, giacche a vento e cappucci vari.
Sono le 23,30 e siamo inebriati, qualcuno avrà  pure sonno ma non lo mostra certamente, e ci godiamo questa situazione quasi stregata.. E' uno spettacolo esclusivo, a mezzanotte il sole accarezza il mare, scende quasi a tramontare, ma poi risale piano piano. I colori mutano ed il sole, come volesse farci un dispetto, si fa ancora più intenso di prima, ...è l'alba.
Le sommità  che fanno da corona a questo paradiso hanno assunto un colore ed una luce non reale e tutto pare diventato fatato.

Andiamo a riposare contenti e soddisfatti, è la seconda volta in soli due giorni che ci è stata data la possibilità  di vedere questo fenomeno, soddisfatti ma anche infreddoliti tanto che al disopra del piumone ... stendiamo anche il nostro fido scaldotto !!

Giorno 16 Domenica 13 luglio 2008
Eggum - Ramberg km. 63

Il mattino successivo lo dedichiamo ad una lunga passeggiata seguendo il sentiero che prosegue quando la strada termina. Sono diverse centinaia di metri quelle che ci dividono da ... montoni e pecore in totale riposo. Noi transitiamo e loro “beeelano” ma non si spostano di una virgola.
Al rientro, si è fatto mezzogiorno e la temperatura è ancora decisamente bassa, abbiamo una idea luminosa: Siamo ai piedi di alte montagne che in parte sono coperte di neve ... fa un freddo birichino ... cosa può esserci di meglio di una bella e bollente polenta ?
Il sugo apposito è pronto sin da casa...il grana basta grattugiarlo...la farina apposita non manca...
In meno di un ora siamo a tavola davanti a piatti fumanti coperti di polenta, coperta di sugo,coperto di grana !!! Che mangiata !!!

Il pomeriggio, fatto il salutare riposino, ci dirigiamo alla volta di una località  suggeritaci da un diario di viaggio recuperato su Internet:
Utakliev. La distanza è poca e prendiamo il tutto molto comodamente.
Il diario in questione (neanche tanto remoto: 2007) parla di una località  in splendida posizione con spiaggia bianca e poi letteralmente prosegue:
Sui crinali delle tre montagne che nascondono questa baia il marrone delle rocce si mescola al verde brillante che scende fino a coprire tutta la baia per poi mescolarsi al bianco della spiaggia e infine lasciare il posto al blu cobalto del mare. Due o tre casette, pecore e mucche in libertà, alcuni camper.

Fantasie “erotiche” dell’estensore o maledetta “sfiga” di chi arriva un anno dopo...
Io di certo ricordo un po’ di cose:
a) Deiezioni animali di mucche e pecore come piovesse, anche e sopratutto sulla spiaggia bianca !
b) Assoluta mancanza di servizi igienici pure essendo presente una costruzione adibita a tale scopo. Lavandini divelti, Water asportati e frantumati. Mancanza assoluta d’acqua.
c) Nonostante tutto ciò una presenza umana, norvegesi e non, paragonabile al pienone ferragostano della nostra riviera adriatica !

Certo, è Domenica, e vista la stagione, calda e allettante anche per questi nordici, la presenza è certamente quintuplicata ... ma le mucche e le pecore possono convivere gomito a gomito con i bagnanti ???
Nella nostra tanto bistrattata Italia ... mai visto !!
Fa un caldo davvero infernale ed a ciò aggiungiamo il disappunto per il suggerimento infelice ... decidiamo di raggiungere
Ramberg dove la carta ci dice esserci un camping. Abbiamo bisogno di una doccia corroborante e provvedere a qualche lavaggio di indumenti. Quindi avanti per la E10 sino a superare
Leknes
Merita una sosta. E’ transitando da queste parti che si scopre come le Lofoten non sono solo costituite da monti aguzzi. Si incontrano larghe e fertili pianure, pecore e ancora pecore sulla strada e campi con coltivazioni.
Napp
Vareid
Kilan
Località  Flakstad
Ramberg
Paesello con altera spiaggia di sabbia bianca e dalle acque color rame, circondata da monti appuntiti e lussureggianti. Piacevole chiesetta dipinta di rosso con elementi scenici di una falesia. Analogia perfetta.
Entriamo nel campeggio e provvediamo immediatamente ai lavaggi personali:
- Prego da questa parte...
la doccia è sistemata in casa del titolare del campeggio !! Incredibile ma vero !!
Verso sera il tempo peggiora, il cielo si rannuvola e si va a dormire avvolti in una fittissima nebbia ! Anche questo è Norvegia !

Giorno 17 Lunedì 14 luglio 2008
Ramberg - Ã… - Reine km. 45

Il mattino si presenta imbronciato e grigio ... ma non reggerà  ... con il trascorrere delle ore la Norvegia ci regalerà  l’ennesima, lunghissima giornata di luci e colori entusiasmanti. La meta è la località  di Ã… , ultimo villaggio più a sud delle Lofoten in una ambiente irreale. Il sito preferito di tutto l’arcipelago.
Bisogna spingersi fin qui, assolutamente, per cogliere appieno il fascino straordinario che emana dalle sue case rosse che proteggono nidiate di gabbiani.
Il paesaggio selvaggio è struggentemente bello!
…Å è un vero e proprio museo (alla maniera norvegese) ove pagando un ticket si possono visitare una rimessa per le barche con reti ed attrezzi da pesca di ogni genere e tipo, la ricostruzione della tipica casa di un pescatore, un vecchio panificio ancora funzionante, la bottega di un fabbro e una fabbrica per l’olio di fegato di merluzzo, è consigliabile tenersi lontano dai croceristi che arrivano con i pullman a visitare la località .
Abbiamo fatto visita al museo dello stoccafisso, LOFOTEN TORRFISK MUSEUM Ã…-HAMNA RORBUER AS, dove vengono descritte, in un opuscolo (finalmente) in italiano, tutti i momenti della lavorazione e l’utilizzo delle attrezzature impiegate.
E’ una visita interessante e piacevole ( a parte l’intenso e poco gradevole olezzo emanato dallo stoccafisso) che termina, al primo piano dello stabile, con la degustazione di un caldissimo caffè e di un biscotto (il cartello raccomanda: “only one...please”) . I biscotti sono conservati all’interno di un paio di teste di grossi merluzzi con la bocca spalancata e con denti aguzzi !!!
Il titolare del museo, Steinar Larsen, parla bene l’italiano, è gentile con tutti gli ospiti e prodigo di informazioni...ma non perde un solo incasso !!! (euro 10,00 a persona con caffè e biscotto ... per chi è forte di stomaco). Ulteriori informazioni si possono avere via Internet al seguente recapito:
www.lofoten-info.no/stockfish.htm
oppure scrivendo una e-mail a:
aa-hamna@online.no
Al momento di abbandonare questo luogo prende un poco di malinconia perché ci si rende conto di essere giunti al “giro di boa”... Inizia, in qualche modo, il percorso che ci porterà  di nuovo verso sud. Ma il restare qui per la notte pone qualche problema:
La località è davvero angusta e intensamente trafficata.
Il puzzo di stoccafisso ha invaso anche i nostri veicoli e il dormire con questa “compagnia”...
Arrivando qui si era transitati per un paese chiamato REINE e ci aveva ottimamente impressionato il parcheggio nella piazza principale del paese ... Ma perché non tornare lì per la notte ?
Detto, fatto...raggiungiamo di nuovo il paesello e parcheggiamo direttamente sul porto a bordo piazza centrale tenuta a verde con un paio di gazebo in legno con tavoli e panche, tetto, tipico, ricoperto di erba e fiori. A lato un piccolissimo, per non definirlo minuscolo, market che ci stupisce per il numero di prodotti che ci offre, fra alimentari e non. All’interno un curioso ma efficientissimo Bancomat (qui Minibank) da cui prelevare in tutta tranquillità. Ancora una volta, al momento di pagare, suscitiamo una certa curiosità  in particolar modo per il numero di prodotti messi nel cestino.
Quando usciamo dal market ci sorprende una improvvisa pioggerellina finissima che penetra e bagna ovunque. Siamo preparati alla improvvisa necessità: niente ombrelli (ci era stato suggerito sin dall’Italia...) ma ampie e avvolgenti mantelle...!
All’orizzonte ci accoglie e par quasi ci voglia salutare uno splendido ed enorme arcobaleno ... La circostanza particolare e, per noi, abbastanza insolita, riporta in questa dolce serata la nostra mente alla preparazione di questo fantastico viaggio. Le Guide consultate, le carte, gli opuscoli ricevuti dall’Ufficio Turistico Norvegese e, soprattutto, ai preziosi consigli dell’amico Stojan Deprato, che qui mi piace citare per la sua esperienza e per i completi diari pubblicati in Internet.
Quante notizie importanti e fondamentali per la buona riuscita di questo viaggio.
Grazie davvero Stojan, speravamo tanto poterti incontrare ma il destino ha voluto diversamente. Sarà  per la prossima !!!
E poi come non ricordare l’amico Antonio Piscopo che, di passaggio in Emilia il giorno precedente la nostra partenza, ha voluto dedicarci, assieme alla sua gentile Signora (Norvegese DOC) alcune ore del suo tempo di ferie per suggerimenti e consigli “dal vivo”... All’Antonio voglio giunga, nella sua “patria” attuale, bellissima e indimenticabile, il più caro saluto mio e di mia moglie.
Spero potervi riavere ospiti il prossimo anno ...

Giorno 18 Martedì 15 luglio 2008
Reine - Klepstad km. 140

Ripartiamo da Reine con carte e guide sempre sottomano per raggiungere Nusfjord che ci dicono “impedibile”. Ripercorriamo la superba E10 sino a Morkveden e qui ci facciamo convincere da quanto pubblicato da Routard, e raggiungiamo una località denominata Sund.
Questa la presentazione che ne fa la pubblicazione citata:

SUND: Minuscolo villaggio in fondo ad una strada molto piacevole. (tutto vero)
Sund Museum (l’ennesimo) In riva all’acqua. Aperto tutti i giorni (dalle 10,00 alle 16,00 da inizio maggio a fine settembre e dalle 10,00 alle 18,00 da inizio giugno a fine agosto). Piuttosto caro (35 Nok= euro 4,30) (il prezzo si riferisce al 2003. La quotazione attuale non ci siamo preoccupati di rilevarla per lo scarso interesse che lo stesso museo ci ha suscitato. Ne parlo poco più avanti)
Parecchie Robuer attrezzate con materiale da pesca, motori, insegne in smalto...Zero spiegazioni. Attraente porticciolo con minicantiere navale.

Per pura cortesia accenno brevemente alla scortese accoglienza riservataci. Dopo qualche minuto dal nostro arrivo e mentre ci aggiravamo lungo il porticciolo cercando di capire in quale razza di luogo fossimo capitati, venivamo avvicinati da un personaggio male in arnese e particolare che molto duramente ci faceva capire che se non pagavamo il ticket ... eravamo decisamente sgraditi.
Ora va precisato che il luogo, pur nella sua veste integra e particolare, si presenta come una vera e propria “discarica” di rottami ferrosi, di imbarcazioni “sfatte”, di cisterne arrugginite e galleggianti...di un minicantiere navale in abbandono e coperto da immondizia di vario tipo, da rotoli di cavi e tubi marciti e puzzolenti. Uniche due possibili situazioni, in parte accettabili, mostrano una vecchia fiocina per la caccia alle balene ed una scultura in ferro costruita assemblando materiale vario, saldato o imbullonato con un viso umano tratto da un manichino di plastica!
Per rendere ancor meglio l’idea il luogo potrebbe essere paragonato ad un deposito di un nostro “robivecchi”….per non definirlo, alla maniera dei miei genitori **un solfanaio**!

Inserire la chiave e mettere in moto è stato ciò che abbiamo messo velocemente in pratica.
Addio Sund… Personalmente lo sconsiglio caldamente.
Discorso molto diverso per la tappa successiva: Nusfjord è una meta da non tralasciare. Qui ci si immerge nuovamente nella Norvegia vera, quella tante volte agognata e sognata attraverso immagini e racconti. Quella che non tradisce le attese e ti fa trascorrere alcune ore in un mondo tanto diverso dal nostro ma pure tanto affascinante. Il fiordo è piccolissimo e definirlo bello è usare un eufemismo.
Questa località  è davvero poesia.
Tutto intorno alle abitazioni dei pescatori, che girano a ferro di cavallo sul porto, vi è un piacevolissimo camminamento su tavole di legno. I gabbiani la fanno da padrone e svolazzano sulle teste dei visitatori a decine. Il loro grido è spesso “aspro” e potrebbe sembrare persino fastidioso ma a ben ascoltare spesso si può persino udire un richiamo molto simile ad una risata umana!!
Nusfjord è un sito da preservare tanto è che è pure finito sotto la tutela dell’Unesco.
Unico neo di questa località  è il piccolissimo parcheggio, quasi (ho detto quasi) impossibile da raggiungere con i nostri veicoli poiché al termine di una rapidissima e brevissima (si e no 40 mt) salita che va affrontata con l’abbrivio necessario.
Per entrare in paese viene richiesto il pagamento di 50 Nok a testa (euro 6,25).
Sin dalla progettazione del viaggio si era deciso di evitare il ritorno in “terra ferma” attraverso il traghetto in partenza da Sørvagen con destinazione Bodø sia per evitare una così lunga traversata, sia per poter visitare meglio e più a lungo le Lofoten.
Pertanto dopo la bellissima Nusfjord ritorniamo sulla E10 per raggiungere Leknes dopo aver percorso per la seconda volta il NappstraumenTunnel (emozionante il sapersi al di sotto dell’oceano !)
Leknes
Poi si devia imboccando la 815 e si costeggia continuamente un mare davvero “cinematografico”!
Sono km memorabili vuoi per i paesaggi che si incontrano, vuoi per la sede stradale a volte particolarmente impegnativa. La Norvegia certo non eccelle per la dimensione delle strade ed anche, va aggiunto, per la larghezza dei ponti. Si incontrano
Storfjiorden
Valberg (con punti panoramici mozzafiato)
Smorten ed infine
Klepstad dove decidiamo di pernottare in una area di sosta a circa 24 km da Svolvǽr dove in mattinata ci imbarcheremo per Skutvika.


Giorno 19 Mercoledì 16 luglio 2008
Klepstad - Drag km. 168

La pioggia ci ha tenuto compagnia per quasi tutta la notte.(l’unica di tutto il viaggio)
Il mattino (piove e il cielo è veramente minaccioso) raggiungiamo l’imbarco a Svolvǽr ma troviamo il molo completamente deserto. Strano davvero perché per ogni imbarco fin qui effettuato abbiamo sempre trovato altri utenti in attesa. Dopo dieci minuti di attesa e non vedendo approssimarsi nessuno per l’imbarco, decidiamo una veloce indagine. Non riesce così facile capirsi ma, più o meno, comprendiamo che la prima partenza da quel molo e per Stukvika è fissata per le 16,00 del pomeriggio !
Breve conciliabolo e decisione: continuiamo la visita delle Lofoten raggiungendo di nuovo il porto di Londingen percorrendo, per di più, un tratto di strada nuovo con ponti e gallerie di moderna concezione, aperto lo scorso anno.
Riprendiamo la E10 in direzione Fiskebol e qui si attraversa lo Sløverfjorden per poi incontrare
Myrlandsbøtn
Hanøy
Ha inizio qui il tratto di statale nuovo di zecca che attraversa una zona “rilassante” con immense foreste e verdissime valli degradanti. Gallerie nuove e belle a volontà  ed anche ponti ma il tutto, contrariamente a quanto ci si aspettava, senza pedaggio alcuno. Bene ! Si raggiunge così Gullesfjord-botn e si riprende la vecchia E10 per Londingen Ladik dove, dopo aver riutilizzati i servizi dell’area, acqua e scarichi vari, prendiamo “al volo” il traghetto per Bognes
Il luogo, già  visto all’andata, è davvero “misero” è una delle poche località  norvegesi che offre solo un molo per l’imbarco e ... niente altro. E’ quindi giocoforza proseguire, si riprende la E6 direzione sud. Si supera
Ulsvag
Skilvassbekk
E otto km. dopo decidiamo di abbandonare la statale e imbocchiamo a sinistra la 827. Ci ha preso la voglia di tentare una pescata di merluzzi e sgombri e la meta, Drag, è proprio sul mare. Sono 4 km. di ville, giardini, abetaie e prati verdi, poi, finalmente i mare.
Ci posizioniamo sul molo dove vi è anche l’imbarco per i traghetti. Siamo in compagnia di altri equipaggi ma sono tutti tedeschi o norvegesi. Italiani zero.
L’esperimento di cattura va miseramente in fallimento, come tutti gli altri tentativi se si fa eccezione di quelle due prede a Stø, ma non importa, fondamentale è trascorrere in serenità  queste ore serali...che poi serali tanto non sono se non per l’orologio ... Qua il sole è sempre con noi ! Poi tutti a nanna in un silenzio difficilmente obliabile. A domani !


Giorno 20 Giovedì 17 luglio 2008
Drag - Inndyr km. 259

Oggi è una giornata particolare per diversi motivi. Il più rimarchevole sta nel fatto che si andrà  a ripercorrere un lungo tratto della E6 già  utilizzato per l’andata e ciò condiziona le predisposizioni umorali. Si ha la sensazione di dover rivedere un “già  visto” e vi è, in tutti, è una specie di frustrazione. Ma la Norvegia non finisce mai di stupire e i km che scorrono sotto le nostre ruote e sotto i nostri occhi ci regalano immagini diverse, scorci incantevoli e angolazioni sempre nuove. E vi è anche da aggiungere che una volta superata la cittadina di Fauske ci attende la mitica e affascinante statale 17 con il transito sul famoso e “intrigante” “Saltstraumen”.

Questo lungo tratto di E6, ripercorso a ritroso, forse anche perché meno “presi” dal desiderio di arrivare, ci mostra quanto davvero sia bella la Norvegia e quanto madre natura sia stata prodiga con questa nazione. Si costeggia per oltre un centinaio di km le montagne che separano la Norvegia dalla Svezia, con cime non molto alte ma sempre completamente innevate, risplendenti al sole che domina un cielo pulito di un azzurro che ricorda a tutti noi quello dipinto dal Michelangelo nella Capella Sistina.
Ci sciroppiamo nuovamente gli innumerevoli e drammatici tunnel che la E6 annovera prima di giungere a
Megǻrden e poi
Fauske
Dove andiamo ad imboccare la 80 che costeggia il grosso e spettacolare Skjerstadfjorden. Una quarantina di km e si raggiunge
LÇ¿ding
Dove, finalmente, imbocchiamo la Strada Costiera, la leggendaria 17, sarà  la strada per i giorni a venire. Ci si avvicina così allo stretto di Saltstraumen, lungo 3 Km e largo 150 metri. Il tempo si è improvvisamente imbronciato, grossi nuvoloni si rincorrono sospinti da una brezza tagliente, prende a scendere anche una pioggerellina sottile-sottile ma, fortunatamente, di brevissima durata. Raggiungiamo, seguendo il camminamento pedonale, il punto più alto del maestoso ponte per qualche fotografia.
Sotto, l'acqua è in veloce movimento. Turbinosi mulinelli si palesano in modo spettacolare, provocati dalla marea che sposta l'acqua da un fiordo all'altro. Osserviamo lo spettacolo che sembra seguire una regia extraterrena Il silenzio è prodigioso, la luce di un cielo che a tratti si squarcia e a tratti si richiude Le acque si vivacizzano sempre di più, mulinelli e vortici di tutte le grandezze sembra eseguano una vera danza del mare
La memoria corre alle decine di diari di viaggio letti in Internet e che citano questo particolare momento come uno dei punti più favorevoli per una pesca miracolosa !!!
Effettivamente i pescatori sono presenti a decine, tutti armati delle più sofisticate tecnologie per lo spinning ma in oltre due ore di sosta avremmo pagato per assistere ad una cattura, una sola…
Nulla di nulla !!!
Certi racconti li ho definiti “fantasie erotiche”. Oggi, qui mi sento ancor più autorizzato a definirle tali.
Non voglio certamente mettere in dubbio tutto e tutti, la pesca in Norvegia è uno sport praticato e da praticare…sia ben chiaro. Ma da questo all’affermare che anche il più sprovveduto, il più incapace…basta che lanci che i pesci abboccano…. magari a tre alla volta (come mi è capitato di leggere) beh….ce ne passa  Eccome!!
Ultima annotazione riguardo la località  conosciuta come punto turistico di grande richiamo: I parcheggi sono davvero tanti e ben disposti sia a fianco della superba struttura (il ponte) sia al di sotto dello stesso. Enormi box per pullman, per roulotte e camper, più appositi spazi per le auto. L’ospite è piacevolmente accolto (almeno nelle giornate di sole) da un parco attrezzato di decine e decine di tavoli e panche per pic-nic, sono presenti diversi piacevoli camminamenti, esclusivamente pedonali, che conducono il visitatore sino a pochi metri dal mare.
E’ anche presente, ciliegina sulla torta, un enorme edificio strutturato con bar e sala per proiezioni o conferenze ma il tutto al 17 di luglio 2008  completamente inaccessibile…..tutto chiuso !!!
E senza una plausibile giustificazione
Ancora una volta….alla faccia del turismo !

Ma veniamo alla nazionale 17 che è, vorrei fosse ben chiaro, una delle strade che meglio dà  la possibilità  di conoscere la vera Norvegia. Cosa si intende dire: Chi visita la Norvegia percorrendo unicamente la statale E6 (magari raggiungendo Capo Nord attraverso la Svezia e ritornando appunto con la E6), non ha visto davvero nulla di quello che questo stato può offrire. Io stupisco quando leggo di Capo Nord e ritorno in 18/20 giorni. La meta è certamente accattivante e il risultato raggiunto è ragguardevole, ma non mi si venga a dire: Ho visto la Norvegia!
Dopo Saltstraumen la 17 con la sua larghezza a volte davvero ridotta, gli slarghi laterali, i suoi saliscendi, le sue improvvise “aperture” sul Nordfjorden prima e sul mare aperto più avanti, è una strada “indimenticabile”. Si raggiungono e si oltrepassano:
Ã…seli
Fjell
Skolmoen
Kjøpstad
Tind
Sunsfjorden
Oltrepassata questa località  e dopo un paio di tunnel, seppur brevi ma di costruzione anzianotta... imbocchiamo la 838 alla ricerca di uno spazio per la notte. In un abitato (una ventina di case attorno ad una piazza) denominato Inndyr ci sistemiamo nel parking della Coop a fronte del porto, facciamo la nostra ormai abituale “spesa”... si prepara e consuma la cena ...due passi fra le abitazioni che ci appaiono disabitate ma non è così perché alcuni ragazzi e ragazze sono presenti sulla piazza principale seduti in allegra compagnia ai piedi dell’immancabile monumento al mare in legno! Poi tutti a nanna.

Giorno 21 Venerdì 18 luglio 2008
Inndyr - Nesna km. 222

Il mattino si torna sui nostri passi: con la 838 torniamo sulla 17 e dopo
Oppsal
Skogreina raggiungiamo
Reipa
Dinanzi a noi una insenatura silenziosa , azzurro pallido, di fronte un'isola verdeggiante, dietro, sullo sfondo, le prime strisce dello Svartisen, il grande ghiacciaio della Norvegia.
Svolta a destra e sosta, pare d'essere nei mari del Sud, ma siamo a 67° di latitudine nord, ben oltre il Circolo Polare Artico! sbalorditivo!....
Si prosegue;
Ørnes
Da non perdere il centro di questa località : davvero delizioso e accogliente;
E poi ancora avanti costeggiando lo stretto Glomfjorden e superando
Sætvik
Glomfjord
Un paio di Tunnel di dimensioni e lunghezza accettabili e poi... lo Svartistunnelen, un budello scavato nella nuda roccia di ben 7 km. (interminabili) scarsamente illuminato e umido alla massima potenza...siamo sotto il ghiacciaio dello Svartisen e non si vede l’ora di uscirne !!!
Kilvika
Braset Si costeggia il bislungo Nordfjorden
Halsa
Forøya brevissimo traghetto per
Ã…gskardet
Tjong sul Tiongfjorden
Reppa altro bel Straumdaltunnelen …
Straumsvika
Jektvika traghetto per Kilboghamn
Di lunghezza maggiore e decisamente più spettacolare. Inizialmente si naviga sul Værangen per poi incunearsi nel SÇ¿rfjorden e poco prima dell’arrivo si valica nuovamente il Circolo Polare Artico ma dal mare non si apprezza più di tanto il fatto. Unico particolare che lo ricorda è un grande mappamondo posizionato sulla lontana costa che tutti i naviganti si affannano a fotografare. Allo sbarco si riprende la 17 e costeggiando continuamente si incontrano le seguenti località:
Eldhaugen
Haugland
Stokkvågen
Røytvika
Sila un nuovo tunnel
Flostrand
Nordfjorden altro tunnel
Fuglstad
Sjonbotn punti panoramici scenografici
Longset
Nesna
dove decidiamo di fare tappa rimandando l’imbarco sul traghetto per Levang al mattino successivo. Sono circa le 18,00 quando ci sistemiamo in un ampio e deserto parcheggio della Coop cittadina e, con un certo dispiacere, ci accorgiamo che lo stesso magazzino e chiuso già  da circa un ora !
Ecco la ragione del parcheggio vuoto !
Siamo nel pieno Nordland e gli orari sono ben diversi dai nostri. Facciamo un breve riepilogo della giornata ricordando ancora una volta la peculiarità  della statale 17 con i suoi lunghi tratti a carreggiata unica, i tunnel sempre avventurosi, i suoi saliscendi, le migliaia di curve e il suo ininterrotto costeggiare mari di smeraldo. Una strada che riserva continui paesaggi diversi e spettacolosi e che si fa amare, pur essendo così impegnativa, proprio per queste caratteristiche. Ancora una volta vien fatto di pensare che chi visita la Norvegia senza percorrere queste strade della Norvegia, quella vera, non ha visto nulla.
I due traghetti utilizzati ci sono costati complessivamente Nok. 266 pari a euro 33,00.
Quando si va a cena il cielo inizia a piangere ma non ci preoccupa più di tanto. Domani mattina ci sarà  sicuramente il sole !!! Anche questo è Norvegia !!

Giorno 22 Sabato 19 luglio 2008
Nesna - Levanger km. 387

In mattinata traghetto per
Levang
Tovåsen
Leira Si sono percorsi gli ultimi (per noi) 10 km sulla 17 e prendiamo la 78
Remnes
Holandsvika
Si costeggia lo spettacoloso ed immenso Vefsnfjorden
che ci riserva punti d’osservazione meravigliosi e incantevoli. Sarebbe davvero il caso di fermarsi molto più a lungo ma la tappa non è fra le più brevi e la strada continua a presentare punti di un certo impegno. I limiti imposti dalla segnaletica stradale noi intendiamo rispettarli e quindi la velocità  non è fra le possibili variabili.
A titolo puramente accademico e non certo per polemica, si vuole qui aggiungere che più di una volta siamo stati superati da autisti locali con trombe inserite, in divieto di sorpasso e superando di gran lunga i limiti di velocità.
Alla faccia della tanto decantata osservanza delle regole da parte dei norvegesi !! Tutto il mondo è paese !!!

Mosjøen
Da questa località  si abbandona la 78 e ci si immette nuovamente nella conosciuta E6. Sono oltre 200 km quelli che ci dividono dalla variante di percorso che abbiamo pensato di attuare.
la variante che si può applicare e che noi abbiamo applicato, consiste nell’imboccare 14 km. dopo Formofoss la strada 763, è parallela alla E6, nella quale si convergerà  più avanti, che costeggia il lago Snasavatnet sulla riva opposta. Si attraverseranno così stupefacenti paesaggi bucolici.
Sembra di essere in Svizzera. Strada facendo s’incontra una delle più belle incisioni rupestri della Norvegia, in località  Bølarein dopo 28 km. Si oltrepassa la stazione ferroviaria di Valøy; 3 km. dopo, un cartello indica Bølarein. Parcheggiamo e ci accingiamo alla visita non potendo però fare a meno di notare che le strutture ricettive, bar, ristorante, biglietteria, negozio di souvenir e uffici, sono chiusi..non siamo fuori stagione ma bensì al sabato 19 luglio, alle 15,30 circa del pomeriggio !!! Unica alternativa un pannello di informazioni in varie lingue ( no italiano) dal quale inizia un sentiero. A circa 300 metri, sempre a sinistra, su una parete rocciosa verticale, al di là  del fiume, emerge la figura a grandezza naturale di una renna, incisa circa 5000 anni fa.... e poi un'altra che dovrebbe essere un orso e così via…
Questa che segue è una opinione strettamente personale e come tale va considerata:
Se avete tempo che vi cresce potete anche fermarvi:
A Steinkjer (divieti di sosta camper ovunque)
si abbandona la 763 e si riprende la E6 sino a raggiungere Levanger
Dove decidiamo di sostare per la notte.
Dopo un veloce giro panoramico della località , optiamo per un parcheggio a fianco del molo d’imbarco dei traghetti e dirimpetto al locale posto di polizia. Una notte doppiamente tranquilla e serena.

Il traghetto da Nesna a Levang è costato 109 Nok pari a Euro 13,70 <<E domani si punta su Kristiansund>>

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